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Terna: Dubbi sul Verbale d’immissione. La Colanero c’era e s’oppose e quelli dell’elettrodotto scrissero che era assente

Lanciano (Ch). C’era Franca Colanero quando gli operai invadevano il suo terreno per giustificare poi la costruzione di un sostegno dell’elettrodotto Villanova -Gissi. C’era eccome e quel giorno si difese e ebbe persino un malore. Era presente e combattiva, lo dicono i documenti, lo raccontano testimoni, giornali e le tremende immagini di quel giorno, lo ammettono tanti verbali, eccetto uno che nega la presenza della signora per giustificare la conclusione di una immissione che invece era stata sospesa.

Il giudice Canosa ha rigettato oggi la richiesta di archiviazione del pubblico ministero nel procedimento a carico di Ferdinando de Luca funzionario Terna che nel verbale d’immissione, in un terreno di proprietà della signora Colanero, ha dichiarato che l’operazione è stata condotta regolarmente e in assenza della titolare del fondo che invece, quel giorno, era presente. Di fatto poi l’immissione per erigere un traliccio, uno degli oltre 100 piloni dell’elettrodotto Villanova-Gissi, quel giorno venne sospesa. Per capire la decisione del giudice dobbiamo fare un salto indietro nel tempo all’8 luglio 2015 quandoin contrada  Sant’Onofrio, durante l’immissione in possesso della società Terna, necessaria per costruire l’elettrodotto, nel terreno di Colanero accadde l’inverosimile. Da un lato i funzionari e gli operai della società che provavano a invadere i terreni, per imporre la costruzione sul territorio del famigerato impianto, dall’altro la povera signora che difendeva la sua proprietà con il sostegno di tanti attivisti che non la lasciarono sola. In mezzo le forze dell’ordine chiamate a garanzia del rispetto della legge e dell’ordine pubblico. Solo quando la signora Colanero è finita a terra stremata da tante angherie è intervenuta la polizia di Lanciano e il commissario ha interrotto l’immissione in possesso. Malgrado l’immissione fosse stata sospesa, verso la fine del 2015, sui terreni di Colanero l’opera è stata realizzata. La proprietaria, a mezzo del proprio legale di fiducia, Pietro Silvestri, a dicembre 2015 ha avviato un’azione di tutela chiedendo al giudice (ai sensi degli artt. 1168 cc., 703 e 668 sexies, cpc) la reintegrazione nel possesso del terreno ordinando a Terna l’immediata rimozione delle opere e di ogni altro ostacolo presente e la cessazione delle turbative e molestie in ordine alla servitù di parte ricorrente e la restituzione del bene impunemente usurpato senza atti legittimantiPer un difetto di giurisdizione per il giudice (decreto di rigetto 1124/2016 del 08/03/2016) il calvario della signora è  finito dinanzi al  giudice amministrativo. Nel frattempo si è costituita anche Terna che ha prodotto il verbale d’immissione incriminato in cui di sosteneva che l’ 8 luglio 2015 la società ha preso regolarmente possesso del terreno. Nelle dichiarazioni riportate nel verbale, redatto da de Luca, la proprietaria del fondo risulta assente quando invece la stessa è  stata attivamente presente dichiarando proprio l’opposizione all’immissione in possesso del proprio fondo che avrebbe bloccato i lavori. Nel documento: “ Viene precisato al proprietario che trattandosi di linea elettrica aerea, lo stesso potrà continuare a coltivare la superficie asservita, compatibilmente con la costruzione e l’esercizio dell’impianto. Così scattano diverse denunce-querele per falso. Anche l’ex Procuratore capo della procura della Repubblica di Lanciano, Mendico, prima del suo trasferimento a Latina, nella lunga richiesta di archiviazione del 24 maggio 2016 di tutti i procedimenti penali pendenti, sul verbale d’immissione in possesso del fondo della Colanero, dell’8 luglio 2015, dichiara: 

1)      proc. n. 750/16 R.G.N.R. (già 578/16 mod. 44) nei confronti di: DE LUCA FERDINANDO per art. 479 c.p.

COLANERO Franca con denuncia-querela del 06 maggio 2016, premesse le vicende relative al “contrasto” con la TERNA in ordine all’occupazione del suolo di sua proprietà, rappresentava che aveva presentato azione di reintegra in possesso nei confronti della TERNA (n. 1278/16 R.G. Civ.). La Terna, nel costituirsi, aveva depositato verbale di immissione in possesso falso atteso che non riportava la sua presenza in loco e attestava l’esecuzione delle operazioni benché le stesse fossero state interrotte.

