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Oggi l’Acqua è potabile a Teramo e provincia. Le Associazioni invitano ad aderire all’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso

Teramo. L’acqua è di nuovo potabile, così informa il bollettino della direzione dell’Azienda sanitaria di Teramo, (Asl4) nelle news del sito ufficiale della Asl4. Colore, sapore, odore e torbidità dell’acqua potabile dei 6 campioni prelevati ieri sono stati giudicati ‘Accettabili’ e dunque conformi alla normativa vigente. WWF, Legambiente, Mountain wilderness e Arci chiedono a cittadini e comitati di aderire all’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso d’Italia con l’obiettivo di ottenere tutte le informazioni dei prelievi effettuati in questo periodo per la massima trasparenza su quanto è accaduto. Già dalla prossima settimana sarà convocato un incontro pubblico per comprendere cosa è successo ieri.

Aggiornamento 1  e 2

Ruscello acqua Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017Si tende ad escludere un nesso tra l’inquinamento dell’acqua potabile, registrato ieri, e gli esperimenti che si eseguono nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso. Resta il fatto che ieri, per l’acqua potabile erogata dalle reti della Ruzzo, ne è stato vietato l’uso, perché l’acqua in uscita non era conforme, pertanto il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della Asl di Teramo ne ha disposto l’uso per soli fini igienici. Oggi l’allarme è rientrato e “Si avverte la cittadinanza dei Comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d’Oro, Mosciano, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea (Val Vomano), Pineto, Roseto, Sant’Omero, Sant’Egidio, Teramo, Torano Nuovo, Torricella Sicura (capoluogo e Bivio S. Chiara), Tortoreto e Tossicia che sono state revocate le limitazioni d’uso dell’acqua in rete disposte nel pomeriggio di ieri, dal Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian)- scrive in una nota la Asl teramo – L´esito dei risultati analitici sui campioni d’acqua prelevati ieri (9.5.2017) pervenuti oggi alle ore 1:56, risultano di conformità alla vigente normativa (D.Lgs. 31/2001 e s.m.i.), come da nota della dottoressa Maria Maddalena Marconi e in base ai risultati sulle nuove analisi eseguite dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta).

L’acqua torna potabile, tutto bene fino alla prossima emergenza? Si domandano le associazioni ambientaliste che chiedono chiarezza e ritengono necessaria una mobilitazione e istituiscono un Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso d’Italia. “Dopo circa 12 ore da incubo, questa mattina è arrivata la comunicazione della prefettura che l’emergenza idrica nel teramano sarebbe rientrata – scrivono in una nota WWF, Legambiente, Mountain wilderness e Arci – Le nuove analisi rileverebbero dati conformi alla normativa vigente. L’auspicato superamento dell’emergenza, da chiarire con dati alla mano, però non fa venire meno i problemi che permangono e che sono gli stessi evidenziati 15 anni fa. L’approvvigionamento idrico di metà degli abruzzesi dipende dalla falda del Gran Sasso che è a contatto con 2 fonti potenzialmente inquinanti: i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e le gallerie autostradali A24. Per la messa in sicurezza di questo sistema fu anche nominato un commissario che ha avuto a disposizione milioni di euro che evidentemente però non sono stati sufficienti. È da questa semplice verità che si deve ripartire se non si vuole vivere nuovamente la situazione paradossale di ieri quando una delle popolazioni più fortunate per l’abbondanza di risorse idriche si è ritrovata a litigare nei supermercati per le bottigliette di acqua minerale”. Le 4 associazioni ambientaliste credono che sia arrivato il momento di affrontare una volta per tutte questa situazione. Nel 2002 fu la società civile a far emergere i problemi del Gran Sasso, ma fu poi messa da parte da una gestione commissariale che non lasciò spazio a nessun tipo di partecipazione e dal disinteresse della classe politica e amministrativa che si dimenticò del problema. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ora si tratta di riprendere gli spazi di confronto necessari. Le associazione auspicano che si possa creare un movimento partecipato a partire dal territorio teramano e invitano le altre associazioni e i cittadini ad aderire ad un Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso d’Italia. Primo obiettivo di questo osservatorio sarà ottenere tutte le informazioni con i relativi dati dei prelievi effettuati in questo periodo di crisi: la massima trasparenza su quanto è accaduto, oltre ad essere prevista dalla legge, rappresenta l’unica strada per restituire ai cittadini la fiducia verso gli enti di gestione e quelli di vigilanza. Secondo obiettivo è la convocazione, già nella prossima settimana,  di un incontro cittadino per un confronto pubblico con tutti gli enti competenti per comprendere cosa è effettivamente successo nella giornata di ieri, qual è il grado di sicurezza del sistema di approvvigionamento idrico dal Gran Sasso e cosa deve essere fatto nel concreto per migliorarlo. Tanti anni fa furono proprio le associazioni ambientaliste insieme alle altre associazioni della società civile ad avviare e portare avanti la battaglia per la difesa dell’acqua del Gran Sasso contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare: ora si tratta di ricreare quel movimento ampio e trasversale per garantire nuovamente la sicurezza della nostra e delle generazioni future.

Nota di Mercante (M5S) su emergenza idrica. “Intervenendo in maniera così goffa sulla questione dell’emergenza idrica il consigliere Monticelli ha perso un’altra occasione per rimanere in silenzio” così replica il capogruppo M5S in Regione, Riccardo Mercante – A differenza di quanto affermato da Monticelli nessuno è andato alla ricerca di  un capro espiatorio, ma semplicemente si è fatto riferimento a fatti incontrovertibili, a partire dalla mancanza di volontà, da parte del governo regionale, di risolvere il problema della coesistenza di due realtà come i laboratori dell’Infn e la sorgente del Gran sasso, fino all’omissione di controlli costanti e chiari sulla qualità delle acque per finire con l’assoluta assenza di trasparenza nei confronti dei cittadini. Mi verrebbe da chiedere a Monticelli – ha proseguito il Capogruppo –  se può essere considerata esaustiva la risposta che la sua Giunta ha dato alla interrogazione con cui chiedevo chiarimenti sulla salubrità dell’acqua o se può, in tutta sincerità, affermare che non vi sia stato un comportamento omissivo da parte della Regione nel verificare come e quando siano stati effettuati i controlli ed i risultati degli esami. Chiederei, inoltre, al Consigliere Pd come giudica l’operato di un governo regionale che ha permesso ai cittadini ignari di bere più volte acqua contaminata visto che non è la prima volta che viene accertata la presenza di sostanze tossiche, come accaduto ad esempio lo scorso agosto, e che sono trascorse ore, se non giorni, dal momento in cui si è verificata la contaminazione a quello in cui è stato divulgato il divieto per usi potabili dell’acqua. Evidentemente – ha concluso Mercante – per Monticelli il fatto che l’intera provincia teramana abbia bevuto acqua tossica, e quindi nociva per la salute, è soltanto una bazzecola. Piuttosto che perdere tempo su Facebook a leggere le dichiarazioni altrui pensi il Consigliere Monticelli con la sua maggioranza a garantire controlli quotidiani e scientifici  e soprattutto ad assicurare la massima trasparenza nei confronti dei cittadini. E invece di parlare di Santa Inquisizione il PD e l’altra ombra cinese del Presidente pensino a fare uscire l’Abruzzo dall’oscurantismo medioevale in cui è piombata la nostra Regione grazie al loro operato”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Acqua del Gran Sasso Non Potabile, elenco dei comuni interessati

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