Cava Le Grottelle: Stop agli scarichi dal Consiglio di Stato. Ritardi nella bonifica

Avezzano (Aq). É stata scongiurata, per la seconda volta, la ripresa dell’attività di scarico dei fanghi industriali nella cava Le Grottelle di Collelongo. La IV sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, della società di Trasacco  (Aq) che gestisce il sito, per la riforma dell’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale (Tar Abruzzo) che ha statuito “il divieto di prosecuzione attività per il recupero rifiuti a carico della ditta Tamburro” emesso dal settore ambiente della Provincia dell’Aquila il 10 febbraio 2016.

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Il Comune di Collelongo, nel cui territorio si trova la cava Le Grottelle, non si è costituito in giudizio mentre, rappresentati dall’avvocato Angelo Guanciale, sono intervenuti ad opponendum, i consiglieri comunali di minoranza Nicola Pierleoni, Cesare Angelo Pisegna e Cinzia Pisegna Orlando. Il Consiglio di Stato nell’ordinanza ha considerato che le verifiche analitiche prodotte dalla ditta sui rifiuti da impiegare nel recupero ambientale riportavano valori di gran lunga superiori ai limiti di legge e quindi non conformi per le attività di recupero. Il WWF Abruzzo Montano, allertato dai consiglieri comunali di opposizione, dopo un’attento studio degli atti, ha espresso disappunto per l’autorizzazione rilasciata a conferire fanghi, derivanti da processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta, in un Sito di interesse comunitario (Sic) di protezione denominato Parco nazionale d’Abruzzo, facente parte della Rete Natura 2000 ad elevata valenza naturalistica. Bollate come allarmismo gratuito dall’amministrazione di Collelongo, le preoccupazioni espresse dall’associazione ambientalista sui fanghi conferiti all’impianto di Collelongo in cui sono state registrate concentrazioni d’idrocarburi pesanti (C>12) per decine di volte superiore ai limiti di legge. “Dobbiamo amaramente costatare che a distanza di oltre 15 mesi dal sopralluogo effettuato dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta), risultano ancora nel sito le 17 mila tonnellate di rifiuti inquinanti e di materiale di miscelazione, nonostante l’ordine di rimozione entro il 30 settembre 2016, fissato dalla Provincia di L’Aquila – denuncia Giuseppe Walter Delle Coste, presidente del WWF Abruzzo Montano –  Non sono state attivate dalla ditta e, in caso di sua inadempienza, dal Comune di Collelongo, nemmeno le procedure per la messa in sicurezza d’urgenza del sito (art. 242 del D.lgs. 152/2006) disposte il 14.12.2015 al Servizio attività estrattive della Regione. Adesso con l’ordinanza del consiglio di Stato il sito della cava Le Grottelle deve essere immediatamente bonificato con rimozione del materiale e deve essere analizzata la qualità dell’acqua prelevata dalla falda acquifera, riservata al consumo umano, visto l’elevata permeabilità del suolo e la vicinanza della cava alla sorgente Triolo e all’acquedotto del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano ndb), che dà alimentazione idrica ai territori dei comuni di Collelongo, Trasacco, Luco dei Marsi ed Avezzano”.

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