In tale procedimento è stato delegato l’interrogatorio del De Luca per il seguente reato (non vi sono ragioni per tenere segregato il fatto, utile per l’inquadramento dei fatti in esame): del delitto p. e p. dall’art. 479 c.p. perché, quale pubblico ufficiale, specificatamente funzionario della TERNA, Rete Elettrica che procedeva all’immissione in possesso del fondo sito in Lanciano, loc. Sant’Onofrio identificato NCT foglio 50 part. 4007 di proprietà di Colanero Franca, oggetto di decreto di esproprio n. rep. 328 del 24.04.2015 del Dirigente dell’Ufficio Espropri ed asservimenti di Terna spa ai sensi dell’art. 22-bis D.P.R. 327/2001: qualità a lui nota, tanto che nell’atto di denuncia-querela presentato alla Procura della Repubblica di Lanciano del 14 luglio 2015, in cui si lamentava di alcune condotte poste in essere nel corso delle operazioni descritte rappresentava che la Terna, autorità espropriante delegata dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi dell’art. 6, co. 8 dpr 327/2001 lo aveva incaricato in qualità di tecnico addetto a provvedere all’esecuzione del decreto, sicché “non può revocarsi in dubbio che l’ufficio o il servizio abbia natura pubblica (ovvero che si tratti, per lo meno, di servizio di pubblica necessità)” tanto che chiedeva la punizione dei responsabili di cui all’art. 337 c.p. ovvero l’aggravante dell’art. 61. n. 10 c.p.,

formando, nell’esercizio delle sue funzioni, il verbale di immissione in possesso redatto l’8 luglio 2015 di cui al fondo indicato di Colanero Franca, attestava falsamente l’assenza della Colanero, in particolare dall’atto risulta che lo stesso è stato redatto alla presenza dei testimoni Nicola DEL PIZZO e Nicola DELL’ORSO ed è attestato che le operazioni di immissione in possesso sono avvenute e sono state portate a termine senza dare atto della presenza della Colanero Franca, come risulta inequivocabilmente dalla parte del verbale in cui si legge che La ditta proprietaria, invitata ad intervenire con avviso notificato il 29.05.2015, si è presentata ..non riportando la presenza della Colanero e barrando con un segno la relativa parte lasciata in bianco:

“Preso atto di quanto indicato, si redige verbale di immissione in possesso alla presenza di ..“ non riportando la presenza della Colanero e scrivendo “TESTI/INC.TERNA”;

·      “La Ditta proprietaria ..” non riportando la presenza della Colanero e barrando con un segno la relativa parte lasciata in bianco;

atto falso perché Franca Colanero era presente in loco per tutto il tempo delle operazioni, come si rileva dagli atti del procedimento n. 927/15 R.G.N.R., dal CD prodotto dallo stesso De Luca nel citato procedimento penale, dall’annotazione di servizio redatta l’8/7/15 dalla Polizia di Stato di Lanciano ove si attesta, altresì, che la COLANERO accusava un malore e interveniva un’ambulanza;

Attestava l’avvenuta immissione in possesso laddove le operazioni venivano interrotte su richiesta del personale del Commissariato della Polizia di Stato, tanto che il personale Terna presente in loco “riferiva che avrebbe continuato il proprio lavoro nei fondi dei proprietari consenzienti” (annotazione P.S. citata). 

Per il procedimento è stata chiesta l’archiviazione, ma il gip Canosa (ordinanza 16 maggio) ha rigettato la richiesta precisando che gli elementi del reato di cui all’art. 479 c.p. appaiono senz’altro configurabili in ragione del fatto che nel verbale di immissione in possesso dell’8.7.2015 si dà atto dell’assenza di Colanero Franca e ciò contrariamente al vero, in quanto lo stesso De Luca (nel proprio interrogatorio) dichiara che all’inizio delle operazioni la Colanero aveva dichiarato la propria presenza. Rilevato che le giustificazioni rese dal de Luca (la mancata esibizione di un documento di identità) appaiono piuttosto deboli, sia perché eventualmente della circostanza ben poteva darsi atto nel verbale (nel quale affermare che era presente una persona che dichiarava di essere Colanero Franca, ma non esibiva alcun documento per suffragare tale affermazione), sia perché la presenza della Colanero viene comunque riportata in altri verbali redatti dalla Terna spa nello stesso giorno dell’8.7.2015, a dimostrazione del fatto che la Colanero era presente ed era conosciuta a chi procedeva alla verbalizzazione. Forse un po’ troppo lentamente, con enorme dispendio di energie e fra un’udienza e l’altra per le cause civili (prossima venerdi 19 maggio 2017 ore 9 Tribunale di Lanciano) si fa luce sulla costruzione dell’impianto imposto ad una comunità ed un territorio in violato e vilipeso.

mariatrozzi77@gmail.com

 

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