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Rigettato il raddoppio dello stoccaggio di rifiuti, anche pericolosi, ad Ortona

Pescara. É un preavviso di rigetto quello pronunciato ieri sul raddoppio dell’impianto della Ecotec ad Ortona (Ch). Un tira e molla di 2 anni che ha porta ad un altro risultato positivo, ambientalisti e cittadini tenaci hanno avuto la meglio, per il momento, contro uno stabilimento che vorrebbe trattare altre indefinite quantità di rifiuti, anche pericolosi, senza colpo ferire.

Aggiornamento

In breve, se la ditta non supererà le motivazioni poste a capo della preventiva bocciatura dell’ampliamento, la commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale emetterà un provvedimento definitivo di diniego al progetto per lo stabilimento industriale da ingrandire, aggiungendo a quelli già lavorati altri rifiuti pericolosi senza però precisarne esattamente le quantità.  Si parla dell’inserimento nello stabilimento di altri 68 codici Cer e dalle sequenze numeriche che consentono di individuare le nuove tipologie di pattume in ingresso, da aggiungere a quelle già trattate, risulta che 29 sono riferite a rifiuti tossici. Obbligatorio il richiamo alla direttiva Seveso, anche se non sono specificate le quantità di nuovi rifiuti pericolosi da immettere, così ieri in commissione Fabrizia Arduini, presidente del WWF zona frentana e costa teatina onlus, la prima delle associazioni a presentare le Osservazioni per opporsi costruttivamente al progetto. Arduini, dopo l’annuncio del diniego, ha voluto ringraziare: “Massimo Colonna che ci ha dato una mano importante, grandissimo,. Importantissimo anche il prezioso contributo dei residenti ormai costretti a vivere in mezzo ai veleni con impianti insalubri di prima classe”. Gli ortonesi abitanti nell’area dell’impianto si sono impegnati per scongiurare il peggio. Sono intervenuti in audizione, dinanzi la commissione regionale Via, Pasquale Cacciacarne, portavoce dell’associazione b&b parco Maiella e costa dei Trabocchi, Alessandra Di Virgilio coordinatrice dell’associazione Ortona in movimento. La Commissione Via ha ascoltato anche i consulenti della Ecotec, e si è espressa con preavviso di rigetto (art. 10 della legge 241/9o) dell’ampliamento dell’impianto di stoccaggio provvisorio, recupero  e trattamento preliminare di rifiuti pericolosi e non provenienti da attività industriali, artigianali, commerciali, agricole e di servizi, ma anche da attività di demolizione, raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani e forme di raccolta differenziata di industrie. L’ennesimo rigetto, dunque, per un progetto che si traduce in una modifica sostanziale dell’impianto esistente ad ortona e la presenza di abitazioni nell’area costituisce un criterio escludente (ai sensi dell’allegato 1 della legge regionale 45/2007). Non solo, il rilevante impatto ambientale aggiuntivo derivante dal raddoppio dei quantitativi di rifiuti e delle nuove tipologie di rifiuti in effetto cumulo con le altre attività esistenti nella zona e il traffico indotto. Tra le ragioni del diniego di una valutazione positiva, anche  il fatto che le emissioni dell’impianto andavano convogliate in attmosfera attraverso un camino previa depurazione con filtro a maniche modulare componibile, mentre nella documentazione allegata all’istanza Via non sono dichiarate emissioni in atmosfera né per lo stato di fatto né per lo stato del progetto. E non sono nemmeno rispettati i criteri per la gestione degli scarichi idrici (parte III decreto legislativo 152/2006). Non è detta l’ultima per l’azienda che può comunque presentare altre Osservazioni volte a superare i motivi di rigetto della commissione regionale. 

Preavviso di rigetto

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