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Toto Colpisce Ancora con una Bretella Autostradale ‘Nuova di Zecca’

Ci risiamo con la variante e con l’isolamento della valle Peligna che la concessionaria delle autostrade A24 e A25 mette di nuovo in campo spazzando via i cantieri sulla sede stradale, così garantendo maggior sicurezza per la circolazione, tagliando il viadotto di Pietrasecca e probabilmente i trampoli peligni, ma senza fare troppo rumore per quest’ultimi, forse memore della scorsa esperienza. E senza impegnare contributi pubblici, ma contando sui canoni congelati. 

Aggiornamento

Il Sole 24 ore 26.5.17

Come per i sequel di film celebri così accade per le varianti autostradali abruzzesi celebri perchè già bocciate nelle prime versioni. Il sole 24 ore oggi, a pagina 11, pubblica la notizia della nuova proposta di taglio e riduzione dei tempi di percorrenza dell’autostrada firmata dalla concessionaria Strada dei parchi (Sdp) della Toto holding che fa il bis e questa volta potrebbe cavarsela con la scusa del rischio sismico e del pessimo stato dei viadotti che se così sono ridotti non è solo per l’ingiuria del tempo, ma della manutenzione. La proposta ha raggiunto il ministero delle infrastrutture e si attende con ansia una seconda risposta, la precedente bocciava la prima esperienza di bretelle, ma dava adito ad una seconda puntata della serie. Un’altra veste, una nuova o forse proprio quella che venne visionata da alcuni parlamentari l’anno scorso, come alternativa al primissimo progetto di ridurre i tempi di percorrenza con gallerie e interventi anche nelle aree protette. Insomma, potrebbe trattarsi della seconda opzione di tracciato accorciato, già presentata. Non è facile capire dove e come si taglierà, ma possiamo ben immaginare che il progetto esecutivo non risparmierà la valle Peligna. I parlamentari del comprensorio Peligno (?) hanno visionato quest’altro progettino? Quelli della val Pescara sì e, anche se solo per pochi minuti, hanno avuto la possibilità di vederlo in anteprima. Il tutto si realizzerà “Senza contributi pubblici – ha dichiarato l’amministratore delegato della società Cesare Ramadori – con un incremento tariffario inferiore e pari al progetto base” già questo dovrebbe far saltare i nervi ai pendolari e agli occasionali viaggiatori di mezza Italia in Abruzzo. Continua l’amministratore: “Lo stato attuale delle infrastrutture non è rassicurante” forse è per questo che il pedaggio è proporzionato al rischio, più è elevato più si paga per percorrere il tratto. L’ebrezza del pericolo costa? Le dichiarazione dell’Ad Ramodori stanno a zero se, a latere di questo progetto non si garantiscono infrastrutture di supporto per la valle Peligna risparmiata sicuramente da quest’altra trovata della società. Facendo riferimento proprio ai collegamenti ordinari con Popoli, in provincia di Pescara, dove probabilmente sarà previsto il casello della variante e così verso l’Alto Sangro, nell’aquilano d’alta quota dove altrimenti andrebbero in rovina le politiche di rilancio turistico per gli impianti sciistici e le strutture realizzate. Il quotidiano economico spiega che un emendamento alla manovrina, presentato ieri dal governo, finanzia un primo piano-stralcio per la messa in sicurezza dei viadotti con 111 milioni  di euro che arriverebbero dai canoni pagati  dalla concessionaria e finora congelati per un contenzioso con l’Anas, poi vinto dal costruttore abruzzese. L’intervento farebbe fronte allo sfriamento degli impalcati  e lo scalinamento. Occorre il progetto esecutivo per saperne di più, a questo punto.

