Tutto meno che il cementificio, così Bussi sulla mega cava ripropinata da Toto

Bussi (Pe). Toto Spa alla carica col progetto della cava da centinaia di ettari, cementificio incluso, a Bussi. Non si fa attendere, anche se sommaria, una prima risposta alla lettera di intenti del costruttore. Dal consiglio comunale tutto, meno che il cementificio. In quest’angolo della val Pescara gli amministratori non disdegnano lavorazioni di conci, per le costruzioni, e manutenzioni di treni.

Area in cui dovrebbero sorgere cava e cementificio a Bussi sul Tirino Report-age.com 2017
Area in cui dovrebbero sorgere cava e cementificio a Bussi sul Tirino (Pe)

Il primo tentativo dell’impresa di realizzare cava e cementificio si dissolve in valle Peligna quasi una decina di anni fa. Il progetto di svuotare, come un uovo, monte Mitra, a Sud Est di Sulmo, per ricavarne sabbia e materie prime da costruzione, ipotizzando poi d’installare un hangar per gli aerei, viene intercettato dagli ambientalisti locali e fermato in quello che altrimenti si sarebbe trasformato nel secondo nucleo industriale della città dei confetti. Sulmona (Aq) di suo ha già sacrificato molto all’industria trasformando in toppa di cemento rovente e desolata la fertile e rigogliosa pianura a Nord Ovest della periferia ovidiana. Parliamo dell’area industriale che somiglia oggi ad un cimitero degli elefanti. Primo buco nell’acqua, così l’azienda del costruttore Carlo Toto si precipita, 5 anni fa, a Bussi.

 

Associazioni e cittadini si oppongono al progetto che comprende una concessione mineraria per una mega cava, su centinaia di ettari di montagna tra Bussi, Popoli, in provincia di Pescara e Collepietro (Aq). Appena prima del 2012 Toto spa ha proceduto ad eseguire anche dei sondaggi. Lo studio successivo, forse prodotto dopo il 2011, non va sprecato e Toto ci riprova. Qual è il problema? L’intervento tanto desiderato dall’imprenditore si svilupperebbe su una delle aree di ricarica delle falde acquifere con cui si alimentano gli acquedotti di Pescara e Chieti. La cava e il cementificio, con camini e relative emissioni, sorgerebbero a pochissima distanza dai pozzi San Rocco che nel 2007 rimpiazzano i pozzi Sant’Angelo chiusi perché contaminati dalle sostanze della discarica (Tremonti), tra le più grandi d’Europa: il polo chimico di Bussi sul Tirino. Le attività di cava sono un pericolo per le acque con rischi per la qualità e la disponibilità. Durante l’assise civica dell’altro ieri si è discusso anche del progetto del cementificio di Toto e l’intenzione sembra essere proprio quella di rigettare ossia non concedere l’autorizzazione di gara. Sono invece ben accette, traspare nella volontà degli amministratori, attività come quelle di manutenzione dei treni che la Toto holding potrebbe svolgere nell’area del sito che è gestita dal gruppo Todisco (ex area Solvay). Il patrimonio idrico ha già tanto penato nella val Pescara e progetti ad impatto ambientale sono malvisti da quelle parti. Posti di lavoro possono arrivare anche dalla bonifica del Sito di interesse nazionale: discariche 2A e 2B, inclusa la Tremonti a margine della quale scorre il fiume Pescara.

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