Skip to content

Megalò2 la vendetta. Megalomani a ridosso del fiume, Acerbo: ‘Una porcata’

Chieti. Domani il Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via) è chiamato ad esaminare il progetto Megalò2 che, nell’ultima rivisitazione, prevede la realizzazione di 7 edifici sull’area di esondazione naturale del fiume Pescara, da rinaturalizzare insistono gli ambientalisti sull’annunciata, nuova, colata di cemento a ridosso del corso d’acqua. 

Megalò Report-age.com 2017Edifici da dislocare, smantellare, portare altrove, e invece si pensa a costruirne di nuovi su quello che un tempo era un bacino di raccolta naturale dell’acqua, piovana e fluviale, indispensabile per evitare che Pescara e dintorni si allagassero. Oltre al danno la beffa di finanziare, soldi pubblici, costosissimi bacini artificiali su terreni agricoli e fertili, interventi poco utili a contenere una eventuale esondazione, contestano anche dal Movimento 5 stelle. Nonostante le calamità e i disastri che da gennaio hanno trasformato l’Abruzzo in una regione in perenne emergenza, i fautori di Megalò2 non allentano minimamente la presa per mettere in piedi un’opera da megalomani che uomini di buon senso e ambientalisti ritengono dannosa e questo nonostante il mancato passaggio alla Via della struttura già realizzata. Stupiti, nel novembre scorso i volontari del WWF hanno diffidato il Comitato Via perché rifiuti di considerare la documentazione delle opere di messa in sicurezza ai fini idraulici del tratto golenale del fiume Pescara proprio dove è stato assurdamente realizzato il centro commerciale Megalò e altri edifici commerciali, sempre nella stessa area. Il Via regionale dovrebbe pronunciarsi su 2 progetti diversi e impossibili da valutare insieme. Domani l’avvocato Francesco Paolo Febbo e la presidente del WWF Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco saranno a L’Aquila per ribadire la posizione dell’associazione. «Confermiamo tutte le nostre riserve sull’esistenza stessa di Megalò in quell’area e la convinzione che, anche alla luce delle drammatiche e frequenti criticità ambientali, la strada giusta sia quella della delocalizzazione dei manufatti incautamente costruiti in aree a rischio e non certo l’irrazionale insistenza nel proporre altro cemento» dichiara l’avvocato Febbo. Gravissimo il fatto che il Comune di Chieti sostenga il progetto in area di esondazione del fiume Pescara e che gli altri comuni. a partire da Pescara, non si oppongano. “C’è una lunga storia di responsabilità bipartisan in questa vicenda urbanistica centrodestra e centrosinistra hanno consentito la cementificazione per fini speculativi di aree dove non bisognava costruire – interviene Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista – É pazzesco che continuino a insistere anche dopo l’inchiesta su Megalò3, l’altro lotto del piano, che ha scoperchiato quale genere di relazioni e interessi ci siano dietro queste operazioni. É pazzesco poi che parallelamente la giunta D’Alfonso voglia, a spese del contribuente, realizzare vasche su terreni agricoli spendendo 55 milioni di euro. Delle semplici considerazioni di buon senso dovrebbero indurre il comitato Via a un parere negativo visto che l’area metropolitana Chieti-Pescara è piena di aree dismesse da riqualificare dove poter insediare strutture commerciali, di ristorazione o del tempo libero. Invito anche le organizzazioni di categoria a mobilitarsi perché è inaccettabile che si costruisca sul fiume per contribuire alla desertificazione dei nostri centri commerciali naturali. Non c’è una sola ragione di interesse pubblico che giustifichi questa porcata e mille di natura ambientale e sociale che dovrebbero indurre la Regione Abruzzo a dire no. Megalò2 deve avere qualche santo in paradiso se nel 2012 quando il comitato Via espresse il suo parere contrario accade che poi la Regione casualmente dimenticasse di presentare memorie difensive al Tribunale amministrativo regionale (Tar) contro il ricorso dei privati. Il silenzio della politica locale e regionale su questo progetto dà l’idea di una complicità diffusa e della colpevole disattenzione. Invitiamo il comitato Via a fare proprie le osservazioni di WWF e ambientalisti e a esprimere un No a questo progetto devastante” concludono Acerbo ed Enrico Raimondi, consigliere L’altra Chieti.

Il WWF interverrà anche in opposizione all’impianto di trattamento dei rifiuti progettato a Rosciano (Pe) sulle sponde del fiume Nora. «Al di là delle criticità dell’impianto c’è un insormontabile problema di base: quello che è accaduto negli ultimi mesi in Abruzzo dovrebbe averci insegnato che accanto ai fiumi non si può e non si deve costruire nulla – sottolinea Nicoletta Di Francesco –  Non possiamo continuare a cementificare in aree a rischio e poi lamentarci per quella che assurdamente chiamiamo l’inclemenza della natura».

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Milioni di euro per contenere 1/7 delle piene del Pescara

Megalo 2: l’accanimento a ridosso del fiume Pescara

Vasche di laminazione del fiume Pescara: impedire nuova colata di cemento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: