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Intrusi al De Nino Morandi: il video che prova l’incursione di ieri nell’istituto sequestrato

Sulmona (Aq). Sotto sequestro dal 2014, l’edificio scolastico del De Nino – Morandi, lo scorso novembre con tanto di condizionale, continua ad essere visitato costantemente. É nel mirino di gruppetti di giovani che entrano indisturbati nella struttura superando senza problemi le inutili precauzioni per chiudere con reti e transenne, ma alla meno peggio, gli accessi della scuola. Manca un dispositivo d’allarme, un impianto di videosorveglianza e la scuola,  abbandonata a se stessa, va in rovina, perde pezzi grazie ai solerti della provincia di Pratola Peligna.

Ora possiamo eliminare qualsiasi dubbio e confermare con certezza che i locali dell’istituto de Nino Morandi di Sulmona sono visitati quotidianamente, e non solo, da giovani che entrano nella struttura in pieno giorno, tranquilli. Così è dimostrato nei pochi secondi di video, che proponiamo in esclusiva, girato ieri mattina da un nostro amico e lettore. Nel breve filmato, un gruppetto di 5 ragazzi esce dalla scuola e supera con agilità il recinto con tanto di zaino in spalla. la ripresa interessa gli ultimi 2 giovani che scavalcano. Ragazzi che erano assenti ieri mattina, da scuola, se verso Mezzogiorno erano lì. Un riparo per gli studenti più svogliati e per chi altro? Con cos’altro, soprattutto, questi ragazzi possono entrare in contatto lì dentro? Probabilmente frequentano proprio l’istituto tecnico trasferito all’Industriale, Itis di Pratola Peligna (Aq), oppure i licei che si sviluppano lungo via Togliatti. Nessuna telecamere nel sito, nessun allarme, chiunque potrebbe accedervi e il rischio è anche quello di compromettere lo stato della struttura, di svuotarla di ogni bene che non è stato possibile trasferire nella sede alternativa.

I ragazzi e qualsiasi altro individuo che violi l’istituto sottoposto a sigilli, entrandovi, commettono una vera e propria violazione al Codice penale (art. 349 cp libro II: Chiunque viola i sigilli, per disposizione della legge o per ordine dell’Autorità apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa [705, 752762, 260, 261], è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 103 euro a 1032 euro) [fonte Brocardi.it].

mariatrozzi77@gmail.com

Intrusi al De Nino Morandi

Si ringrazia L.C. per le immagini

De Nino Morandi, la storia

Istituto tecnico de Nino - Morandi Sulmona Report-age.com

di

Maria Trozzi

Il sequestro del complesso scolastico interessa i lavori di messa in sicurezza e adeguamento post terremoto. Lavori urgenti dopo il sisma del 2009 e finanziati nel 2011 con circa 5 milioni di euro, facenti parte di un progetto di poco più di 30 milioni per 9 istituti dell’aquilano, tra questi quelli di Sulmona. Nella lista dei plessi scolastici ricostruiti mancano ancora all’appello il liceo classico Ovidio e naturalmente l’istituto tecnico commerciale.

I finanziamenti per l’Istituto tecnico commerciale indicano che l’intervento è il terzo per consistenza finanziaria garantita. Il contratto d’appalto viene sottoscritto, dicembre 2012, dalla Ati Fin srl e Cosman srl.

Secondo la Guardia di finanza l’adeguamento dell’edificio scolastico sarebbe stato eseguito solo in parte e/o in maniera difforme da quanto progettualmente previsto, ma le imprese rispondono dichiarando la piena e conforme realizzazione delle opere e confermano di stare al passo col progetto, fatti che non corrispondono a quanto accerta però la magistratura inquirente aquilana. In breve, i lavori eseguiti sulle strutture avrebbero determinato pregiudizi statici alle ..stesse, tali da rendere addirittura non collaudabile l’opera realizzata e “come in realtà l’intera struttura non risulti allo stato attuale sismicamente idonea e quindi non possa ospitare in piena sicurezza gli studenti delle due scuole” si legge nel fascicolo d’inchiesta. 

La denuncia del subappaltatore. A gennaio 2014 uno dei subappaltatori denuncia alla Finanza le 2 imprese per carenze strutturali nelle opere di messa in sicurezza dell’edificio scolastico in questione e sul falso documentale dei lavori svolti. Viene sequestrato anche il corrispettivo spettante al subappaltatore Massimo Tomeo (Vasto-Ch), circa 250 mila euro e sullo stesso appalto anche l’impresa che realizzò l’impianto elettrico presentò un esposto, fu così indagato Emilio Pacella, 61 anni di Sulmona, responsabile del procedimento dell’appalto e Valter Specchio 57 anni di Accadia (Foggia), direttore generale pro-tempore della Provincia dell’Aquila, arrestato il 3 dicembre 2012, poi scarcerato, per un’altra inchiesta su appalti ed escort nella messa in sicurezza di alcune scuole superiori nell’aquilano.

La Provincia dell’Aquila ordina la chiusura delle sedi scolastiche raggruppate in un unico complesso. Il fattaccio costa 226 milioni di euro almeno per quanto deliberato dal Cipe nel 2009.

