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La lunga notte di Sulmona e dei lavoratori delle Coop che occupano Palazzo San Francesco

Sulmona (Aq). Notte fonda, non c’è un’anima in giro, corso Ovidio deserto, è passata l’una, ma le luci di palazzo San Francesco sono ancora accese. I lavoratori fanno sul serio, dentro ci sono quelli delle cooperative che hanno occupato l’aula da 6 ore appena, dopo la conclusione del consiglio comunale ,dal pomeriggio. Da 5 mesi attendono una risposta concreta che fatica ad arrivare, in gioco sono decine di famiglie e di posti di lavoro.

Ore 1.30 la prima notte di occupazione dei lavoratori coop Sulmona

“Ci state togliendo la dignità” sulle magliette e sui loro volti il dramma vissuto in questi mesi è evidente. In aula di notte resta un gruppo in rappresentanza degli impiegati, in protesta, delle coop comunali per il servizio pulizia in attesa della proroga e di quelli che, da anni, gestiscono i servizi affidati alla cooperativa Satic. Attendono il rinnovo dei contratti, appesi ad un filo da troppi mesi. Il sindaco, Annamaria Casini, ha rassicurato dell’impegno preso per garantire i posti di lavoro, dice che le attività stanno andando avanti, eppure è tutto bloccato. L’appalto dell’ufficio sisma è sospeso perché è stato posto un quesito all’Autorità nazionale anti corruzione (Anac). “Chiederemo d’incontrare i rappresentanti dell’Anac, per accelerare una risposta al quesito posto in essere dal segretario generale del Comune, Francesca de Camillis” ha spiegato Nicola Cieri, rappresentante Uil. Sono in bilico, da troppo tempo, decine di famiglie e di posti di lavoro e non si può attendere ancora una  risposta, delegata, all’Anac. L’ufficio sisma, annuncia Casini, sarà potenziato con l’assunzione di 2 geometri, a tempo determinato e indeterminato, con l’aumento delle ore di lavoro per l’ingegnere. La prima cittadina insiste nel dire che “La clausola sociale è stata prevista in tutti i capitolati d’appalto delle gare da espletare ed è a salvaguardia dei lavoratori delle cooperative”. Il problema, anche questa volta, per Casini è da imputare a “Una organizzazione del lavoro ereditata e risalente a scelte compiute almeno 20 anni fa”. Sarebbe stata avviata, dice, la trattativa diretta per il rinnovo dell’appalto del servizio di pulizie, ma non basta. Si accumulano ritardi anche per altre questioni, per l’appalto dei servizi del canile municipale e per il pagamento degli arretrati a chi oggi lo gestisce. É tardi, all’altezza di palazzo Mazara ci fermiamo un attimo per scattare una foto. I ragazzi all’interno dell’aula si allarmano al rumore del motore dell’auto stretta sulla viuzza teatro di tante rivolte. Uno di loro raggiunge il balcone assediato dal buio che appesantisce le bandiere. Tricolore, Europa e Città di Sulmona si spengono come una sola punta d’ombra che s’allunga nella lunga notte della città. Chiede se vogliamo salire, meglio non disturbare più del necessario. Le ore che si affacciano al mattino sono già dei macigni. Le prossime azioni saranno decisive così la tenacia, la volontà di resistere alle promesse ammantate di nastrini e candore, ai prossimi chiarimenti di chi li incontrerà questa mattina per convincerli di qualcosa. 

mariatrozzi77@gmail.com

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