Arsenale nel garage e un silenziatore, quinto sequestro in 3 mesi. TRaffico d’armi dai Balcani

Pescara. Armi e droga viaggiano a braccetto un connubio fruttuoso nel mercato nero del capoluogo adriatico. A svelare i retroscena sono i Carabinieri che ieri hanno arrestato, nella flagranza dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, illegale di armi comuni da sparo e ricettazione E. D.E. 50enne, di San Giovanni Teatino (Ch) in zona Dragonara, con diverse segnalazioni di polizia per detenzione di armi, ufficialmente impegnato a reclutare manodopera per le agenzie funebri.

Aggiornamento

Pronti a tutto pur di fare cassa, da qui le indagini sul traffico di armi provenienti dai Balcani. Così da giorni il 50enne era sotto controllo, i Caranbineri ne hanno studiato movimenti e abitudini. Ieri mattina è scattato il blitz, con l’ausilio di 2 unità cinofile, del reparto di Chieti, una antidroga e una antiesplosivo. Il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Pescara ha proceduto alla perquisizione dell’appartamento del 50enne, recuperando una bustina in cellophane trasparente con residui di cocaina, un contenitore di proiettili vuoto e 3 mazzette di banconote (taglio da 50, 100 e 200 euro), sottovuoto, per un totale di 50 mila euro. Non soddisfatti i militari, guidati dal maggiore Claudio Scarponi e coordinati dal tenente Antonio Di Dalmazi, hanno esteso la perquisizione al garage dell’uomo e così la sorpresa di un silenziatore tra tante armi oltre a una macchina per confezionare sottovuoto, 2 fondine per pistola e 87 colpi a salve. Grazie all’infallibile fiuto dei cani sono state esaminate anche le condotte dell’aria e l’intercapedine tra i tubi e il soffitto dello scantinato in uso al 50enne e i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale. In un tubo metallico, sono stati rinvenuti un fucile mitragliatore (Browning, modello VZ61, calibro 7,65 con matricola, munito di silenziatore, con selettore a raffica) 2 caricatori vuoti, un calzino con 92 proiettili calibro 7.65, una pistola semiautomatica (Beretta cal. 6.35, con matricola) con caricatore vuoto, una pistola (Revolver a tamburo marca Zastava modello 8291, cal. 357 Magnum, con matricola) con 6 cartucce inserite, un’altra calza contenente 62 proiettili cal. 357 Magnum e 9 cartucce cal. 38, una busta con 35 proiettili cal. 6.35, una pistola semiautomatica (Zastava modello 70, cal.  7.65) con matricola e serbatoio vuoto, una busta contenente un’altra pistola semiautomatica (Zastava cromata) con matricola abrasa, caricatore vuoto e silenziatore. In ultimo, una confezione in cellophane imbottita di cocaina sottovuoto per oltre 200 grammi.

Le armi e le munizioni, perfettamente efficienti e pronte all’uso, sono finite al Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma per gli accertamenti dattiloscopici, balistici e biologici. Con queste analisi si accerterà se le armi sono state usate e maneggiate da persone diverse e se siano ricollegabili a qualche delitto. Armi clandestine provenienti dall’Est, è quasi certo, si indaga su possibili collegamenti ad operazioni criminali di particolare portata in cui munizioni e armi possono essere state impiegate. Per il 50enne di San Giovanni Teatino sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere di Chieti, la Casa circondariale Madonna del Freddo, in attesa di udienza di convalida. Nemmeno un mese fa i Carabinieri di Pescara hanno ottenuto  ottimi risultati da un’operazione analoga, con il IV sequestro di armi e proiettili legati alla droga. Il primo marzo i militari dell’Arma hanno confermato l’imbarbarimento del mercato della droga tra Pescara e Chieti, le nuove metodologie che hanno preso piede tra gli spacciatori interessano anche droghe poco diffuse come il Crack. In breve, al traffico di stupefacenti si associa ormai il possesso e l’uso di armi cariche, elemento determinante per poter accrescere la forza intimidatoria degli spacciatori che non solo si sono armati, ma dispongono di veri e propri arsenali. A contrastare l’andazzo i Carabinieri del maggiore Claudio Scarponi alla guida del Comando provinciale Carabinieri Pescara.

