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Stop definitivo al progetto Ombrina, Rockhopper vuole ‘risarcimento danni’ dall’Italia

La compagnia petrolifera e del gas Rockhopper exploration plc (Aim: Rkh, già Medoilgas, con interessi chiave nelle isole Falkland), annuncia di aver avviato una procedura di arbitrato internazionale contro la Repubblica d’Italia in relazione al progetto Ombrina Mare.

In seguito alla decisione, di febbraio 2016, del ministero dello sviluppo economico di non assegnare alla società una Concessione di produzione che copre il campo di Ombrina mare, la società, con i suoi consulenti legali, ha preso in considerazione le sue opzioni per quanto riguarda l’ottenimento di danni e risarcimento da parte della Repubblica d’Italia per la violazione del trattato sulla Carta dell’energia (Ect). A titolo informativo, l’Ect ​​è entrata in vigore nel ad aprile 1998 ed è nata per fornire una piattaforma stabile per gli investimenti nel settore energetico. La Repubblica italiana, in quanto membro dell’Unione europea, è tra i firmatari fondatori della Ect. Sulla base di pareri legali e di esperti, Rockhopper è stata informata che ha forti prospettive di recupero dei significativi danni monetari a seguito della violazione del trattato della Comunità europea (Ce) da parte dell’Italia. I danni sarebbero da ricercare sulla base della perdita di profitti. Inoltre, la società ha ottenuto degli stanziamenti non recourse per l’arbitrato da un finanziatore specializzato nel recupero sui reclami da contenzioso e arbitrato commerciale. In caso di successo (con un premio al di sopra di una soglia nominale) Rockhopper mantiene una proporzione molto materiale di qualsiasi premio. Sam Moody, Ceo (amministratore delegato) di Rockhopper, ha commentato: “Anche se avevamo sperato di evitare l’arbitrato, siamo estremamente delusi dal fatto che è necessario al fine di proteggere il nostro investimento nel progetto Ombrina Mare. Anche se può richiedere un certo tempo per produrre un risultato e non v’è alcuna certezza di successo. Rockhopper sta adottando le misure necessarie per tutelare gli interessi dei propri azionisti senza alcun costo aggiuntivo per l’azienda” (fonte Rockhopperexploration.co.uk).

Un altro trattato pensato per annullare la sovranità nazionale favorendo le elite finanziarie, in tal caso quelle dell’energia. Un altro Ttip firmato a nostra insaputa. Dunque, uno studio legale chiederà i danni all’Italia e, se vincerà, addenterà una bella fetta di torta. Il resto andrà alla Rockhopper che altrimenti non spenderà nulla. L’unica soluzione è riprendersi la sovranità nazionale.

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