Gli ultimi dei Partigiani: i nomi dei Patrioti in vita della Brigata Maiella a Sulmona

Sulmona (Aq). Troppo spesso nelle conversazioni tra amici si ripete a pappagallo, per sentito dire, un’affermazione sgangherata senza tentare almeno un breve ragionamento che farebbe tacere dal ripetere roba del genere: “É l’ultimo della Brigata Maiella”. Agli esclusi allunga la vita, non vi è dubbio, ma un po’ di chiarezza non guasta se la domanda è “Quanti della Brigata Maiella di Sulmona sono in vita” e speriamo resteranno ancora tantissimi anni come esempio di libertà e sacrificio. 

Ettore Troilo

Facciamo l’appello nella città dei confetti dove si attende un Monumento alla Brigata Maiella (aggiornamento) degno di ricordare i nostri patrioti, ma anche perché nelle tante cerimonie pubbliche uno o due Maiellini sono presenti, di loro spontanea iniziativa, senza un invito ufficiale. Convinti, d’altra parte, che gli altri siano passati a miglior vita? Tenete stretti i gioielli di famiglia per cominciare questa breve ricerca sotto i migliori auspici, ma se siete esasperatamente scaramantici è il caso di urlare a squarcia gola: Lunga vita ai patrioti della Brigata Maiella. Se parliamo di loro, degli eroi della Resistenza, questa è storia che restituisce onore e gloria all’Italia della seconda guerra mondiale. Sciogliamo un altro dubbio grazie alla risposta che arriva direttamente dalla sezione Sulmona-valle Peligna dell’Associazione nazionale Brigata Maiella, Medaglia D’Oro al Valor Militare. I malinformati spesso fanno strage di patrioti e per l’esistenza in vita dei Maiellini prendono in prestito un motto vecchio stile, film anni Ottanta, che recita: Ne resterà soltanto uno” (L’ultimo immortale – Highlander 1986 di Russell Mulcahy interpretato da Christopher Lambert e Sean Connery). I patrioti viventi della Brigata Maiella, alias Banda della Maiella, sono almeno 5 a Sulmona e pur non avendo recuperato le immagini di ogni longevo maiellino ve ne forniamo nomi e cognomi. Ci sono il patriota Guido con un cognome che è una sfida di dizione: CIRSTENSIENSE. Poi il simpatico e sorridente Raffaele DI PIETRO e ancora Ubaldo GROSSI che, con forza e coraggio, a conclusione di una cerimonia ufficiale e davanti a tutti prende la parola per rammentare che la Brigata Maiella in quella circostanza non è stata mai menzionata a differenza delle altre associazioni combattentistiche e d’arma. É il 19 settembre 2013 e Grossi non arretra di un centimetro, dinanzi ha il Sottosegretario alla difesa, Roberta Pinotti, oggi prima donna in Italia a ricoprire l’incarico di ministro della difesa. Ci sono poi Guido PALLOZZI, Gilberto Malvestuto ed Ennio PANTALEO. Quest’ultimo è il più giovane della Brigata, a 14 anni decide di combattere per liberare il suo Paese dall’invasore. Nel suo sangue scorre lo stesso coraggio della  mamma che sotto la pioggia, a tambur battente, lo raggiunge a Recanati, a piedi, per dissuaderlo dall’intento. Nulla da fare, Pantaleo ha deciso per la sua giovane vita e per il suo Paese. Per i nostri tempi sono esempi da seguire uomini come Nicola MADONNA, originario di Sulmona che vive ad Ancona, Emidio CAVALIERE che vive a Popoli (Pe). E tanti, tanti altri patrioti che vivono e appartengono ad altre aree d’Abruzzo e d’Italia. Dalla morte del comandante della Brigata Maiella, Ettore Troilo, nessuno si è presa la briga di mantenere i contatti con questi uomini. Questo sempre tenendo fermo e vivo il ricordo dei patrioti della Brigata Maiella che non ci sono più.

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Il 21 aprile 1945, la città di Bologna è stata liberata dai tedeschi. Tra i primi ad entrare in città c’erano i ragazzi della Brigata Majella, formazione partigiana nata quasi 2 anni prima tra le montagne abruzzesi, si avvicinano le celebrazioni del 72esimo anniversario esi avvicina anche il 25 aprile, festa della Resistenza, anniversario della liberazione d’Italia.