Il trasferimento degli studenti a Pratola.  Il 20 ottobre 2014 scatta la decisione, poco concertata dalla Provincia guidata da De Crescentiis, di trasferire gli studenti degli istituti, commerciale Antonio De Nino e tecnico Riccardo Morandi, nell’edificio dell’Itis di Pratola, città guidata sempre dal presidente della provincia. Una decisione che segue, di 3 giorni, il sequestro della Guardia di finanza, sempre nell’ambito dell’inchiesta sulla messa in sicurezza del complesso scolastico di via Virgilia D’Andrea. Appare eccessivamente frettolosa la scelta e l’allora primo cittadino di Sulmona, forse sospettando un piano pro Pratola, interviene perché l’ente territoriale superiore non ha tenuto conto delle esigenze delle famiglie e dei ragazzi. Il sindaco Giuseppe Ranalli dichiara inoltre di aver avanzato 3 proposte alternative al trasferimento forzoso degli studenti, dice, respinte inspiegabilmente dall’amministrazione provinciale “Ho avuto l’impressione netta che tutto fosse stato già deciso, prescindendo dalla valutazione e dalla fattibilità delle soluzioni da noi avanzate” chiarisce Ranalli.

In realtà Sulmona si è fatta trovare di nuovo impreparata nel trovare una sede alternativa ai 320 studenti anche perché i finanzieri indagano dal 2013 e l’inchiesta è conosciuta da dicembre, mese in cui sono stati eseguiti gli arresti, ma delle eventuali carenze strutturali del complesso di via Virgilia d’Andrea nessuno si è preoccupato, anche se note a tutti. Così la Città perde la sua prima fonte di conoscenza e ricchezza, i primi di novembre i futuri ragionieri e geometri sono tutti appaltati a Pratola e lo sono tuttora (2017), è scacco matto al capoluogo Peligno, le iscrizioni si riducono alla metà.

Progressiva ripresa attività scolastiche. A maggio 2016 viene emanato un decreto per il De Nino-Morandi che prevede lavori in 2 lotti funzionali atti a consentire una progressiva ripresa delle attività didattiche nell’edificio di Sulmona, in funzione anche della futura risoluzione delle vicende giudiziarie. Nemmeno l’ombra di un operaio però tutti gli studenti che prima del 2009 frequentavano ragioneria e geometri sono finiti a Patrola e le iscrizioni agli istituti sono ormai al lumicino.

Sopralluoghi fantasma e promesse da marinaio. Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, esattamente il 10 novembre 2016, chiede di far aprire il cantiere per dei sopralluoghi e dichiara di aver chiesto alla procura della Repubblica dell’Aquila il dissequestro totale o parziale, o comunque la possibilità di accesso temporaneo all’edificio, cantiere dei lavori di ricostruzione, post terremoto 2009, delle ditte che vinsero l’appalto per l’intervento, rimaste poi invischiate nella lunghissima inchiesta, con arresti e denunce.

Di fatto, non si conoscono gli esiti dei sopralluoghi, per un rilievo dello stato di fatto della struttura che sarebbero necessari all’avvio dell’iter progettuale perchè non sono mai avvenuti dopo la richiesta di accesso temporaneo di novembre 2016. A quanto pare poi, la magistrura aquilana sarebbe disposta a dissequestrare il bene immobile, ma non si muove foglia per altri 7 mesi.

Falsa partenza. La sera del primo febbraio 2017 la situazione sembra sbloccarsi per il De Nino Morandi con la discussione in consiglio comunale e l’annuncio di un esposto alla Procura della Repubblica dell’Aquila. Così un nuovo soggetto attuatore si sostituisce alla Provincia dell’Aquila, per gli interventi di ripristino del complesso scolastico. La mattina seguente il provveditore Vittorio Rapisarda, all’Aquila, si rende disponibile per la riattazione e ristrutturazione dell’edificio scolastico in via Virginia D’Andrea, storica sede dell’Istituto tecnico commerciale Antonio de Nino. Il Provveditorato interregionale d’Abruzzo, Lazio e Sardegna sarà dunque il soggetto attuatore dell’intervento, prenderà  il posto della Provincia. Dal 2009 l’edificio attende di tornare almeno ad esistere.

Il 19 aprile una delegazione del Comitato del De Nino-Morandi, costituito per sbrogliare la situazione, viene ricevuta dai vice procuratore Stefano Gallo e Roberta Avolio per esporre sui gravi ritardi nell’esecuzione delle opere antisismiche necessarie a rendere agibile l’edificio per riportare gli alunni nella loro sede. I procuratori hanno dichiarato che, sin da quando sono stati sollecitati in un analogo incontro del 19 novembre 2015, sono stati sempre disponibili a non frapporre alcun ostacolo agli interventi necessari per mettere in sicurezza l’edificio. In particolare hanno dichiarato che qualsiasi procedura avesse posto in essere l’ente appaltante il loro ufficio avrebbe consentito, con una prima istanza, l’accesso nella parte sequestrata dell’edificio per verificare quali lavori eseguirvi e, con una seconda istanza, avrebbero consentito l’esecuzione degli stessi lavori nella parte sottoposta a sequestro, anche per rimuovere le difformità presenti rispetto al progetto originario.

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