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Catacomba Paleocristiana: ecco cosa rimane del sito inaugurato a settembre 2016

Castelvecchio Subequo (Aq). A 500 metri dall’abitato, dietro la caserma dei carabinieri, è davvero difficile intuire che ci sia un sito archeologico. Riuscire a trovare la strada, se non si è del posto, è un terno al lotto per chi vuole raggiungere la catacomba del IV secolo.

Turismo religioso? Chiediamo indicazioni, un ragazzo del paese, molto gentile, ci accompagna proprio all’ingresso del sito. Sul viale solo desolazione, erba alta, tavolini da picnic completamente immersi dalla vegetazione. Rami di grandi fusti spezzati sul  parapetto e la stradina piena di foglie secche. Un gruppetto di oche starnazza a destra e superiamo anche delle panchine proprio malconce. Alziamo gli occhi su una insegna in legno dove non si riesce a leggere alcunché e affrontiamo delle scale pericolanti con un corrimano poco rassicurante, nulla è a prova di diversamente abile. Saliamo, l’ingresso è chiuso e non c’è nemmeno un’indicazione degli orari di apertura della catacomba o un recapito di telefono per prenotare una visita. Insetti, erba e piante che darebbero fastidio anche ai meno allergici, sapere che il sito è in queste pietose condizioni, constatarlo con i propri occhi fa male a tutti, ma è doveroso. Per l’area sono stati spesi fondi ed energie, lo scorso anno, per un intervento di ristrutturazione. Poco si sa del contenuto del Cimitero ipogeo, molti oggetti sarebbero spariti, altri reperti archeologici (lucernette, statuette in bronzo, mosaici, anfore e armamenti del popolo di Superaequvm) sarebbero custoditi nel convento di San Francesco, alcuni sono esposti nel museo villa Frigerj di Chieti. Di quanto scoperto a marzo 2016 si sa ancora meno. In quel tempo, alcuni operai a lavoro sull’impianto elettrico della galleria, in località Macrano, hanno individuato un cunicolo inesplorato all’ingresso del cimitero, per questo i lavori. Il sito è stato riaperto al pubblico il 16 settembre 2016 con una cerimonia in pompa magna. Oggi, di quanto resta delle energie spese per ristrutturarlo, all’ingresso, documentano le immagini del video.

mariatrozzi77@gmail.com

Video

Maria Trozzi

“Il vero problema dell’Italia è che gestiamo 3/4 del patrimonio artistico mondiale e quando il materiale è troppo tutto ci sembra normale e lo sottovalutiamo.  Quando tutto è eccellente il livello si abbassa perché nulla emerge più.  La disgrazia di chi ha troppo e non apprezza più niente”. G. D.

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