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Verifiche ai primi viadotti del ’68, da maggio su A24 limitazioni al traffico pesante

Dovrebbero essere 142 i viadotti della A24, costruiti circa 48 anni fa, se ai 153 dell’intera infrastruttura (A24 e A25), gestita dalla società Strada dei parchi, sottraiamo gli 11 della A25 di collegamento Roma-Pescara. Le verifiche interesseranno però solo i primi viadotti costruiti nel 1968, per l’esattezza 8. Per il momento annunciano che sarà ispezionato circa il 5,6% dei ponti del troncone che dalla Tangenziale Est di Roma, all’altezza della stazione Tiburtina si estende per 281,5 km verso Teramo e Pescara (in corrispondenza dello svincolo di Toranola rete si biforca in 2 rami: uno prosegue verso L’Aquila-Teramo – A24 – e l’altro verso Chieti-Pescara – A25).

Aggiornamento

Giunto autostradale Report-age.com 2016

Giunti popolesi dopo il sisma del 24 agosto 2016

Le verifiche partiranno la prima decade di maggio e i viadotti critici individuati sono 3 all’altezza di Castel Madama (Roma) e ancora il viadotto Pietrasecca di Carsoli (Aq), i viadotti Pié di Pago III e fiume Salto di Torano, quelli di valle Orsara e Fornaca tra Lucoli e l’Aquila. Grandi esclusi i trampoli Peligni, quelli di Pratola e soprattutto quelli nei pressi della Guizza di Popoli (Pe) che non godono certo di buona salute, in area a massimo rischio sismico e che, se non sono i primi ad essere stati realizzati non fanno comunque invidia al ponte di Pietrasecca per lo stato in cui versano. Del tratto di autostrada Peligna poco sembra preoccuparsi la società gestita dall’imprenditore Carlo Toto che ne ha proposto persino la demolizione, appena un anno fa ne dichiarava l’impossibilità di garantirne un adeguamento concreto con la messa a norma. Volendo bypassare così il tratto, l’imprenditore ha proposto una bretella scorciatoia per ridurre di appena 20 minuti i tempi di percorrenza da Avezzano alla val Pescara, con un nuovo casello autostradale in valle Subequana e delle gallerie in aree protette. Pericolo scampato, sembra, unica consolazione è il progetto preliminare di adeguamento sismico previsto dalla legge 228/2012 da mesi presentato al mit, da 5 anni atteso. La società fa sapere che per alcuni viadotti il nuovo Piano finanziario prevede la demolizione con sostituzione completa dell’impalcato, segnala poi i viadotti critici anticipando probabilmente l’esito, agli 8, delle verifiche che non mancano, precisa la nota di Strada dei parchi, nemmeno su quelli della A25.

