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Il ‘Che’ umano di Juan Martín Guevara, il fratello dà contenuti al mito, a Sulmona

Sulmona (Aq). Stamane incontro con Juan Martín Guevara, fratello di Ernesto Che Guevara per la seconda volta in Abruzzo, la prima nel 2015, che 5 giorni è stato a Bergamo. É in l’Italia da circa un anno per il Cinquantesimo anniversario della morte del Che e per promuovere il suo libro Mon frère le Che realizzato con la giornalista francese, Armelle Vincent. Del testo dovrebbe presto essere pubblicata la versione in italiano. L’opera “Serve a dare contenuto alla sua figura, alla sua immagine diventata mito” dice Juan Guevara.

Juan Martin Guevara

É il minore dei 5 fratelli Guevara, appena 15 anni quando il Che, 30enneentrava trionfante a La Habana, a Cuba, fine anni Cinquanta. Racconta Juan Martín Guevara la dura esperienza del carcere: “In Argentina, sotto la dittatura militare, sono stato prigioniero politico per quasi 10 anni“. Nulla però gli ha impedito di mettere su carta il pensiero del Che per riattualizzane la figura del fratello maggiore, del suo compagno di ideali che oggi avrebbe compiuto 89 anni. Il socialismo cubano resta unico, oggi forse un’utopia se a 50 anni dalla morte del Che effettivo non stiamo parlando più di niente, resta l’interesse storico, ma non è molto per la nostra attualità. Un socialismo forse anacronistico se da Juan Guevara abbiamo conferme del fatto che nemmeno più la Cina è un Paese comunista viste le contaminazioni del sistema capitalista. Lui è marxista-leninista e tale resta “Così si definiva mio fratello”. Siamo distanti anni luce da quell’ideale di società. Passione dal retrogusto un po’ nostalgico nel racconto delle vicende familiari e delle esperienze del mito, mai visto così tanto da vicino. “Molte delle cose per cui il Che ha combattuto non sono state ancora realizzate è per questo che i giovani continuano ad adottarlo – aggiunge Juan Guevara – Sentono forte e urgente il suo esempio, il suo insegnamento teorico e di vita. Ernesto è mio fratello, il Che è mio compagno. L’uno di sangue, l’altro per ideali – dichiara Juan Guevara che alla domanda sulle scelte del fratello non condivise risponde – Sarebbe inopportuno un giudizio. Si espose tanto, sempre, perché era profondamente convinto che un dirigente deve sempre essere un grande esempio – conclude – Nel 2009 ho cominciato a tenere degli incontri con il sostegno di chi ha mantenuto alta la memoria del Che in Argentina, come quelli che lavorano al museo Ernesto Che Guevara Alta Gracia perché ho cominciato a comprendere l’importanza che qualcuno della famiglia potesse lavorare all’umanizzazione e a dare contenuti al mito che è diventato“. A promuovere l’incontro sono stati Nunzio Marcelli ed Elettra Rinaldi, in collaborazione con la sezione sulmonese del sindacato Cgil.

mariatrozzi77@gmail.com

Breve video su intervento

Juan Martin Guevara sta parlando dell’esperienza in carcere

 

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