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Otto ettari di terreno coltivato a Canapa, a Castelvecchio il clima è ideale per il CBD

Castelvecchio Subequo (Aq). Canapa e non Cannabis, tanto per cominciare, a produrla sarà l’azienda italo olandese Enecta che ha deciso d’investire proprio sulla terra Abruzzo e mette in campo della Canapa da coltivare esattamente in valle Subequana, a Castelvecchio Subequo.

Canapa piantagione a Castelvecchio Subequo Report-age.com 2017Dal prossimo mese saranno dedicati 8 ettari alla produzione di Canapa in un’area che sembra fornire il clima ideale alle piante, le temperature, poco costanti, miti di giorno e basse di notte, creano uno status di sofferenza alla pianta che tenderà a sviluppare più resina, più Cbd rispetto a condizioni climatiche con temperature costanti. A differenza del Thc, il Cbd non ha effetti psicoattivi e ha un potenziale terapeutico, viene studiato in campo scientifico per trattare i problemi di salute con la Cannabis medica. “Siamo molto soddisfatti di questa prima coltivazione che sta partendo in Abruzzo in un settore emergente che può portare una ventata di novità importante nel mercato italiano – afferma Marco Cappiello amministratore delegato di Enecta – I semi verranno coltivati tra qualche giorno sono registrati dalla Unione europea all’interno di un circuito controllato”. Cappiello e Jacopo Paolini sono gli imprenditori che hanno deciso d’investire nell’entroterra abruzzese. Il loro staff spiega che per estrarre dalla resina della Canna il Cbd verranno impegnati dei laboratori italiani, non proprio vicini dal luogo di produzione. Il Thc presente nella Canapa non supera lo 0.6% nella pianta che fa parte comunque della famiglia della Cannabis, nei laboratori estrarranno solo il Cbd. La Enecta è una piccola azienda che però operata già in Europa, recuperando le capacità di un mercato chee scommette sulle coltivazioni di Canapa e investe in un settore in cui l’Italia era leader nel dopoguerra. Posti di lavoro e manodopera locale? L’addetto stampa Enecta, Giuseppe Cantelmi, chiarisce:”In sé la piantagione non richiede grossa manodopera se non nella fase di raccolta che ci sarà verosimilmente a fine agosto, saranno impegnate persone del posto, quanti non lo so, spero di poter essere più preciso tra un paio di settimane”.

mariatrozzi77@gmail.com

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