Skip to content

Sul famigerato Nulla Osta per la seggiovia di Gamberale il Parco Maiella non risponde nemmeno al Ministero ambiente

Pescara. Non risponde ai cittadini, nemmeno alle associazioni, soprattutto non risponde al ministero dell’ambiente che, in diverse occasioni, ha chiesto risposte al direttore, Oremo Di Nino, e al presidente del Parco nazionale della Maiella, Franco Iezzi, sull’incredibile nulla osta rilasciato dall’ente parco, nel  2015, per la realizzazione di una nuova seggiovia a Gamberale, in un’area protetta, ignorando completamente la presenza dell’Orso bruno marsicano, beffandosi dei vincoli e del principio di precauzione che, in particolare, gli enti a protezione della natura sono chiamati a rispettare. E non finisce qui, spiega l’associazione Salviamo l’Orso, che il nuovo impianto di risalita dovrebbe sostituire un vecchio skylift arrugginito, abbandonato da oltre 15 anni, di un’attività che risultò fallimentare e che oggi si vorrebbe smantellare a spese dei cittadini. 

Orso Campo di Giove 1 Report-age.com 2015

Orso nei pressi degli impianti

nella Zona di protezione speciale denominata Parco nazionale della Maiella, fa parte dell’ Iba (Important bird area) Maiella, monti Pizi e monti Frentani ed è posta sul confine del Sito di interesse comunitario (Sic) monti Pizzi-monte Secine, in tal modo estendendo il suo impatto anche a quest’ulteriore tassello della Rete natura 2000 – chiariscono dall’associazione che tutela l’Orso Bruno Marsicano – Come se tutto ciò non bastasse rientra nella core area del Patom (Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano) e in una delle 2 macrozone (A-B) designate dalla Regione  per non compromettere l’habitat dell’orso e in cui è vietata, ad esempio, la costruzione di impianti eolici – aggiunge Stefano Orlandini presidente dell’associazione Slo – Durante tutti questi anni  l’area si è rinaturalizzata e ha registrato  in anni recentissimi  una lenta e graduale ricolonizzazione da parte di alcuni esemplari di orso marsicano che risultano essere stati recentemente campionati geneticamente dal Servizio scientifico del Parco nazionale Maiella in tutto quel comprensorio che si estende tra i comuni di Pizzoferrato, Quadri e Gamberale. Comprensorio che è anche corridoio di collegamento ed espansione dell’orso tra Pnalm e Pnm  e dove si contano segnalazioni di femmine con i piccoli al seguito, ciò conferma la presenza di almeno un sito di svernamento e la frequentazione dell’area  da parte della specie durante tutto l’anno. Un’area montana con ampie superfici destinate a pascolo d’altura contenenti essenze fruttifere arbustive intervallate da fitte macchie boschive di faggeta, habitat perfetto per l’orso e i dirigenti del Parco nazionale hanno deciso di sacrificare al sindaco per trasformare Gamberale (1400 mt ) in una stazione da sci da discesa evidentemente non contento del fallimento plateale della precedente sciovia. Tutto questo con un finanziamento pubblico, come se in un Abruzzo martoriato dagli eventi metereologici di quest’ultimo inverno  mancassero le occasioni per spendere meglio e in maniera produttiva  quel denaro a favore delle comunità che lo abitano e non di coloro che abitano la seconda casa a Gamberale 15 giorni l’anno e sognano, contro ogni logica, di poterci anche sciare – aggiunge Orlandini – Che il sindaco provi ad inseguire le illusioni non è cosa che ci sorprende considerate la cura e la sensibilità ambientale che i nostri amministratori locali dedicano in genere ai loro territori. La Vinca (Valutazione d’incidenza) del progetto a cura del Comune ne è un perfetto esempio (vi si proclama che l’orso marsicano si nutre di pesce….), ma che il direttore e il presidente del Parco nazionale della Maiella avvallino il progetto è francamente vergognoso, a meno che non si siano scordati i fini per cui fu istituito il Parco nazionale. Non solo, si comportano come se fossero alla guida di un’autonoma repubblica, visto e considerato che è dallo scorso novembre  ormai  che Di Nino e Iezzi ignorano le numerose note del ministero dell’ambiente in cui si chiedono legittimamente spiegazioni sul famigerato nullaosta (prot.8099/2015). Che non rispondano a noi ce lo aspettavamo visto il sussiego ed il disinteresse  che hanno sempre mostrato verso i cittadini e le associazioni ambientaliste, ma che non rispondano al vertice, organo di vigilanza, è cosa che ci lascia basiti e che ci auguriamo il ministero censuri pesantemente”.

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: