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Orde di barbari al Parco fluviale devastati i servizi igienici della struttura

Sulmona (Aq). Orde di barbari, giorno dopo giorno, marchiano la città gettandola nel baratro. Vandali con tanto di firma sull’opera compiuta, su cui forse hanno lavorato per giorni spaccando tutto, da bravi ragazzi incarnando lo stato pietoso in cui hanno lasciato i servizi igienici del Parco fluviale, da tempo in completo abbandono. Una devastazione senza precedenti e il danno è grave, è enorme. A pagare per le loro bravate sarà la comunità con un’amministrazione comunale che arranca persino a trovare l’indispensabile per interventi di routine.

Un disastro annunciato quello dei soliti ignoti, ma non bisogna darsi per vinto in mezzo a tanto squallore lasciato dalle orde di barbari, soprattutto locali. Sconcertante lo scenario dinanzi agli occhi di chi, il primo maggio, è entrato nei bagni della struttura, roba da infezione e non solo. Un tempo, sede di alcune associazioni e gruppi di volontariato, l’edificio era curato e controllato. Un macello oggi, nemmeno un bombardamento avrebbe potuto fare tutto quel disastro. Gli operai impegnati a tagliare l’erba nell’area sono in due, ma all’immagine del mezzo giardino fa da contrasto l’interno dei locali. Che pena! Si cura da una parte e si distrugge ciecamente dall’altra. L’ingresso alla toilette è a pezzi, transennato, il vetro rotto, a terra. Le immagini parlano da sole. Sanitari spaccati, alcune porte accatastate a terra rovinate dall’umidità ma anche maciullate con serrature e maniglie di ottone però ancora intatte, battiscopa staccati, tubi divelti, sporcizia spaventosa e odori nauseabondi, decine di scritte sui muri e sui vetri. Palese la voglia di distruggere del branco che si è lasciato andare, forse più di una volta e pezzo dopo pezzo si è reso protagonista di una completa distruzione del sito ai margini del fiume Vella. Degrado chiama degrado e così si trasforma un essere umano in distruttore, demolitore e poi ancora saccheggiatore, violento, criminale, delinquente, teppista. Un flagello, questo è il risultato se non si interviene, se non si punisce, se si lascia fare, se non si mantiene ordine e pulizia, se non si educa al bello, se manca la cura per sé. Chiunque si sentirà autorizzato a fare qualsiasi cosa in mezzo a tanta confusione a lassismo. In queste mura hanno replicato un disagio, hanno specchiato un grave disordine mentale, hanno manifestato carenze nell’educazione di base. A farne le spese tutti noi e un luogo indifeso come il Parco fluviale, sinonimo ormai di distruzione e sfacelo. Il fiore all’occhiello della città, porta naturale dei parchi, si è trasformato in un inferno, un ricettacolo di vandali, un postribolo in cui sfogare rabbia e tensioni adolescenziali, probabilmente. Sono vandali nelle loro menti e nei loro cuori. All’arrivo oggi, con il sole a riscaldare le pietre del teatro, alcuni ragazzi si sono allontanati salendo i gradoni, col cappuccio della felpa sulla testa, una moda o un metodo per non essere riconsociuti. Questa ennesima devastazione non può passare inosservata, occorre dare l’esempio, punire i colpevoli, denunciare se qualcuno ha visto qualcosa. Non può essere tutto a carico della comunità, non è giusto che la facciano franca.

mariatrozzi77@gmail.com

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