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Testuggine terrestre solo alla Lecceta, a Torino di Sangro avviate attività di studio e ricerca

Torino Di Sangro (Ch). Dopo l’ok definitivo del ministero dell’Ambiente e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono state avviate le attività legate al programma triennale (2017-2019) di ricerca sperimentale sulla testuggine terrestre (Testudo hermanni) all’interno della Riserva naturale regionale Lecceta di Torino di Sangro.

La testuggine terrestre è stata classificata come in via d’estinzione (endangered –En) nella Lista rossa Iucn (Unione mondiale per la conservazione della Natura) dei vertebrati italiani e in Abruzzo è presente, allo stato naturale, solo a Torino di Sangro e ha come centro del proprio areale la Riserva istituita nel 2001 che proprio per questo la riporta raffigurata nel proprio logo. I ricercatori della Societas herpetologica italica (Shi), sezione Abruzzo e Molise e del G.Erp.A.M. (Gruppo erpetologico abruzzese e molisano), con il supporto del personale della Lecceta, nel primo giorno di campionamento, hanno rilevato 3 esemplari maschi in buona salute e un carapace di una femmina con evidenti segni di bruciature. Le uscite in campo si ripeteranno da marzo ad ottobre di ogni anno fino al 2019. La ricerca prevede il monitoraggio sanitario della popolazione di Testudo hermanni  con visite cliniche, indagini parassitologiche e verifiche con tecniche non invasive, l’identificazione univoca degli individui tramite un marcaggio permanente mediante applicazione di micro-trasponder e l’identificazione del pattern del carapace e piastrone. “Tali attività sono finalizzate alla tutela e alla conoscenza della specie – dichiara Andrea Natale, direttore della Riserva – grazie ai volontari della Shi e Gerpam che ci mettono a disposizione gratuitamente la loro professionalità, con tecniche innovative abbiamo la possibilità di desumere informazioni utili sulle dinamiche in atto, indicazioni per verificare lo stato della popolazione di Testudo hermanni presente a Torino di Sangro, nonché di monitorare la bontà delle attività di tutela in atto – continua Natale – L’utilizzo dei trasponder (microchip) consente l’identificazione univoca dell’esemplare, oltre ai vantaggi legati alle attività di ricerca e monitoraggio, agisce anche come deterrente preventivo per limitarne il prelievo/furto da parte di malintenzionati e delinquenti – conclude Natale – Studiare specie e habitat oltre che un obbligo derivante da direttive comunitarie, ci permette di avere informazioni sui cambiamenti climatici e modificazioni indotte dall’uomo in modo da avere informazioni che hanno ricadute anche economiche e sanitarie indirette.” #ContiAmo

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