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Impianto rifiuti da ampliare: la famiglia della porta accanto risparmiata per il momento. Ortona tira un sospiro di sollievo

Ortona (Ch). Casa e terreno agricolo sono a due passi davvero dalla piattaforma di stoccaggio e trattamento che la Ecotec intende ampliare portando a 112 tonnellate i rifiuti, pericolosi e non, da stoccare e trattare. Solo per capire, oggi lo stabilimento lavora con 60 mila tonnellate d’immondizie, una inezia rispetto alle mire espansionistiche della società. Il comitato regionale Via anche per questo ha rigettato il progetto del raddoppio.

Ecotec stoccaggio trattamento rifiuti Report-age.com 2017“Parliamo di ben 68 nuove tipologie di rifiuti, di cui 29 riguardano i rifiuti tossici – scrive in una nota WWF Zona Frentana e Costa Teatina che con il supporto scientifico di un chimico, Massimo Colonna, sin dalla prima lettura del progetto presentato dalla società Ecotec srl autotrasporti, ha individuato le criticità e segnalato le difformità in seno alla procedura. “Fondamentale è stata anche la collaborazione con l’Azienda agricola produzione di Vino, Cieri,  e con il Comitato Ortona osservatorio ambiente – interviene il presidente WWF zona frentana, Fabrizia Arduini – In sostanza gli elementi ostativi all’impianto, sono stati la vicinanza con le abitazioni, una di queste dista a soli 50 metri, l’effetto cumulo con le altre industrie, di cui 2 insalubri di prima classe, gestione degli scarichi idrici ed altro”. Più di una volta l’associazione del Panda ha fatto presente, alle amministrazioni passate, l’inaccettabile situazione del borgo rurale su cui grava una concentrazione di impianti che mettono a  dura prova la convivenza dei residenti e quindi l’importanza di pianificare con più rigore attraverso indicazioni precise sul tipo di insediamenti che possono operare in quella fascia dell’area industriale. Impianti che non arrechino ulteriore danno, a chi da generazioni ha sempre vissuto li e oggi vive nel terrore di ritrovarsi da un momento all’altro, altre industrie di certo impatto ambientale. Anche di non gravare troppo in un area a ridosso di un’area importante dal punto di vista idrogeologico. “Una semplice questione di civiltà e buon senso, per un Paese che si voglia definire moderno e attento al vitale patrimonio ecologico e alla salute dei propri cittadini – conclude Arduini – La ditta proponente avrà 10 giorni per cambiare l’esito negativo: Istanza di Rigetto, come recita la normativa di riferimento (art. 10bis Legge 241/90), crediamo sia un tantino difficile spostare l’abitazione vicina e comunque oggi siamo più sereni, anche se resta un mistero inspiegabile, il motivo per cui non è stato preso in considerazione un punto importante, la Seveso III”. Il riferimento purtroppo non è stato accolto, altrimenti con la direttiva Seveso 3 s’imporrebbe alla società che vuole ampliare lo stabilimento di chiarire e definire i quantitativi e l’entità di rifiuti pericolosi che in aggiunta a quelli già trattati, verranno lavorati nell’impianto.

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Rigettato il raddoppio dello stoccaggio di rifiuti, anche pericolosi, ad Ortona

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