Scrive in una nota la concessionaria. Parte una campagna di verifica tecnica dei primi viadotti costruiti tra il 1968 e il 1969 sulla A24. Contemporaneamente, proprio sui viadotti interessati, scattano alcune limitazioni per il traffico pesante. Ci sarà il divieto assoluto di transito per i trasporti eccezionali, mentre per i tir scatteranno il divieto di sorpasso e di sosta sulla corsia d’emergenza e, inoltre, il transito per i mezzi pesanti sarà consentito solo con un aumento della distanza di sicurezza. Ieri la concessionaria Strada dei parchi (Sdp) ha comunicato la decisione al ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (Mit) con una nota del direttore generale dell’esercizio, Igino Lai. Seguiranno le ordinanze che definiranno nel dettaglio le limitazioni per i tir e i divieti per i trasporti eccezionali. I controlli, le verifiche e le limitazioni interesseranno 8 viadotti, tra i primi realizzati sull’A24, costruiti 49 anni fa nel tratto Laziale e in quello Aquilano dell’A24, strutture che negli ultimi tempi hanno subito scosse telluriche a ripetizione. Le limitazioni del traffico pesante sono una misura precauzionale che consentirà, inoltre, alla concessionaria di effettuare controlli all’interno delle travi dei viadotti e in particolare quelle di prima generazione. Si tratta di strutture precompresse, sostenute da un sistema di cavi in acciaio, che hanno la funzione di mantenere in tensione tutta la struttura. Proprio per ispezionare l’interno delle travi verranno praticati piccoli fori e introdotte sonde endoscopiche. L’analisi puntuale dei viadotti dovrà servire ai tecnici per valutare, caso per caso, la situazione guardando nel dettaglio le parti vitali dei viadotti, altrimenti invisibili dall’esterno. “Come noto, la concessionaria ha predisposto un progetto per la messa in sicurezza di urgenza dei viadotti contro eventi sismici di un certo rilievo che possano interessare le autostrade A24 ed A25 – scrive Lai nella sua comunicazione al Mit – Inoltre, Sdp ha presentato il progetto preliminare degli interventi di adeguamento sismico previsti dalla legge 228/2012 e sta anche svolgendo studi specifici per definire con maggior dettaglio le opere da eseguire. In alcuni viadotti il nuovo Piano finanziario da noi presentato prevede la demolizione con sostituzione completa dell’impalcato” sottolinea il direttore dell’esercizio. “Per alcune situazioni si è già provveduto ad affidare gli interventi di ripristino che avranno inizio nella prima decade di maggio –  aggiunge Lai – Vi sono inoltre vari casi in cui è visibile il deterioramento delle armature di precompressione ma non è possibile, con la semplice ispezione visiva, valutare in quali termini percentuali si possa considerare compromessa la capacità portante delle strutture. Questa circostanza è particolarmente critica nel caso degli impalcati precompressi a cavi post tesi, dove è più sensibile l’azione dei cloruri antigelo, per cui il deterioramento può avere una rapida evoluzione senza apparenti segnali nelle superfici a vista”. Su un ulteriore elemento il dirigente di Sdp pone particolare attenzione: “Il progressivo deterioramento delle armature potrebbe infatti condurre ad improvvise rotture degli elementi, con conseguenti meccanismi di collasso come quelli che si sono verificati negli ultimi mesi in Italia, su opere che apparentemente non destavano motivo di preoccupazione – da qui la decisione – Per fugare ogni dubbio circa lo stato di conservazione delle opere più a rischio, sempre a partire dalla prima decade del prossimo mese, procederà ad effettuare indagini endoscopiche e prove non distruttive che consentiranno di valutare l’effettiva capacità resistente di queste opere, in condizioni sia statiche che sismiche”.

Per quanto riguarda la A24, i viadotti critici sono i seguenti: 

▪ il viadotto Della Noce (circa km 27), il viadotto Cannuccette (circa km 28) e il viadotto Santo Stefano (circa km 29), nei pressi di Castel Madama.

▪ il viadotto Pietrasecca (circa km 60) nel Comune di Carsoli.

▪ il viadotto Pié di Pago III (circa km 70) e il viadotto fiume Salto (circa km 71), nei pressi di Torano, poco prima del bivio con la A25 per chi viene da Roma.

▪ il viadotto valle Orsara (circa km 85) e il viadotto Fornaca (circa km 92) tra i Comuni di Lucoli e dell’Aquila.

Sono in corso ulteriori verifiche sulla A25 dove non sono state riscontrate particolari anomalie, questo anche in relazione alla diversa tipologia degli impalcati. Mentre stamane, a seguito delle segnalazioni dei Vigili del Fuoco dell’Aquila, i tecnici hanno ispezionato il viadotto San Giacomo, per distacchi superficiali di parti in cemento causati dalle scosse di terremoto che si sono registrate nella notte nell’area del cratere aquilano. Tuttavia, il viadotto in questione non presenta problemi di tenuta al momento. Seguiranno aggiornamenti sull’esito delle indagini e delle verifiche nonché sulle ordinanze che saranno emesse.

 

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