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Biblioteca chiusa: l’ultimo libro prestato dal Centro servizi culturali

Sulmona (Aq). Più di un centinaio i libri in prestito e bisognerà tenerseli da parte anche oltre il mese concesso, forse anche di più del tempo stimato dalle voci rassicuranti che vorrebbero, per la prossima settimana, l’accesso agli atti, ossia, alla perizia che ha portato alla chiusura della biblioteca (17 maggio) per un basso indice di vulnerabilità (0,26). Il Centro servizi culturali, Agenzia regionale di promozione culturale, a Sulmo conta un patrimonio di circa 35 mila libri che raccolgono polvere da più di una settimana. 

Aggiornamento

Fa parte di questo inestimabile tesoro l’ultimo libro prestato, assegnato un’ora prima della chiusura del polo culturale, 7 secondi appena dalla telefonata con cui la direzione ha disposto lo stop ai prestiti comunicando la decisione all’archivista all’ingresso. San Panfilo potrebbe fare una grazia? Magari al personale trasferito, temporaneamente, nella sede ex Arssa, in via Quintino Sella dove l’Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo ha chiuso un anno e mezzo fa, il servizio è scomparso in sordina e i locali non sono di certo in buone condizioni. Troppe grazie, l’indecisione è anche per il Santo patrono di Sulmona. Così i dipendenti della regione, in valle Peligna, potrebbero essere presto dirottati anche a via Pola, ex ufficio poste e telegrafi e in via Sardi, nella sede Inps. Consultando la perizia, magari lunedì si potrebbe sperare in un miracolo verificando quali aree dell’edificio sono agibili e quindi riaprendo una parte dell’edificio al pubblico. É comunque utile pregare, anche per chi non crede, significativo il titolo dell’ultimo testo dato in prestito: La cattedrale di San Panfilo a Sulmona (Silvana editore). Il fatto si presta a innumerevoli interpretazioni, ma di certo quella di piazza Venezuela è da considerare una cattedrale della cultura per i sulmonesi che leggono e studiano. Grazie al prezioso libro, possiamo consultare le relazioni e le ricerche di studiosi e storici come Francesco Amadio, Damiano Venanzio Fucinese, Oleg Zastrow, Salvo de Meis, Valentino Pace, Virgilio Orsini e Raffaele Colapietra. L’opera non documenta la costruzione dell’edificio di culto e le origini del duomo della città, non fornisce solo indicazioni utili, dettagli importanti e innumerevoli curiosità sul patrono di Sulmona, San Panfilo, e sulle reliquie conservate con cura nella cripta assieme agli oggetti appartenuti a papa Celestino V. Il libro svela una storia parallela che si lega inesorabilmente alla parte migliore e generosa della comunità aquilana perché è stato donato, assieme a molti altri, da Marcello Marianella alla biblioteca del Centro servizi culturali e si tratta di una pubblicazione della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila dedicata a Sulmona per l’inaugurazione della sede dell’istituto di credito in città, avvenuta il 19 ottobre 1981. É una fonte ineguagliabile di conoscenza questo testo perché tratta anche della diocesi, risolvendo che sia il risultato di una fusione, non della soppressione, di una delle 2 cattedre vescovili esistenti in valle: Valva e Sulmona. Alla luce del fatto che anche la diocesi di Sulmona Valva ha rischiato, lo scorso anno, di scomparire e che la Chiesa è stata più lungimirante della politica per superare il grave momento di crisi che oggi non è solo la vocazioni, ma anche di numeri e valori, non possiamo che leggere positivamente questo miracoloso prestito che ci auguriamo sia il punto di partenza che alla battaglia per l’esistenza imponga la cultura della sicurezza, caratteristica necessaria per consolidare l’identità di una comunità che vive in un territorio a massimo rischio sismico, quello della valle Peligna. I Santi, si sa, sono sempre i benvenuti se si manca d’iniziativa.

mariatrozzi77@gmail.com

Indice di vulnerabilità, indicatore di rischio sismico, è un valore numerico che viene utilizzato per riassumere gli esiti di una valutazione di vulnerabilità sismica, almeno dal punto di vista numerico. L’indicatore di rischio sismico è dato dal rapporto tra la capacità resistente del fabbricato e la domanda in termini di resistenza o spostamento prevista dalla Normativa Tecnica, pertanto l’esito della verifica è positivo (fabbricato che soddisfa i requisiti delle Norme Tecniche) se l’indicatore è maggiore o uguale a 1, negativo se minore di 1. Nell’ambito di una valutazione di sicurezza, in relazione anche alla tipologia costruttiva del fabbricato, le verifiche da condurre sono diverse e le vulnerabilità possono essere molteplici. L’indicatore riassume pertanto le vulnerabilità numeriche in un unico valore “di facile lettura”, che non è però da considerare esaustivo in quanto nelle verifiche numeriche non vengono incluse vulnerabilità quali ad esempio la caduta di comignoli o di altri elementi non strutturali.

La Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, nota principalmente con l’acronimo Carispaq, è stato un istituto bancario italiano fondato all’Aquila nel 1859 , attivo dal 1862 con il nome di Cassa di risparmio dell’Aquila, primo istituto bancario di risparmio dell’Italia meridionale. L’istituto cominciò la sua attività solo in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia. A fine ‘800 venne costruito il palazzo della Cassa di Risparmio che divenne sede della banca sino al terremoto dell’Aquila del 2009. Nel 1999 è entrata a far parte del gruppo di Banca popolare dell’Emilia Romagna, nel 2013 è stata incorporata nella capogruppo.

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