Osservatorio H2O da coinvolgere sulla sicurezza dell’acquifero, Di Sabatino chiederà alla Regione

Teramo. La prima novità in assoluto è che l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso potrebbe essere coinvolto sul tema della sicurezza dell’acquifero e dell’incontro di sabato, in una nota, si segnala che “Nella gestione dell’emergenza si sono verificati ritardi sia nelle procedure di analisi che nelle comunicazioni. Per questo il sistema di comunicazione tra gli enti di controllo e verso sindaci e cittadinanza deve essere rivisto e sicuramente migliorato: peraltro tutti gli enti hanno riconosciuto come l’emergenza abbia evidenziato criticità tali da predisporre un nuovo protocollo operativo.

https://reportagedotcom.files.wordpress.com/2014/11/montagne-dabruzzo-patrimonio-dellunesco-report-age-com-2014.jpg
Gran Sasso, Foto Maria Trozzi

“Il sistema di controllo e analisi deve essere reso facile e rapido, accessibile e comprensibile – suggerisce l’Osservatorio H2o agli enti di controllo e gestione che purtroppo non hanno un quadro completo degli interventi eseguiti durante la gestione commissariale. Inoltre, i cittadini hanno saputo del tavolo di confronto regionale sulla problematica solo dai gravi fatti del dicembre 2016 e della crisi dell’8 e 9 maggio. “L’aver trovato sostanze che non dovrebbero essere presenti nell’acqua, al di là delle concentrazioni riscontrate, dimostra che il sistema di approvvigionamento idrico ha una permeabilità che potenzialmente rappresenta un pericolo, considerata la contiguità con i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e le gallerie autostradali – aggiunge il gruppo di ambientalisti – Va approntato un sistema di partecipazione nella gestione di questa problematica, partendo da quanto prevede la legge. Fin dal 2007 (art. 2, comma 461, Legge n. 244/2007) è previsto l’obbligo per gli enti concedenti di coinvolgere le associazioni dei consumatori in vari aspetti della gestione dei servizi erogati, e che le normative di settore impongono la massima trasparenza sui dati ambientali. Inoltre l’affidamento dei prossimi interventi per la messa in sicurezza all’Istituto nucleare costituisce un ulteriore elemento di preoccupazione” e così  l’Osservatorio giudicherebbe un grave errore insistere su una gestione della problematica sul modello commissariale, senza un reale confronto e senza il coinvolgimento delle comunità locali. Soddisfa molto l’annuncio dal presidente della Provincia di Teramo, Domenico Di Sabatino, di chiedere alla Regione di coinvolgere l’Osservatorio sul tema della sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, l’Osservatorio è pronto a partecipare e a dare il proprio contributo: “In ogni caso, secondo quello che è stato fin da subito il nostro obiettivo organizzeremo altri incontri pubblici per conoscere e dare ai cittadini una corretta informazione. Chiederemo ai gestori dell’autostrada, all’Istituto nucleare e alla Regione di partecipare ad un prossimo incontro per confrontarsi sul grado di sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, sulle sue carenze e sui programmi per la sua messa in sicurezza definitiva”concludono le associazioni dell’Osservatorio: Wwf, Legambiente, Mountain wilderness, Arci, Pronatura Laga, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai e Italia nostra. L’adesione è aperta a tutte le associazioni interessate e a tutti i cittadini che vogliono impegnarsi su questa problematica.