Skip to content

Totò, 50 anni dalla scomparsa del Principe della Risata e la casa natia cade a pezzi

Toto e gli animali

Napoli. In un angolino di via Santa Maria Antesaecula, una delle stradine più antiche della vecchia Napoli, la delusione piega l’espressione sul volto di chi trova finalmente la casa natia di Totò. L’abitazione in cui nacque (15 febbraio 1898) il più grande attore e comico italiano si presenta, agli occhi dei visitatori, malconcia e spoglia. Balconi e finestre senza vetri, cornicione smozzicato e crepe. Ricordare il Cinquantenario dalla scomparsa del Principe della risata con la sua casa ridotta in questo stato ‘fa strano’.

Foto per gentile concessione di MauNa tutti i diritti riservati Report-age.com

Foto per gentile concessione di MauNa tutti i diritti riservati Report-age.com 2017

Foto per gentile concessione di MauNa tutti i diritti riservati Report-age.com

S. Maria antesaecula

Napoli si prepara a festeggiare Totò, il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, per l’avvio del Cinquantenario dalla scomparsa, dichiara e annuncia: “Perché la sua arte e la sua umanità sono profondamente legate alla stessa identità di Napoli e del Sud e per riproporre questa figura a livello nazionale” così per le celebrazioni del Principe della risata (2017) la casa natia è ridotta uno schifo. La casa di un artista è tappa irrinunciabile per i fan e gli affezionati, è meta di pellegrinaggio e lo sarebbe ancora di più per Totò. Un turista che passa davanti la sua casa però che faccia fa? Non è proprio quello che si aspetta, non è colpa solo dell’incuria, ma forse del timore che il ricordo finisca in pasto ai pescecani. Un timore che gioca un brutto scherzo all’erede. Come direbbe il mitico attore: “Il coraggio non mi manca. È la paura che mi frega”. A farne le spese però sono i residenti del rione a cui sarebbe negata la possibilità di valorizzare un vicino tanto illustre magari creando un circuito virtuoso attraverso la sua casaMezzo busto di Totò edicola del Rione Sanità Report-age.com 2017, da recuperare con qualche posto di lavoro che, dentro a tanta crisi, certo non guasta. Omaggio a Totò è il minimo, grande artista e uomo del popolo, buono, non ha donato solo sorrisi, ma ha alleggerito le miserie di molti. Per rendere proficuo il suo ricordo non è mai stata data alcuna opportunità ai suoi vicini, quelli che ha tanto aiutato. Gli abitanti di via Antesaecula raccontano che la casa sarebbe stata venduta a poco, svenduta per l’esattezza, con la raccomandazione di non adibirla mai a museo. Così al Rione Sanità si sono autotassati per rendere omaggio, in qualche modo, al loro illustre vicino realizzando, a poche decine di metri da lì, un’edicola con il mezzo busto dell’attore. Giugno scorso, la teca è stata danneggiata da un balordo ubriaco, ma nemmeno 24 ore dopo il danno è stato riparato da un pizzaiolo, Ciro Oliva. Il vandalo è stato riconosciuto, denunciato, identificato e assicurato alla giustizia.

Che in vita Totò fosse altruista e davvero generoso è risaputo, ma delle tante opere buone che questo favoloso artista ha compiuto, nel più completo anonimato, veniamo a sapere poco alla volta anche dai suoi vecchi vicini e sono così tante che piange il cuore vedere la sua casa ridotta a un rudere. Per aiutare le famiglie indigenti di quei vicoli Totò non si è risparmiato un giorno.

Casa natia Totò Report-age.com 2017

Foto MauNa diritti riservati

La sua casa natia è stata più volte visitata dai ladri, non rimane nulla e i locali sono in rovina. Gli anziani del quartiere ricordano di aver ricevuto tanto da Totò e senza chiedere. I suoi vicini di un tempo raccontano che di notte questo grande attore passeggiava tra i vicoli e, senza farsi vedere, lasciava dinanzi all’uscio di casa, delle famiglie indigenti, soldi, pane, latte e brioche. Insomma il minimo indispensabile per superare un’altra giornata. Ogni sera il benefattore ripeteva il rito, non ha mai mancato un appuntamento. Quello per molti era l’unico sostentamento. Non voleva riconoscenza, sperava solo di essere un po’ d’aiuto ai meno fortunati del suo quartiere, lungo la strada della vita. Vedere il rudere in cui nacque il Principe della risata è un dolore che apre gli occhi su come non si voglia dare valore al bene, al buono, alla casa natia del Principe Antonio de Curtis. L’edificio potrebbe diventare un punto di attrazione e porterebbe giovamento ad un rione malconcio. Più che una casa è uno scrigno della memoria che custodisce la storia dell’altruismo e della generosità di uomini Grandi come lui che hanno raddrizzato le sorti di un Paese martoriato dalla guerra. Quest’epoca poi manda in malora la Storia ..Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola – troppa roba – Lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali che siamo tirati (da La lettera scritta da Totò e Peppino de Filippo in La Malafemmina).

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: