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Centro Italia. Incontro comitati e ambientalisti su Gasdotti e terremoti

Giovedì 2 aprile  si parlerà di Gasdotti e terremoti: diritti delle popolazioni e tutela del territorio. L’incontro è organizzato da Mountain wilderness Umbria, Comitato Norcia per l’ambiente e dal Comitato NoTubo. Il convegno di studio si terra a Colfiorito, frazione di Fogligno, in provincia di Perugia (Umbria) e vi parteciperanno anche i comitati cittadini per l’ambiente della valle Pelgina.

Aggiornamento

Metanodotto e centrale Snam Il Fatto ne parla Report-age.com 2016

Il Fatto su Metanodotto e centrale Snam

“Domenica 2 aprile, presso la Sala Convegni del Parco Regionale di Colfiorito, luogo simbolo di tante devastazioni, abusi territoriali e punto d’incontro fra Umbria e Marche, dalle ore 10 si terrà l’incontro nazionale “Gasdotti e terremoti. Diritti delle popolazioni e tutela del territorio”, aperto a tutti. Organizzato da Mountain Wilderness Umbria, Comitato Norcia per l’Ambiente, Comitato No Tubo, Comitato contro le devastazioni territoriali in Umbria, Comitato No acquedotto per la difesa della Valnerina, Comitato No Inceneritori Terni, Mercato brado. L’evento ha l’obbiettivo di ribadire la netta e totale opposizione al progetto Snam – metanodotto “Rete Adriatica” che, attraversando l’intera penisola da Brindisi a Minerbio per circa 700 Km, intercetta e si sovrappone all’intero sistema di faglie attive dell’Appennino Centrale. Ogni Comune attraversato è un epicentro a tutti tristemente noto: L’Aquila, Norcia, Foligno, Visso, Cascia, Preci. Tanto per citare i più famosi. Da oltre 13 anni siamo impegnati nel contrastare quest’opera che porterebbe solo utili alla multinazionale e utilizzerebbe i nostri territori esclusivamente come servitù di passaggio. Centrali e cabine di compressione verrebbero realizzate in aree ad altissimo rischio sismico come la valle Peligna, Cittareale a pochissimi chilometri da Norcia, Accumuli. Il tubo, di 1,2 metri di diametro, posto a 5 m di profondità con 75 bar di pressione, i terremoti negli Appennini si attestano su ipocentri di 8-11 Km e spaccano strade e montagne, necessita di una servitù di circa 40 m per la posa del tubo e la costruzione di strade per consentire l’accesso ai cantieri. Intere aree naturali verrebbero devastate, corsi d’acqua attraversati più e più volte con  lavori di scavo in alveo. Allo scempio ambientale si aggiunge il rischio oggettivo per le popolazioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. Dei 30 Comuni attraversati 15 sono a rischio sismico 1, gli altri a rischio sismico 2. I recenti terremoti hanno aggravato lo stato di allerta, facendoci prendere atto della oggettiva e malcelata volontà di non ricostruzione dei piccoli e diffusi centri, unici presidi contro lo spopolamento del territorio appenninico, la perdita totale d’identità di luoghi unici per cultura, ambiente naturale e tradizioni. Basta guardare l’Aquila, colpita nel 2009, per capire come la ricostruzione non avvenga. Le comunità non possono essere deportate per desertificare il territorio e renderlo terra di nessuno, svenduto a due lire a multinazionali che mirano solo a far cassa. La tutela del territorio coincide esattamente con il diritto delle popolazioni che li abitano all’autodeterminazione, al ritorno nei luoghi in cui da sempre convivono con una terra ballerina. Ogni paese e borgo non va esposto ad ulteriori rischi, va ricostruito con rigidi criteri antisismici, non solo quelli simbolo su cui sono accesi strumentalmente i riflettori. Proprio per le caratteristiche dei territori dell’entroterra, ogni piccola realtà può diventare una rete di opportunità in cui il turismo ambientale possa crescere e radicarsi. Non servono tubi e grandi opere, ma solo criterio e razionalità e soprattutto trasparenza e correttezza nelle scelte politiche. All’incontro sarà presente il geologo Francesco Aucone”.

Hanno già dato la propria adesione i Comitati No Tap della Puglia. Dal Trans adriatic pipeline (Tap), all’altezza di Brindisi, parte il metanodotto rete adriatica. Sderiscono all’iniziativa anche i Comitati Montanari Testoni e Bsa (Brigate di solidarietà attiva) di Norcia-Cascia, rete solidale che non lascia solo il cratere, il gruppo d’Intervento giuridico, i Comitati Abruzzesi e la Federazione provinciale Cobas  Terni”.

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