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Cerimonia di intitolazione della sala rapporto del comando provinciale al maresciallo Pace

L’Aquila. Questa mattina è stato commemorato il maresciallo dei Carabinieri, Giampaolo Pace con l’intitolazione della sala rapporto del Comando provinciale.

Il militare, effettivo al Nucleo investigativo dell’Aquila, è una delle vittime del terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016. Una perdita che ha scosso profondamente gli animi non solo dei commilitoni, ma anche di una gran parte della società aquilana che conosceva ed apprezzava in Giampaolo Pace le qualità umane e professionali che lo hanno reso un sicuro punto di riferimento anche per l’Autorità Giudiziaria. Molteplici e qualificate le attestazioni di vicinanza e stima, che si sono susseguite dalla data della tragica scomparsa, ultima delle quali, solo in ordine di tempo, la pubblica dichiarazione di stima divulgata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di L’Aquila, in occasione dell’esecuzione da parte dei Carabinieri del Capoluogo, delle ordinanze emesse dal giudice per le indagini preliminari. per l’operazione Caronte, la più recente tra le indagini curate dal collega scomparso che ha garantito un contributo fondamentale alla buona riuscita delle investigazioni. Proprio questo spirito di grande vicinanza al graduato deceduto, ha indotto il Comandante Provinciale, colonnello Antonio Servedio, ad inserire la commemorazione nel più ampio contesto delle manifestazioni previste nel ricordo del sisma che colpì L’Aquila nel 2009, a ribadire come i terremoti e soprattutto le loro vittime siano esattamente tutte uguali, accomunate dalla medesima grande tragedia che spezza vite e distrugge famiglie nel trascorrere di una manciata di secondi. La cerimonia, alla quale hanno preso parte i massimi vertici regionali dell’Arma dei Carabinieri e tutte le autorità civili, militari e religiose nonché i familiari del Maresciallo Pace, è stata preceduta da una esibizione musicale proposta, in memoria del sottfficiale, dall’orchestra della Scuola Secondaria di 1° grado, “Dante Alighieri”. Dopo la cerimonia di alzabandiera, che ha segnato l’inizio alla commemorazione, i diversi aspetti legati alla vita ed alla professione del militare sono stati delineati rispettivamente dalle allocuzioni del Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, generale  Michele Sirimarco, che ne ha rimarcato le doti personali, professionali ed il grande attaccamento all’Istituzione, del sindacodell’Aquila, Massimo Cialente, che ha ricordato come la tragedia del terremoto accomuni realtà diverse e come sia importante creare un sistema di sicurezza paese per le generazioni future, e del prefetto Giuseppe Linardi che ha posto l’accento sull’attività di contrasto all’illegalità svolta dal maresciallo nel contesto delle indagini sugli aspetti criminali della ricostruzione. Dopo le allocuzioni il momento più toccante è stato costituito dalla lettura e presentazione di alcuni elaborati realizzati dagli studenti dalle classi quarte e quinte dellistituto comprensivo Gianni Rodari dell’Aquila, che hanno realizzato testi e disegni illustrativi della vita del Maresciallo Pace. Nella sala rapporto a scoprire la targa è stato il padre di Giampaolo, il maresciallo dei carabinieri in congedo  Dario Pace. La stele intitolata al maresciallo vittima del terremoto è stata benedetta dall’arcivescovo dell’Aquila monsignor Giuseppe Petrocchi. Dopo la proiezione di un breve filmato che ha ripercorso la vita del maresciallo Pace, si è svolta la consegna, nelle mani del padre, da parte del sostituto procuratore della Repubblica, David Mancini, di una pergamena con il testo di pubblica stima divulgato dalla procura a seguito dell’operazione Caronte. Il padre del maresciallo Pace, con una commossa compostezza ha ringraziato per la cerimonia d’inaugurazione e per le attestazioni di affetto, riservando un pensiero ai bambini che con tanta generosità hanno realizzato i disegni incorniciati, che arricchiranno le pareti della sala rapporto.

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