Sorgente immagine Il post.it

Passi del gambero per l’ingegneria italiana, il giornale economico giustifica la rottamazione del viadotto di Pietrasecca con parole testuali: oggi ingegneristicamente inconcepibile, con punte di altezza di 80 metri. Obiettivi e puntuali, alla faccia dello stretto di Messina e del ponte più alto del mondo cominciato a costruire, settembre scorso, in Cina a 585 metri di altezza dal suolo e già pronto e operativo. E per la prima volta in assoluto, l’ingegneria della Cina supera quella italiana per giustificare la sostituzione del viadotto di 80 metri di altezza con la galleria. Sarà mica necessario grattare con la famosa trivella Martina, più conosciuta del suo titolare compare di fede del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Tra varianti di progetto e tanto altro oseremo dire che è fatta, a prescindere dal progetto esecutivo e dal fatto che bisognerebbe bloccare per sempre gli aumenti dei pedaggi, cristallizzarli, per accettare un progetto simile e altri 20 anni di gestione Toto per il troncone autostradale, in piccola parte da rottamare. Prima di tagliare fuori l’entroterra abruzzese dovrebbero costruire in sicurezza e consolidare, ampliando, le vie di collegamento del Centro Abruzzo, indispensabile per continuare ad esistere. Anche di manutenzione ordinaria deve trattarsi per le strade che oggi, ancora di competenza provinciale, sono abbandonate a loro stesse con la scusa che questi enti territoriali, sulla carta, non esistono più così come gli abitanti del Centro Abruzzo. Il progetto varrebbe 3 miliardi di euro in 2 fasi e prima o poi, vista l’insistenza, la bretella la spunterà. #NoToto #NoBretella

 Video Shock sui Viadotti di Cocullo

Diario di bordo: Toto colpisce ancora

Comunicato Maurizio Acerbo (Prc)

“I nostri parlamentari rappresentano Toto? Dopo il punto interrogativo l’ex parlamentare Maurizio Acerbo aggiunge: “Con un emendamento il governo vuole dare a Toto 111 milioni di euro su sollecitazione – continua il segretario nazionale Prc-Se – Che senso ha privatizzare un’autostrada se poi lo stato deve pagare e fare la manutenzione ordinaria e straordinaria su un tracciato, A24 E A25 con il pedaggio più caro d’Italia, se non quello che i “profitti sono del privato e le perdite dello Stato”?Quando l’autostrada è stata privatizzata e affidata in concessione a Toto la gestione era in attivo. Il privato ha aumentato per anni in maniera spropositata i pedaggi e ora – grazie all’impegno dei politici abruzzesi che già furono complici della privatizzazione – i nostri parlamentari chiedono al governo di finanziare lavori di messa in sicurezza. Inoltre si usa il rischio sismico per giustificare il fatto che si possa concedere a Toto la proroga della concessione a Strada dei Parchi senza gara. Accantonato per palese illegittimità il mega-progetto da 50 km di tunnel – come avevamo profetizzato – ora si accontenta Toto con denaro pubblico. La sensazione è che Toto si sta pagando da anni la concessione con gli aumenti dei pedaggi e ora quelle cifre verrebbero dallo Stato restituite a Toto per fare lavori. Faccio notare che quei piloni che oggi vengono usati per giustificare la solita emergenza all’italiana erano in quelle condizioni anche prima delle scosse. Toto ha davvero garantito la manutenzione ordinaria e straordinaria come avrebbe dovuto o usa la scusa del rischio sismico per farsela pagare con i soldi già estorti ai cittadini? Perché i parlamentari abruzzesi di centrosinistra e centrodestra non chiedono trasparenza invece di perorare gli interessi di Toto? A evidenziare il rapporto strettissimo tra Toto e i decisori politici c’è il fatto che Luciano D’Alfonso, il dominus del Pd e del centrosinistra abruzzese nonchè Presidente della Regione, è “amico di famiglia”, finanziato da Toto e con Toto a volte sotto processo. A dire il vero D’Alfonso è anche dirigente Anas (ora in aspettativa) e spero non sia toccato a lui vigilare sul concessionario” conclude Acerbo.

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