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Cannabis terapeutica, Acerbo in Commissione di vigilanza su mancata applicazione della legge

Pescara. Domani La Commissione vigilanza della Regione ascolterà diverse personalità che hanno denunciato la mancata applicazione della legge sulla cannabis terapeutica in Abruzzo, tra queste il segretario nazionale del partito della Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, il vice presidente della fondazione Isal – ricerca sul dolore, Gianvincenzo D’Andrea, Vincenzo Di Nanna di Amnistia-giustizia-libertà avvocato che difende Fabrizio Pellegrini  finito in carcere proprio a causa della mancata applicazione della legge.

Aggiornamento

Maurizio Acerbo

Dopo la lettera di alcune settimane fa finalmente l’audizione in commissione di Vigilanza sulla questione della legge regionale sulla cannabis terapeutica, inapplicata, anche se approvata nella precedente legislatura grazie all’impegno del segretario nazionale di Prc. “Intendo evidenziare alla commissione di vigilanza che il decreto applicativo di Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci contrasta platealmente con la legge in vigore – dichiara Acerbo – In qualità di promotore della legge vengo continuamente contattato da pazienti e familiari che lamentano la mancata attuazione di una legislazione considerata all’avangiuardia e che altre regioni hanno ripreso e concretizzato. É triste che in tanta parte del nostro paese ai pazienti sia negato l’accesso a farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi o che debbano procurarseli spendendo cifre elevatissime a causa della colpevole negligenza della ministra della sanità e di troppe giunte regionali – conclude il già consigliere regionale – La cannabis andrebbe legalizzata anche per uso ricreativo, ma anche chi continua a essere proibizionista non può negarne l’utilizzo terapeutico. Lo Stato distribuisce morfina ai pazienti nella terapia del dolore, non si capisce perché per l’innocua e benefica cannabis ci siano tutti questi ostacoli”.

D’Alfonso abbandona la commissione di vigilanza sul nuovo ospedale di Chieti. <Si è tenuta oggi la tanto attesa Commissione di Vigilanza che aveva all’ordine del giorno il progetto di finanza del nuovo ospedale di Chieti con audizione del Direttore Generale della Asl, Pasquale Flacco e del Presidente di Regione Luciano D’Alfonso. “Abbiamo assistito a una vera e propria fuga del Presidente D’Alfonso che ha usato la commissione di vigilanza per declamare il suo monologo – peraltro ripreso con telefonino da un suo collaboratore – per poi andare via non permettendo ai commissari di porgli domande nel merito della proposta” commenta Sara Marcozzi. “Abbiamo preso atto della consistenza politica del Presidente D’Alfonso e delle granitiche motivazioni a sostegno di questo costosissimo progetto. Tanto granitiche da fuggire alle numerose domande e agli innegabili dubbi che abbiamo sempre denunciato. Quella del Presidente D’Alfonso in favore del Pf è una posizione di principio che si scontra contro i pareri negativi di tutti:  in generale Tar e Corte dei Conti, in particolare RUP, ufficio affari legali della Asl, studio legale McDermott, professori dell’Università Bocconi, primari dei reparti. Insomma di tutti i soggetti che hanno partecipato all’istruttoria hanno espresso gravi criticità su questo progetto, peraltro, alcuni pareri sono stati pagati a peso d’oro”. Il direttore Flacco, infatti, su domanda della consigliera Marcozzi,  dichiara che il costo delle consulenze pagate dalla Asl allo studio McDermott e alla Bocconi  ammonterebbero complessivamente a circa 67.000 euro più Iva.
“Il M5S continuerà a battersi affinché Chieti venga dotata di un nuovo ospedale senza fare ricorso alla procedura di PF che avvantaggia solo il privato investitore a discapito delle casse pubbliche e dei servizi ai pazienti” conclude Marcozzi>.
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