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Video Shock sui Viadotti autostradali, 5 anni e ancora Niente per l’adeguamento sismico

Cocullo (Aq). C’è davvero poco da verificare per i viadotti che dall’uscita del casello autostradale di Cocullo, alle gole del Sagittario, attraversano il fianco Nord della conca Peligna. Sono spellati, i ferri esposti da tempo ossidati, così si presentano il primo maggio, agli occhi dei tanti che raggiungono il paese dei serpari per assistere alla manifestazione dedicata a San Domenico Abate. Visti dal basso, i viadotti (A24) rassicurano molto meno dei serpenti protagonisti della manifestazione.

 

 

 

Cocullo. Foto Trozzi, tutti i diritti riservati

Non c’è da stare tranquilli perché è un’area a rischio sismico 1, il massimo. Nemmeno per chi ha fede c’è un santo che rassicuri dai cedimenti delle opere dell’uomo e dai crolli di queste strutture, i capri espiatori però non mancano mai nel caso di incidenti. Sotto i trampoli di Cocullo, nell’aquilano, alcuni volontari della Protezione civile, il primo maggio, hanno cercato di mettere ordine e ricavare dei parcheggi per le centinaia di auto dei visitatori. Nell’area di sosta, ai piedi del viadotto che sfiora la graziosa località montana, in molti raccontano di aver visto che il ponte perde pezzi, calcinacci per l’esattezza. Piombano a terra nell’area transennata, per sicurezza, con una rete arancione alla base di ogni pilone. L’autostrada è l’A24, il viadotto è uno dei tanti. Nelle stesse condizioni versano la gran parte dei viadotti Peligni, di Campo di Fano e di Pratola Peligna, per questi è stato presentato un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona per la messa in sicurezza e non va meglio per i viadotti Popoli-Bussi, stesso troncone autostradale, ma più ad Est, dove saltano i giunti con le scosse di terremoto.

Viadotti di Cocullo 1 maggio 2017

Le ispezioni programmate la prima decade di maggio, annunciate da Strada dei parchi, non interessano i viadotti di Cocullo, che si agganciano alla lunga galleria di San Domenico, né i viadotti peligni, ma altri scelti dalla società che gestisce l’autostrada perché costruiti un anno prima degli altri, nel 1968. Per l’esattezza sono 8 trattiil viadotto Della Noce (circa al km 27), il viadotto Cannuccette (circa al km 28) e il viadotto Santo Stefano (circa al km 29), nei pressi di Castel Madama, il viadotto Pietrasecca (circa al km 60) nel Comune di Carsoli, il viadotto Pié di Pago III (circa al km 70) e il viadotto fiume Salto (circa al km 71), nei pressi di Torano, poco prima del bivio con la A25 per chi viene da Roma e il viadotto valle Orsara (circa al km 85) e il viadotto Fornaca (circa al km 92) tra i Comuni di Lucoli e dell’Aquila.

Pilone Cocullo. Tutti i diritti riservati Report-age.com

Senza nulla togliere ai primi viadotti bisognerebbe intervenire celermente anche altrove sulle decine di tratti rialzati, così come hanno chiesto più volte parlamentari, associazioni, comitati cittadini e movimenti. Lo hanno ribadito con interrogazioni, interpellanze ed esposti soprattutto perché altri viadotti sono esposti alle intemperie e alle sollecitazioni sismiche, all’usura del tempo e, a vista d’occhio, non hanno una buona cera. I concessionari dell’autostrada in questione, Strada dei Parchi e il costruttore Carlo Toto, sono obbligati (legge 228/2012) all’adeguamento sismico e alla messa in sicurezza. L’impegno di spesa previsto è di 1 miliardo e 200 milioni di euro, ma il progetto giace a Roma nonostante il ministero delle infrastrutture abbia ribadito che sono necessari interventi sul tracciato autostradale, in questione, così com’è, compresi i viadotti.

Articolo e video sui viadotti di Pratola e Campo di Fano

https://www.youtube.com/watch?v=ucggbIMecxk&feature=youtu.be

Troppo tempo perso con discussioni inutili di progetti avveniristici nella stanza dei bottoni. L’anno scorso il costruttore Toto pensava di tagliare i viadotti peligni, declassandoli ad asse attrezzato e prevedendo delle bretelle autostradali, con nuove gallerie e viadotti su aree protette per ridurre il percorso Roma-Pescara di poco più di 20 minuti. Ambientalisti, movimenti e sindaci hanno bloccato l’impresa. Tutto è da risistemare ed adeguare per i viadotti, ha spiegato il ministero delle infrastrutture, ma nello stato in cui sono e non in quello in cui piacerebbe che fossero. Nonostante questo, cade nel silenzio anche la più recente delle Interpellanze, il 15 febbraio 2017 il senatore Jonny Crosio (Lega) ricorda ancora l’urgenza dell’intervento al ministro delle infrastrutture, Graziano Del Rio, ma non si muove foglia. L’architetto svizzero sollecita la manutenzione straordinaria dell’autostrada dei Parchi. Il parlamentare domanda quali interventi urgenti il Governo intenda adottare per avviare al più presto gli improcrastinabili lavori per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dell’autostrada dei Parchi A24 e A25 (in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2012, n. 228  (legge di stabilità 2013) che recita “in considerazione della classificazione delle autostrade A24 e A25 quali opere strategiche per le finalità di protezione civile” che già ha autorizzato lavori di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza dei viadotti e delle gallerie autostradali, e la “realizzazione di tutte le opere necessarie in conseguenza del sisma del 2009″ anche prevedendo la rinegoziazione delle condizioni della concessione con la società concessionaria, evitando così un incremento delle tariffe non sostenibile per l’utenza.

Risale a novembre 2016 l’intenzione dei vertici dell’esecutivo nazionale di accelerare i tempi per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25. Tuttavia né il Governo, né i responsabili dell’infrastruttura hanno adottato le misure necessarie per l’applicazione della normativa, nonostante l’emergenza sismica nel Centro Italia, lasciando al caso e quindi ad un’eventuale nuova scossa di terremoto la possibilità o meno che i viadotti danneggiati crollino.

Le verifiche sui ponti autostradali, della prima decade di maggio, interessano circa il 5,6% dei 142 viadotti della A24, troncone autostradale che dalla Tangenziale Est di Roma, all’altezza della stazione Tiburtina si estende per 281,5 km verso Teramo e Pescara (in corrispondenza dello svincolo di Toranola rete si biforca in 2 rami: uno prosegue verso L’Aquila-Teramo – A24 – e l’altro verso Chieti-Pescara – A25).

mariatrozzi77@gmail.com

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