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PolFer. L’Aquila festeggia la Polizia, Sulmona metabolizza il lutto: ‘Che dij ci aiut’

L’Aquila. Una particolare menzione del questore Antonio Maiorano “al controllo del territorio eseguito con mezzi di polizia visibili e con operatori in uniforme, le pantere delle Volanti, gli equipaggi della Polizia stradale, della Polizia ferroviaria che quest’anno compiono rispettivamente 70 e 110 anni, come ricordato anche nel messaggio del Capo della Polizia” Franco Gabrielli, aggiungiamo nome e cognome al discorso ufficiale del nuovo questore dell’Aquila.

Tutto qui, l’Aquila festeggia il 165° anniversario della Polizia di Stato e Sulmona metabolizza il lutto per la perdita del presidio Polfer, unico a morire in Abruzzo per la razionalizzazione dei presidi di polizia ferroviaria. Per le esequie si attende la notifica del decreto di chiusura. Sulla scia degli aerodinamici slogan nazionali Fare meglio con meno, il messia dell’Aquila trasforma l’acqua in vino e celebra la longevità di quanto a stento ancora sopravvive. Non si parla del presidio di polizia cancellato nel secondo snodo più grande e più importante d’Abruzzo, ma il momento è giusto per una riflessione sui 110 anni dalla fondazione della Polfer. Quella che a Sulmona non esiste più perchè con discrezione è stata assottigliata, senza dare troppo nell’occhio, in questi anni, giusto per rendere più accettabile il passaggio a miglior vita? Pronta la cassa, nemmeno l’epitaffio, per non abusare della gentilezza dell’uditorio. Non c’è tempo per allargare il discorso ai dati dunque è Festa della Polizia celebrata all’auditorium del Parco all’Aquila. In termini di sicurezza il Fare meglio con meno si traduce, in valle Peligna, nella volgare formula scaramantica: che dij ci aiut (tradotto in un laicale.. speriamo bene!) e che intellettualmente parlando Orazio esprimerebbe così: “Debemur morti nos nostraque” ossia ..siamo votati alla morte noi e tutte le nostre cose” (Ars poetica, 63). Niente miracoli per Sulmona, secondo scalo ferroviario abruzzese per importanza nei collegamenti con Roma, l’Aquila e Carpinone (per i viaggi turistici). Sono 78 treni (non sono inclusi i viaggi turistici) che sulle rotaie arrivano in stazione a Sulmo, ogni santo giorno. Lo scontro esasperante tra entroterra e aree costiere si risolve solo concretizzando la visione dell‘area vasta.

Scusi, per la Stazione? Linea elettrica e linea a nafta per il capoluogo Peligno, all’Aquila sono solo 2 i binari in stazione e una sola linea, quella per Rieti, i treni sono a Nafta, forse per questo si festeggia. Nel posto di Polizia ferroviaria nel Capoluogo di regione ci sono 8 agenti per 2 binari. Ad Avezzano sono circa 7 gli agenti di polizia operativi in stazione. La mole di passaggi e di servizi offerti nello scalo ferroviario di Sulmona è ineguagliabile, dopo quello della stazione del capoluogo adriatico. Non si capisce perché di poliziotti, in stazione, ne siano rimasti solo 2 a Sulmona, survival. Ne servirebbero almeno 10 di agenti, così com’era un tempo. E il ministero cosa fa? Sopprime la Polfer Sulmona. Oggi si attende l’invio del decreto, in breve la notifica. Solo questo presidio è stato cassato in Abruzzo. Una congiura, seppur volesse opporsi, con ricorso al Tribunale amministrativo regionale, Sulmona è un granellino di sabbia nel deserto amministrativo locale e Peligno. Nella città dei confetti è dislocata l’officina regionale delle ferrovie con 200 dipendenti. Per capirci, se un treno a metà percorso si rompe, da questa città parte il locomotore che recupera tutto il convoglio in panne e le riparazioni vengono eseguite in officina, proprio a Sulmona dove non manca il deposito per le riparazioni, da fare invidia anche al capoluogo adriatico che prima o poi ne rivendicherà i contenuti. I viaggiatori dei treni da riparare vengono fatti scendere a Sulmona e proprio dalla centrale di smistamento della città dei confetti si organizzano coincidenze e autobus per permettere ai passeggeri di giungere a destinazione. Non solo, a Sulmona c’è un importante deposito di carburante e un deposito di rame da tenere ben custoditi. Come? Spieghiamo, se va via la Polfer è lecito pensare che qualche mercato nero, o rosso, si alimenterà dei ricavi dei furti di rame che, a mano a mano, verrà sottratto dal deposito sulmonese, senza che nessuno se ne accorga? Inevitabilmente il posto sarà abbandonato perché non ci sono agenti sufficienti per un controllo capillare. Sbagliamo? Non è finita, a Sulmona è dislocata anche la Sala operativa regionale in cui smistano tutte le telefonate e i contatti per gli interventi sulle ferrovie abruzzesi, in caso di incidenti, di grane sui tracciati e di problemi di ogni genere sulla linea. Parliamo di una centrale efficientissima, fiore all’occhiello per le emergenze, collegata ai centralini delle forze dell’ordine e Protezione civile di tutta Europa, non solo della regione, in diretto contatto con soccorritori e organizzazioni umanitarie.

mariatrozzi77@gmail.com

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