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Orso ghiotto di miele riconquista l’area destinata alla seggiovia di Gamberale

Gamberale (Ch). Nulla osta per l’orso bruno marsicano che al pesce imposto dal comune preferisce il miele di Colledimacine e così si fa vivo danneggiando le arnie dell’azienda Glam, ricordando al Parco nazionale della Maiella e all’amministrazione comunale che non c’è proprio posto per una nuova seggiovia. Il via libera alla costruzione va ritirato, l’orso ha più di un motivo per frequentare quei territori comunali, areale che si vorrebbero occupare con un impianto di risalita.

Aggiornamento

Con la Primavera gli orsi riprendono a vagabondare in cerca di cibo facile. Così, una settimana fa, ne ha fatto le spese un’azienda di Colledimacine visitata da un plantigrado goloso di miele e api. “È nella natura degli orsi, animali furbi ed opportunisti, approfittare delle opportunità che si presentano al loro passaggio, ma è anche una prova che il nulla osta rilasciato dal Parco nazionale per la costruzione di una seggiovia a Gamberale, appena 10 Km in linea d’aria dal luogo del misfatto, è ingiustificato ed è da ritirare al più presto – dichiara Stefano Orlandini, presidente dell’associazione Salviamo l’Orso – Le associazioni hanno da tempo sottolineato nelle loro osservazioni, inviate in Regione, che tutta l’area dei monti Pizzi è strategica e cruciale per favorire la ricolonizzazione  dell’Orso bruno marsicano nel Parco della Majella, orso più raro al mondo e simbolo della Regione Abruzzo – continua Orlandini – La valutazione d’incidenza ambientale presentata dal Comune di Gamberale, sfidando il ridicolo, affermava che l’orso cibandosi prevalentemente di pesce non avrebbe avuto motivo di frequentare i territori comunali, ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Il nostro orsacchiotto ha mandato il suo chiaro messaggio al sindaco di Gamberale (ndb Maurizio Bucci) e si è fermato a gustare l’ottimo miele prodotto dalla Glam di Giuseppe Falcone. I danni subiti vanno risarciti al più presto e a questo scopo, dallo scorso anno, è stata approvata la legge regionale 15/2016 che stanzia fondi per il risarcimento dei danni da orso fuori dalle aree protette. Se anche questa legge non bastasse la nostra associazione, Salviamo l’Orso, come ha già fatto in passato, si mette a disposizione per risarcire il danno subito da Falcone, grazie al progetto Un passaggio per l’orso dedicato appunto a coloro che non possono accedere ai rimborsi degli enti o delle Province – conclude il coordinatore di Salviamo l’Orso – Crediamo infatti che non si possa pretendere che allevatori e agricoltori paghino da soli i costi della conservazione dell’orso che è specie protetta a livello europeo e nazionale oltre ad essere vanto della nostra regione. Ci auguriamo che l’episodio sia un ulteriore incentivo affinché la commissione regionale Via della Regione e gli organi dirigenziali del Parco nazionale della Majella decidano per un immediato stop al disgraziato progetto della nuova seggiovia di Gamberale, un inutile spreco di fondi pubblici destinato a devastare un’area vocata al turismo naturalistico e alla conservazione ambientale”.

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