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S.O.S. Pineta D’Annunziana, ma l’amministrazione pescarese rassicura

Pescara. La Riserva naturale Pineta Dannunziana è in una profonda crisi ecologica, a lanciare l’allarme è Giovanni Damiani, già direttore tecnico Arta. 

Un appello che non può cadere nel vuoto e che raccogliamo in questa pagina nella speranza che si proceda all’approvazione di un Piano naturalistico, ne sono stati definiti 3, nel terzo realizzato proprio da Damiani è  prevista la riunificazione dei 5 lotti che compongono il parco. Dall’amministrazione pescarese giungono rassicurazioni, si annuncia che il Piano, atteso da oltre 15 anni, sarà approvato entro un mese per quella che a Pescara conoscono come Pineta D’Avalos. L’area di circa 35 ettari dell’antica selva verserebbe in condizioni di degrado e abbandono. Per l’area vengono stanziate diverse decine di euro l’anno, ma gli investimenti non sembrano efficaci. “La parte vicina allo stadio, a causa del mancato drenaggio delle acque piovane intrappolate dalle fondamenta delle recinzioni (l’impianto di pompaggio c’è, ma evidentemente non viene fatto funzionare), si sta trasformando in una zona in cui dominano le piante ruderali, infestanti, mentre quelle autoctone periscono – scrive un indignato Damiani – Dominano estesamente (vi risparmio i nomi scientifici)…la canna comune, la canna pliniana, i rovi, la canna delle pampas, i pittosfori, le palme sfuggite a coltura, tantissimi alberi novelli di fico e persino l’infestantissimo Alilanto.  Il nostro Pino d’Aleppo per via delle sue radici superficiali, nel terreno sabbioso in ammollo, ha diffusamente esemplari che si inclinano pericolosamente e cadono come birilli, anche in assenza di vento. I tronchi di pioppo morti in piedi e lasciati ( su mia indicazione) perchè ospitavano decine di nidi di Picchio, sono stati tagliati ed asportati (da alcuni anni) e  così le due specie di Picchio una volta presenti, non ci sono più. Ed è una Riserva naturale!!!!  L’attuale amministrazione comunale, in assoluta continuità con quelle succedutesi negli ultimi 10 anni (di destra e di sinistra), non approva il Piano d’Assetto Naturalistico (la legge dispone che venisse approvato entro un anno dall’istituzione della riserva). Non c’è gestione, non c’è un direttore, ognuno calpesta quel che vuole perchè non sono indicate le aree e le specie rare, endemiche o in estinzione. Occorre una Rivolta morale contro chi mostra un tale livello di insensibilità e di indifferenza verso questo patrimonio che è di tutti i cittadini e che ha un valore in sè, in quanto area naturale (per quel che rimane) superstite. Sarrebbe bello vedere come vengono spesi i fondi che la Regione eroga da 10 anni per la gestione di una Riserva che non è mai stata trattata come tale – conclude Damiani – D’Annunzio Gabriele ..tornerebbe a chiamarsi Rapagnetta per non vedere associato il proprio nome a questo scandalo”.

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