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Indagati per la difesa dei Pini. Il WWF invita a superare la disputa giudiziaria

Pescara. Tutto sarebbe nato da una denuncia del Comune per le tensioni determinate dalla mancata consultazione preventiva dei cittadini. Così 6 cittadini sono stati indagati per aver tutelato il patrimonio arboreo del capoluogo adriatico. Solidarietà agli attivisti dal WWF e da Giovanni Damiani, già direttore dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.

I fatti. Il Comune di Pescara convoca, l’Estate scorsa, le associazioni ambientaliste e i cittadini per annunciare, di lì a poco, i tagli di 121 alberi bollati a rischio crollo. Il tardivo coinvolgimento dei portatori di interesse accende la discussione, le associazioni ecologiste e gli ambientalisti sarebbero stati informati solo alla vigilia dell’inizio dei lavori. La somma urgenza sollevata per eseguire i tagli è frutto di una relazione di un agronomo, conservata in municipio, e invocata la bellezza di 3 anni prima. L’amministrazione comunale non vuole sentire ragione e i tagli in via Rigopiano e in via Passolanciano non si fermano, a difendere i fusti ci sono proprio i 6 cittadini oggi costretti a far ricorso alla consulenza di 2 avvocati.

Oggi, il Comune ha istituito un tavolo verde stabilendo che nella gran parte dei casi l’esame a vista, l’unico inizialmente effettuato per i pini di Pescara abbattuti, non è sufficiente a stabilire la reale pericolosità di un albero. Nonostante i risultati di una nuova perizia sugli alberi da tagliare, commissionata dal Comune di Pescara, presentata nei giorni scorsi senza alcun invito del WWF Chieti–Pescara, l’associazione del Panda prova a mediare invitando a superare, con un pizzico di buon senso, anche la querelle giudiziaria. “Il WWF si schiera ovviamente dalla parte dei cittadini e degli attivisti che hanno cercato soltanto di far valere le ragioni della collettività e si trovano ora nell’incomoda posizione di indagati – scrive in una nota l’associazione ambientalista – In altra inchiesta è stato peraltro ipotizzata, dal magistrato, l’insussistenza da sempre sostenuta dagli ambientalisti dei motivi di somma urgenza per l’abbattimento degli alberi. Tale insussistenza dovrebbe valere anche per quelli di via Rigopiano e via Passolanciano- fa notare il WWF – L’alberatura urbana è del tutto indispensabile, oltre che per motivi estetici anche per contribuire alla buona qualità dell’aria e, in ultima analisi, alla qualità della vita. La scelta dell’amministrazione municipale di ripiantare essenze arboree in numero maggiore di quelle sacrificate è certamente lodevole, ma appare evidente che 2 piccole piante solo dopo molti anni potranno avere gli effetti positivi di un grande individuo sacrificato – conclude l’associazione del Panda – Senza mai dimenticare che nella gran parte dei casi la pericolosità è determinata dalla cattiva gestione e da una non adeguata manutenzione: aiuole striminzite, danni diretti arrecati durante i lavori stradali, potature non idonee e così di seguito”.

La solidarietà di Damiani, già direttore tecnico Arta alle 6 persone indagate, su denuncia del Comune di Pescara, con l’accusa d’interruzione di pubblico servizio per aver “impedito e turbato” l’abbattimento di alberi …semplicemente perchè erano state a protestare pacificamente nell’area della loro chioma, peraltro per pochissimo tempo, nel corso delle procedure di abbattimento. Fuori luogo e inappropriata è la denuncia fatta dal Comune, che sa più di protervia e di intolleranza piuttosto che esercizio di una funzione pubblica. I 6 denunciati (e ora indagati) chiedevano solo di parlare con i decisori politici e di rivedere e discutere la decisione di abbattere numerosi alberi, ritenendo la diagnosi sul loro stato di salute e di pericolosità, commissionata dal comune a un professionista, solo una prima valutazione che richiedeva analisi più approfondite. Indagando più approfonditamente, infatti, grazie alla mobilitazione dei cittadini erano stati individuati alberi destinati all’abbattimento, che in realtà erano sani e che non costiuivano alcun pericolo di caduta e di minaccia alla pubblica incolumità. Alle richieste di dialogo da parte dei cittadini la Pubblica Amministrazione non può rispondere con le denunce….specie e soprattutto se i cittadini avevano sollevato questioni serie per la difesa del patrimonio arboreo della città. Non ricordo a Pescara una sola denuncia fatta nei riguardi di chi ha abbattuto alberi…e ne sono scomparse di querce.., anche secolari.. E’ incredibile vedere denunciate persone che difendono gli alberi in una città che ne ha tanto, tanto bisogno. Il reato presunto è punito assai severamente. Speriamo che si rinsavisca e che si facciano i passi per chiudere la cosa per quello che è: non un atto criminale ma un’azione a favore del pubblico interesse, per cui meglio sarebbe stato esprimere un grazie. Lo stesso Comune che continua a non volersi dotare di un Piano di Assetto naturalistico della Riserva Naturale Pineta Dannunziana…, in continuità con le amministrazioni susseguitesi negli ultini 15 (quindici!!!) anni… consentendone il degrado crescente di anno in anno”.

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