  • Il 1 marzo F. M. 31enne di Ortona (Ch) residente a Pescara, dopo un controllo eseguito in via Colle di Mezzo,  è stato trovato in possesso di una pistola Beretta calibro 22 con matricola abrasa, carica oltre a 5 proiettili nel serbatoio dell’arma, di un coltello a serramanico e di una dose di crack. In tasca il 31enne aveva 800 euro in contanti in banconote da 50 euro.
  • Il 21 febbraio (2017), i Carabinieri sequestrano ad un 38enne pescarese del quartiere Rancitelli, 150 grammi di cocaina di elevata purezza che per la sua qualità avrebbe prodotto circa 400 dosi, secondo un calcolo fatto dai militari dell’Armaper un valore di oltre 20 mila euro. Poi all’interno di una scatola in uno scaffale, nella cantina dell’uomo, i militari dell’Arma hanno trovato una pistola Beretta calibro 7.65 perfettamente funzionante. L’arma, con matricola abrasa, è stata trovata con il caricatore (serbatoio) inserito carico, con 14 colpi, stesso calibro. 
  • Il 21 febbraio un’altra pistola e un ingente quantitativo di cocaina.
  • Il 9 novembre, sempre i Carabinieri di Pescara hanno sequestrato altre armi al Ferro di cavallo, quartiere Rancitelli. I militari dell’Arma rinvengono, in uno vano ascensore di una palazzina popolare del quartiere Rancitelli, un fucile e2 pistole, una con matricola abrasa l’altra modificata.
  • Il 29 novembre (2016 bisestile), nascosti sempre in un vano ascensore a Rancitelli, ma in un altro numero civico, i Carabinieri recuperano un altro fucile e  ancora un’altra pistola, tutto sotto sequestro.

Il giudice Luca De Ninis ha convalidato l’arresto di E. D.E., 50enne di San Giovanni Teatino (Dragonara), dopo l’interrogatorio di garanzia dell’uomo arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi, ricettazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 50enne si è difeso chiarendo che armi, munizioni e silenziatore sono stati trovati dal Nucleo operativo e radiomobile di Pescara in una condotta d’aria, ossia in uno spazio condominiale anche se nella sua proprietà. Dunque di quella roba non sa nulla. Assistito dall’avvocato Alfredo Forcillo, l’uomo chiarisce di fare uso di droga saltuariamente e consumandola sempre fuori casa, non sa giustificare la presenza della bustina con residui di cocaina nella camera da letto. Per i 50 mila euro trovati sempre in camera, D.E. ha chiarito che i soldi sarebbero il provento del suo lavoro , non denunciati al fisco. L’uomo si occupa di un service che fornisce lavoratori per le pompe funebri e spesso accetterebbe pagamenti in nero. Per la maglietta rossa con la scritta Campari, imbustata e nel bagagliaio della Mercedes (classe r) del 50enne, stessa confezione per le armi nascoste nella condotta, la giustificazione data dal 50enne sarebbero i diversi Campari party svolti a Sambuceto, dove le maglie erano distribuite a chiunque. Per le 2 fondine per pistole e gli 87 colpi a salve ritrovati in uno dei suoi garage, per E. D.E. sarebbero fondine di armi di cui le forze dell’ordine sarebbero a conoscenza, comunque detenute irregolarmente. Una sarebbe servita per contenere un’arma sequestrata nel 1999, arrestato per possesso di arma. L’altra custodiva un’arma a salve, con tappo rosso, sequestrata dai carabinieri 6 mesi fa lasciando la fondina al 50enne. I colpi a salve sarebbero per quest’ultima pistola. Delle 4 pistole e della mitraglietta ritrovate nel condotto dell’aria insieme alle munizioni e a circa 200 grammi di cocaina, il cinquantenne ha ribadito di non saperne assolutamente nulla, di non avere idea di chi abbia potuto nascondere la roba in quel posto. Nel condominio si contano 19 appartamenti e armi e droga sono state ritrovate in spazi ad uso di tutti.