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Paradosso Gran Sasso: metà degli abruzzesi dovrebbero rinunciare all’acqua di qualità per interferenze dei Laboratori di Fisica e delle gallerie autostradali

Teramo. “La necessità di un cambio radicale nella conduzione di questa vicenda è sotto gli occhi di tutti” scrive in una nota l’Osservatorio indipendente dell’Acqua del Gran Sasso. 

L’Osservatorio chiede trasparenza, confronto e coinvolgimento delle comunità nei processi decisionali che interessano la gestione del bene comune per eccellenza, l’acqua. Regione Abruzzo, Istituto nazionale di fisica Nucleare e Strada dei parchi sono invitate a un nuovo incontro pubblico a Teramo (16/17 giugno), al per continuare quel processo d’informazione avviato con l’Agenzia regionale di tutela ambientale, l’Azienda sanitaria locale e Ruzzo reti spa nell’incontro del 20 maggio scorso. Paradosso Gran Sasso, così l’Osservatorio commenta l’orientamento della Regione che il 23 maggio ha annunciato la non applicabilità della disciplina regionale sulle concessioni provvisorie alle captazioni del Gran Sasso, dichiarando di non poter neppure procedere con l’istruttoria per il rilascio della concessione. La concessione provvisoria scade a fine 2017 e “Ci si trova in una situazione di pre-crisi idrica conclamata, tanto che i dirigenti regionali che hanno firmato la nota hanno invitato l’Ersi (Ente unico regionale in cui sono stati unificati gli enti d’ambito abruzzesi per il servizio idrico integrato ndb) a prendere in considerazione l’ipotesi di presentare una specifica richiesta di autorizzazione al prelievo in emergenza, nelle more dell’adozione di soluzioni definitive – scrive l’Osservatorio – Il paradosso nasce dal fatto che oltre la metà degli abruzzesi dovrebbero rinunciare ad un’acqua di alta qualità a causa delle interferenze sull’acquifero da parte dei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e delle gallerie dell’autostrada. Alla fine sembra quasi che sia l’acqua ad essere un ospite sgradito della montagna e che a pagare il conto (molto salato) dovranno essere i cittadini. Eppure le interferenze furono denunciate dalle associazioni ambientaliste e acclarate già alcuni mesi prima dell’incidente dell’agosto 2002. Talmente acclarate da far nominare un commissario straordinario che ha avuto a disposizione oltre 80 milioni di euro per la messa in sicurezza del sistema acquifero Gran Sasso”.

L’Osservatorio continua nel recupero dei documenti, dagli organismi competenti, sulla gestione dell’acqua e chiederà un incontro al prefetto di Teramo, Graziella Palma Maria Patrizi, per metterlo al corrente delle iniziative intraprese e da intraprendere. Infine l’Osservatorio invita a mettere in atto una vera e propria operazione trasparenza facilitando l’acquisizione e lo scambio di informazioni verso la collettività. L’Osservatorio è sempre pronto a partecipare a qualsiasi momento di confronto, anche istituzionale, dando il proprio contributo. L’adesione all’Osservatorio indipendente dell’acqua è aperta a tutte le associazioni interessate e a tutti i cittadini che vogliono impegnarsi su questa problematica.

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