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La Sulmona della Movida Rabbiosa: Carcere e Domiciliari, 4 arresti e 3 denunce, 2 per Favoreggiamento

Sulmona (Aq). Appena un mese d’indagine per individuare i responsabili delle violente aggressioni che dai primi giorni di Febbraio, nelle fredde notti dei week end sulmonesi, creano situazioni di allarme sociale. Agli arresti 4 giovani, finiscono in carcere 2 sulmonesi di etnia rom, M. D. R. 23 anni e L. S. 22 anni, gravati da vari pregiudizi di polizia per reati analoghi. Agli arresti domiciliari P. P. 26enne sulmonese indagato per lesioni personali volontarie e un 17enne di origine rom, con pregiudizi di polizia sempre per aggressioni sottoposto alla misura cautelare della permanenza in casa, su disposizione del giudice delle indagini preliminari del Tribunale dei minori.

Da sinistra Daniele L’Erario, Alessandro Gini, Paolo Giannaccaro, foto Maria Trozzi

L’Erario

Immediato e proficuo lo sviluppo delle indagini condotte dalla Squadra anticrimine del Commissariato di via Sallustio e, per l’episodio del 4 febbraio, con il metodo tradizionale perché alcune delle telecamere del centro storico sulmonese erano fuori uso. A tal proposito il Capo di gabinetto della Questura dell’Aquila, Alessandro Gini, oggi ha annunciato che si è intervenuti per assicurare la funzionalità del sistema di videosorveglianza in centro storico. L’ispettore capo, Daniele L’Erario, ha assunto in primis le indagini sulle più recenti aggressioni e oggi l’investigatore ha ringraziato i suoi collaboratori, alle sue spalle, per l’impegno profuso nel far luce su fatti tanto gravi. A complimentarsi per la celerità e gli ottimi risultati cui si è giunti con le ultime operazioni di Polizia, oltre al dirigente della Questura, anche il responsabile del Commissariato di Avezzano, Paolo Giannaccaro, che sino a giugno dirigerà anche il Commissariato di Sulmona. Agghiaccianti gli episodi di violenza consumati in città nelle ore della movida.

La prima aggressione risale al 4 febbraio, in via Carrese. Nel cuore della notte (ore 1:00) e del centro storico vecchi rancori diventano micidiali, si tratta di futili motivi che rappresentano però un aggravante. É il black out della ragione. P. P. 26enne, da lunedì ai domiciliari, rigurgita una violenza impressionante. Urla come un ossesso il nome del 24enne di Pratola Peligna a due passi da lui lo fulmina con gli occhi. Screzi passati, galleggiano nell’aria, tra i fumi dell’alcol. Così colpisce intenzionalmente non solo con calci e pugni, ma rompendo sul volto del pratolano una bottiglia piena di birra, come se stesse manovrando la console di un videogioco. Lo sventurato barcolla dolorante, a fatica si libera dalla presa dell’altro, sanguinante raggiunge a stento piazza Garibaldi dove viene soccorso dagli amici che lo accompagnano subito in ospedale. Prognosi non inferiore a 50 giorni per il 24enne che riporta una frattura delle ossa nasali, un trauma cranico facciale con frattura scomposta all’osso zigomatico destro. E purtroppo anche un trauma del nervo ottico e della macula dell’occhio destro compromesso a tal punto che la vista del giovane è indebolita per sempre, con una capacità visiva ridotta a 2/10.  Il giudice per le indagini preliminari, Marco Billi, accoglie la richiesta del procuratore capo della Repubblica di Sulmona, Giuseppe Bellelli, ed emette un provvedimento di arresti domiciliari per lesioni gravi nei confronti del 26enne.

Altra aggressione brutale e ingiustificata è quella consumata ai danni di un ragazzo di Introdacqua in piazza Carlo Tresca il 12 febbraio. L’unica colpa del giovane di passaggio con l’auto è di aver  suonato il clacson per far spostare un gruppetto che discuteva in mezzo alla strada. In 3, L. S., M. D. R. e il 17enne si accaniscono contro il povero ragazzo. I primi 2 finiscono nel carcere di via Lamaccio, su disposizione del gip Billi che accoglie le richieste del sostituto procuratore Stefano Iafolla. Il 17enne resta a casa su disposizione del gip del tribunale dei minori dell’Aquila.

La terza assurda violenza. Sempre il 17enne di origine rom è autore di un altro grave episodio. Vittima dell’aggressione del 5 marzo è un altro 25enne di Pratola Peligna che in via Solimo nei pressi di una cicchetteria, viene preso prima a schiaffi dal ragazzino che, non soddisfatto, gli sferra un pugno impressionante solo perché il 25enne gli nega una sigaretta. Il pratolano viene soccorso da un amico che gli evita anche una rovinosa caduta a terra. Dal pronto soccorso il ragazzo di Pratola viene trasferito nel reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con l’impianto di una placca in metallo con blocco intermascellare per 40 giorni. Il 17enne non solo deve rispondere dell’accusa di lesioni pluriaggravate, ma è stato anche denunciato per danneggiamenti e minacce gravi nei confronti di un testimone, a scopo intimidatorio. A finire nei guai anche i suoi amici, reticenti: un altro minore e un 25enne, entrambi originari dell’Est Europa. Per questi due scatta la denuncia per favoreggiamento personale, sono accusati di aver cercato di depistare gli investigatori.

mariatrozzi77@gmail.com

 

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