Unione ambientalisti: nasce il Coordinamento nazionale No Tubo per unire i No Tap, No Snam e No stoccaggio gas

Colfiorito di Foligno, Perugia. Nasce il Coordinamento nazionale NoTubo per unire le forze e gli ambientalisti NoTap, contro il gasdotto Trans adriatic pipeline, NoSnam, contro il metanodotto Rete Adriatica e gli stoccaggi di gas. L’occasione è l’incontro a Colfiorito, in Umbria, di comitati e associazioni ambientaliste per trattare di ‘Gasdotti e terremoti: diritti delle popolazioni e tutela del territorio’.

Aggiornamento

Mediamente ogni 10 anni, sull’Appennino centrale, si verifica un terremoto con magnitudo elevate e guarda caso tra gli aspetti critici, della valutazione d’impatto ambientale del progetto Snam, il primo è proprio il rischio sismico soprattutto per  il tratto Sulmona-Foligno-Sestino. A parlarne a Colfiorito è anche un geologo, Francesco Augone, che evidenzia la perpendicolarità delle faglie trascorrenti al percorso del metanodotto Rete adriatica con la condotta interrata, ancorata al terreno a 5 km di profondità, sensibile dunque alla fagliazione e al sisma. Il 2 aprile anche i comitati cittadini per l’ambiente della valle Peligna suonano la sveglia agli amministratori dalla memoria corta. “Le istituzioni sembrano aver rimosso la questione Snam, il Comune di Sulmona, la Provincia dell’Aquila, la Regione, perseverano nel loro immobilismo senza prendere iniziative illudendosi, forse, che non parlare e non affrontare il problema della centrale e del metanodotto, possa escluderli dalle loro gravi responsabilità – prosegue la nota del movimento ambientalista peligno – Al sindaco Annamaria Casini, ricordiamo, ancora una volta, l’impegno sottoscritto in campagna elettorale di fronte ai cittadini di adottare, a livello politico istituzionale, ogni iniziativa necessaria ad impedire la realizzazione della centrale e del metanodotto Snam  o dimettersi in nel caso in cui venga disatteso. All’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, ricordiamo che l’Abruzzo interno è destinato ad avviarsi ad una desertificazione certa, se la risposta della politica si traduce in spoliazioni e nel favorire gli interessi della multinazionale. Ci aspettiamo che, insieme al sindaco di Sulmona, convochi gli altri primi cittadini del territorio per esercitare pressione sul presidente Luciano D’Alfonso affinché esiga dal governo l’accantonamento definitivo del progetto Snam nei territori altamente sismici dell’appennino centrale- concludono i comitati – Assistiamo ad una rinuncia a portare avanti la battaglia contro la Snam affiancando i cittadini. Chi non difende il territorio che amministra non rappresenta la città e dovrebbe trarne le necessarie conseguenze”.

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La verità vi prego sulla Tap. La Puglia difende molto più degli ulivi


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L’indagine de L’Espresso. Dunque c’è molto di più degli ulivi da espiantare  se si aggiungo dettagli importanti con il racconto dei giornalisti Paolo Biondani e Leo Sisti che su L’Espresso che hanno ricostruito trame e retroscena della lunga storia del gasdotto Tap. In base alla loro inchiesta, esisterebbe infatti un groviglio di interessi di mafia e storie di riciclaggio internazionale di denaro legato all’attuale manager che gestisce la società ‘madre’ che ha progettato il tracciato. Dopo la pubblicazione, riportata anche da Il Fatto Quotidiano. I responsabili del Tap hanno dichiarato che nelle prossime ore sporgeranno querela contro L’Espresso.

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