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Le Perdite d’Acqua di Via Arabona e le altre che danneggiano l’intera Città

Sulmona (Aq). Superficialità, è solo questo se nonostante l’intervento di messa in sicurezza il problema non è affatto risolto in via Arabona dove si attendeva un’amministrazione comunale, una programmazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, così come in altre aree della città tormentate dal dissesto idrogeologico e dall’incuria, per rimettere in ordine almeno qualcosina e risolvere quello che la coda di un commissariamento, di tutto rispetto, ha cercato di riparare come meglio poteva e senza indugio.

Lavatorio Sulmo, in rosso le perdite d’acqua. Foto Maria Trozzi

Antico lavatoio perdite d'acqua con il sole Foto Trozzi report-age.com 2017

Antico lavatoio perdite d’acqua con il sole

Non si sbaglia a dire che si stava meglio quando si stava peggio. Niente altro è stato fatto su via Arabona che il 24 aprile 2016 era ripiombata bruscamente nel passato, quasi fosse stata bombardata. Devastata, sì, ma dall’acqua e i lavori tempestivi di quei giorni hanno permesso di riaprire subito il tratto parallelo alla Circonvallazione Occidentale, ma al di sotto del parcheggio dinanzi al Comando dei vigili del fuoco di Sulmona. Tra l’ex mattatoio e il lavatoio aleggia ancora uno spettro e occorre molto altro per esorcizzarlo, ma ancora si attende un vero esorcista. Continua a piovere in città, le voragini si formano e poi si chiudono e, sotto sotto, cova ancora via Arabona. L’acqua scorre sui muri dell’antico lavatoio, sul manto stradale abbonda e a cascata sull’asfalto attraversa la strada trafficata. É uno spreco e un disastro soprattutto quando piove. Se non s’interviene alla radice, agli incidenti dovremmo sommare un capitale per coprire i buchi e si spenderà un vero e proprio patrimonio poi per eliminare il problema: le perdite d’acqua. L’acqua è dappertutto, tra i vecchi muri di città, nell’antico lavatoio, tra gli archi dell’acquedotto Svevo, in pieno centro storico è sul tetto del liceo classico Ovidio, con una vistosa macchia d’umidità sulla parete che si affaccia in piazza XX Settembre e la fontanella nel giardino dinanzi al liceo scientifico Enrico Fermi. Sulmo ricchissima di gelide acque (Ovidius, Tristia IV, 10 – versi 3-4), un vanto e un problema in una città trasandata.

Acquedotto medioevale foto Trozzi Report-age.com 2017

Acquedotto medioevale, perdite nei cerchi rossi

Non si tratta solo di garantire la pulizia dei canali di scolo, di ripararli e di prevederne di nuovi là dove proprio non ci sono, ma occorre ripristinarli là dove le colate di cemento, di un’apparente urbanizzazione, hanno chiuso qualsiasi passaggio all’acqua. I lavori per una strada a prima vista più ordinata e una rotonda con un ciuffo d’ulivo al centro, all’intersezione tra via Lamaccio e viale Della Repubblica, hanno chiuso all’acqua piovana i vecchi sbocchi. Su di essi corre e passa qualche podista nell’unico tratto di pista ciclo-pedonale della città. Quel punto è un’illusione nell’illusione se i passaggi per l’acqua sono cementati e la pista s’interrompe bruscamente. L’unico sfogo sono le stradine laterali che si connettono a viale della Repubblica dove con la pioggia le pozzanghere nei viottoli privati formano modeste piscine americane. Una città che fa acqua da tutte le parti!

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Voragine all’incrocio tra via Giovanni XXIII e via Iapasseri, Parco fluviale

Voragine su via Arabona: sopralluogo sulla frana

Buca nel bel mezzo di un incrocio a Sulmona, via L’Aquila

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