Attenzione al nuovo Porto che cementifica l’anima ortonese

Ortona (Ch). Nuovo porto di Ortona, cosa ruota attorno a questa infrastruttura? Le risposte sono arrivate dai relatori, il primo è il Capitano Pio Oliva, della Capitaneria di porto di Ortona ha fatto il punto della situazione domenica nell’incontro organizzato dall’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina.

Ortona Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
Ortona (Ch) Foto Maria Trozzi diritti riservati Report-age.com 2017

Sulla procedura del deposito di liquido di propano Gpl il ministero dello sviluppo Economico ha rimandato agli organi di competenza per un analisi puntuale delle Osservazioni presentate da cittadini e associazioni. Per quanto riguarda la sicurezza, la Capitaneria insieme ai Vigili del fuoco ed altri componenti, partecipa al tavolo del Comitato tecnico regionale, il lavoro di analisi delle perplessità espresse sul deposito è molto accurato. Attesa per il nuovo Piano regolatore portuale (Prp), in base ad una nuova legge che assegna ad Ortona l’autorità di Sistema portuale di Ancona, il il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato parere negativo al Prp adottato. La procedura deve ripartire. La relazione del professore Francesco Maria Stoppa, docente dell’università di Chieti e geologo, si è focalizzata sull’analisi del rischio che deve precedere la realizzazione di un opera, così imponente, come il nuovo porto di Ortona. Le criticità che ne scaturiscono sono molteplici, a partire dalla estrema fragilità della costa che ciclicamente, negli anni, subisce eventi franosi anche di grande entità e a questo bisogna aggiungere l’erosione naturale del mare. Anche per Ortona si parla di Tsunami il discorso del professor Stoppa è talmente chiaro da impedire ai neofiti di confondere un’onda anomala dall’innalzamento delle acque, a seguito di cambiamenti climatici. E poi il connubio tsunami ed eventi sismici. Una gigantesca banchina che funge da infrastruttura viaria che poi diventa strada all’altezza del Peticcio, dove una volta inoltrata prenderà 2 direttrici, a Nord e Sud, secondo Stoppa aumenterebbe esponenzialmente il rischio dei valori esposti. Il professore Alessandro Sonsini, architetto, pone l’accento su due programmazioni che andranno in conflitto: la grande pista ciclabile, la Bike to coast, unica in Europa per grandezza che passerebbe, come da progetto, davanti all’incantevole spiaggia della ritorna e la grande banchina del porto che ne cancellerebbe i connotati. La pista ciclabile parte da Martinsicuro (Te) per arrivare a San Salvo (Ch), un opera che darebbe uno slancio straordinario al turismo soprattutto nella costa dei trabocchi. Fabrizia Arduini, presidente dell’associazione WWF zona Frentana e Costa teatina, sottolinea la schizofrenia pianificatoria di certi amministratori. “Si continua a fare di tutto e il contrario sullo stesso territorio, come fosse un contenitore sterile da riempire e non un organismo complesso e fragile quale è – chiarisce l’ambientalista – si progetta un grandissimo porto, la cui riuscita ha molti condizionali e nella presentazione dello stesso, attraverso conferenze e pubblicazioni, non una parola sul deposito Gpl che, per motivi di sicurezza, ne ostacolerebbe una parte delle operazioni – aggiunge il presidente  –  non una parola sul fatto che quel porto andrebbe a cementificare la spiaggetta della Ritorna, amatissima da tutti gli ortonesi, cancellando di fatto un tratto progettato della Bike to coast, non una parola sulla estrema fragilità della costa. Un quadro a dir poco sconcertante – conclude l’attivista – Il porto di Ortona è sicuramente una parte importantissima dell’anima ortonese, come lo era Penelope per Ulisse. L’auspicio quindi è che il porto e la sua città possano tornare a vivere tranquillamente insieme”.