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Sprar per integrare il servizio della cooperativa vincente: Di Giandomenico insinua il dubbio

Sulmona (Aq). “Ai lavoratori delle cooperative va detta tutta la verità, va chiarita la linea politico amministrativa della Giunta Casini, sempre che esista!” così Alberto Di Giandomenico, coordinatore del movimento Italica, interviene per chiedere chiarezza sulle coop sulmonesi a servizio, sino a qualche mese fa, del Comune di Sulmona. Ieri i dipendenti, esasperati, hanno occupato l’aula consiliare di palazzo San Francesco per difendere i posti di lavoro ad oltranza, fino a soluzione della vertenza.

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016Di Giandomenico cerca di fare chiarezza e sollecita una soluzione concreta con una attenta riflessione: “È indispensabile conoscere l’indirizzo politico amministrativo che questa amministrazione comunale si è data. È un atto dovuto ai cittadini, soprattutto ai lavoratori delle coop che vivono mesi di angoscia e di confusione con famiglie e figli a carico. Va detta loro la verità affinché sia chiaro, una volta per tutte, il destino cui vanno incontro. Hanno diritto di sapere se possono continuare a sperare di mantenere il lavoro sino ad ora svolto o se devono cominciare a cercarne un altro – continua il coordinatore – Nella gara d’appalto a cui la Satic ha partecipato, il ribasso della cooperativa è dell’1% per i servizi richiesti dal Comune. L’offerta include gli investimenti che saranno necessari in corso d’opera, oneri e salari per i dipendenti impiegati nelle prestazioni richieste. L’altra cooperativa ha offerto un ribasso del 5%” e lascia aperta la strada a una futura integrazione del servizio. Di Giandomenico guarda con sospetto a questo ampio margine di ribasso perché potrebbe essere sinonimo di una futura e molto probabile integrazione dell’attività. Si potrebbe chiamarla una sorta di variante al progetto in corso d’opera, per così dire. “Mettiamo che la coop non riesca più a tenere il servizio richiesto, nel tempo, nei termini decisi e con quel ribasso. Come si potrebbe allora integrare in futuro la proposta della seconda coop?” domanda il presidente di Italica e le ipotesi avanzate definiscono uno scenario inquietante: “Magari facendo ricorso proprio alla manodopera che potrebbe fornire l’adesione al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)?” riflette il coordinatore che fa notare come il termine (5 maggio), per l’adesione al progetto di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, sia stato prorogato a luglio e il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, non ha mai negato il consenso all’iniziativa, ha solo sottolineato che per il momento ci sono altre priorità d’affrontare in città. “Dunque, l’integrazione dei servizi potrebbe avvenire con l’impiego dei richiedenti asilo ospitati attraverso il sistema Sprar o si ripercuoterà sulla bontà del servizio, sul lavoro e sugli stipendi dei dipendenti della stessa che lavoreranno il doppio, ma con lo stesso salario?”. Nessuna certezza per il momento e i lavoratori della coop ne stanno pagando le conseguenze. Per Alberto Di Giandomenico è arrivata l’ora di fare davvero chiarezza su una vicenda che si complica e che sta danneggiando una intera città praticamente allo sbando.

mariatrozzi77@gmail.com

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