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Crollo Palasport: 9 avvisi di garanzia. Indagati anche sindaco ed ex sindaco di Introdacqua

Introdacqua (Aq). Chiuse le indagini sul crollo del palazzetto dello sport, gli avvisi di garanzia hanno raggiunto anche il sindaco Terenzio Di Censo e l’ex sindaco di Introdacqua, Giuseppe Giammarco, perché entrambi, in periodi diversi, rifiutarono di convocare il consiglio comunale chiesto dalla minoranza consiliare per discutere del crollo del tetto del palasport e organizzare le azioni necessarie per eventuali risarcimenti.

Aggiornamento

Giuseppe Giammarco

Terenzio Di Censo

La mancata convocazione del consiglio comunale per la discussione sul crollo del tetto dell’impianto, chiesta dai consiglieri di opposizione Uniti per Introdacqua, avrebbe reso impossibile intraprendere le azioni volte ad accertare eventuali responsabilità e le iniziative, giudiziali e stragiudiziali, per un risarcimento del danno, ma anche per far fronte allo stato di degrado e abbandono in cui, dopo il crollo, è stata lasciata la palestra di 1000 m². Impianto che sino al giorno prima del crollo ospitava per gli allenamenti una squadra di calcio. Altri 7 avvisi di garanzia hanno raggiunto l’architetto progettista e direttore dei lavori, Gianni Giorgi, l’ingegnere capo Pasqualino Susi, Giuseppe Verna legale rappresentante della ditta subappaltatrice per la realizzazione della copertura dell’edificio, la Edil steel, avviso di garanzia anche per Nicola Gabriele Di Cencio ingegnere, direttore tecnico ed esecutore del progetto strutturale e dei relativi calcoli di copertura della Edil steel. Sergio Berardi, architetto collaudatore e Franco Masciulli tecnico per la Marollo costruzioni nel collaudo statico del 26 ottobre 1997. Calogero Marrollo amministratore unico della ditta appaltatrice dei lavori di realizzazione del palasport ed esecutrice dei lavori.

Le indagini della procura della Repubblica di Sulmona. Gli indagati, a vario titolo, sarebbero responsabili del crollo della struttura, in particolare del cedimento che ha interessato la copertura in pannelli prefabbricati sostenuti da travi reticolari in acciaio. Durante una nevicata, non rara nell’entroterra e ad Introdacqua, il tetto è collassato per il cedimento degli ancoraggi tra la sottostante struttura in cemento armato e la struttura in acciaio. Un vizio di progettazione della copertura in acciaio o un difetto di esecuzione per l’utilizzo di tasselli per ancorare la copertura, inadeguati e insufficienti per una struttura costruita in montagna e non al mare. Queste le ipotesi avanzate e da verificare, in aggiunta il direttore dei lavori e l’impresa esecutrice non  pretesero che fossero presenti, nel progetto, la verifica degli ancoraggi, realizzando opere non adeguatamente verificate.

Gimmi Ghione di Striscia la notizia con Licia Mampieri Report-age. com 13.4.2016

Striscia la notizia al palasport Introdacqua(Aq)

La storia. Il Palazzetto dello sport, costruito nell’arco di 4 anni, dal ’91 al ’95, costato oltre 800 mila euro di fondi regionali, venne inaugurato solo nel 2008, il tetto è crollato appena 4 anni  dopo l’inaugurazione della struttura, il 10 febbraio 2012. La sera precedente il cedimento della struttura, nel palazzetto, si stavano allenando dei ragazzi di una squadra di calcio. Più volte è stata chiesta la convocazione del consiglio comunale, nulla di fatto. In prima linea, pronta a discutere sul da farsi, è il consigliere di opposizione Licia Mampieri che in questi anni ha chiesto e si è battuta per la convocazione dell’assise civica per fare il punto sulla situazione, muovere le azioni necessarie per un risarcimento e  accertare le responsabilità. I sindaci che si sono succeduti nell’amministrazione del comune non hanno  convocato il consiglio a tema nemmeno dopo la diffida del prefetto dell’Aquila. Non sapendo più a che santi votarsi, per la struttura pubblica il gruppo consiliare Uniti per Introdacqua ha contattato la redazione di Striscia la notizia (canale 5 Mediaset) che ad aprile 2016 ha inviato ad Introdacqua il corrispondente Gimmi Ghione. Da questo episodio, giunto da pochi mesi al tribunale di Sulmona, il procuratore capo Giuseppe Bellelli ha aperto un fascicolo e avviato l’inchiesta per far luce su questo caso rappresentativo di tanti che vedono protagoniste le strutture sportive del comprensorio che, in un modo o in un altro, sono finite male.

mariatrozzi77@gmail.com

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