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Da via Togliatti a piazza Capograssi: ‘tutte le fundanelle se so seccate!’

Sulmona (Aq). Da via Palmiro Togliatti, inoltrandoci nella jungla, arriviamo a piazza Capograssi.

Già l’erba è alta e da troppe settimane rimangono a terra i cocci di una fontanella sradicata, dinanzi la sede del liceo scientifico Enrico Fermi, in un’area che raccoglie gli ultimi dei Mohicani, ossia le tribù di Sulmona. Un esempio di classe che imporrebbe di fare qualche iniezione di educazione civica nelle scuole. Questo dopo aver fotografato il tronco di un albero, un pino, unica vittima di un rapporto a 3 della solita coppietta dedita a vernici da bomboletta stupefacente. Anche all’ingresso di un Istituto, sulla lingua di asfalto, una dedica a terra, spray rosso, che qualche sorriso e un pensiero lascia correre: “So giovani!”. Al parco fluviale di Sulmona le scritte sui muri la fanno praticamente da padrone. Rifiuti e panchine sporche e poi a bocca asciutta, dopo tanto camminare, perché la fontanella bonificata, all’ingresso di ponte Capograssi, ha dimenticato l’acqua da qualche parte. Qualche passo sul ponte per guardare in basso, vertigini, in un’area sporca e devastata che non risplende mai di luce propria. Ecco spuntare ciò che resta del parco fluviale di Sulmona, dopo il passaggio di orde di barbari. Solo qualche mese fa si tagliava la legna, si ripuliva l’argine del fiume e l’area per renderla fruibile togliendo alberi e fusti che in qualche caso occupavano il letto del Vella. Oggi ad intralciare il tragitto sono erba e rifiuti anche attorno ai giochi per bambini.

mariatrozzi77@gmail.com

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