‘Chiudere il reparto psichiatrico e più agenti al San Donato’ la UilPa Polizia Penitenziaria ha incontrato il direttore del carcere

Pescara. La riunione indetta dalla direzione del carcere San Donato è terminata. I segretari regionali della Uil Pa Polizia penitenziaria si sono confrontati con il direttore dell’istituto, Franco Pettinelli, ben disposto a venire incontro agli agenti che chiedono soprattutto la chiusura del reparto psichiatrico del carcere dove è ancora ospitata una decina di detenuti psicotici, tra i più pericolosi. La falla è stata aperta appena dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), sostituiti dalle Residenze sanitarie per l’esecuzione delle misure di sicurezza, non previste però in provincia di Chieti e Pescara. Questi soggetti psicotici e pericolosi non sono stati allontanati dall’istituto di pena pescarese, ma non ci sono più medici e personale che operavano nel ‘repartino’ e gli agenti di Polizia penitenziaria devono sostituirsi al lavoro svolto, sino a poche settimane fa, da professionisti del settore. Impossibile fare miracoli, inevitabili allora le aggressioni in carcere, le più gravi avvenute a distanza di pochi giorni, vittime i poliziotti del San Donato.

foto Trozzi
Mauro Nardella

Il vice segretario regionale Uil Pa, Mauro Nardella, ha chiesto al direttore Pettinelli l’immediata chiusura del reparto psichiatrico: “Riteniamo che esso altro non sia che un surrogato dell’ex Opg con la sostanziale differenza però che negli ospedali psichiatrici giudiziari c’erano figure formate per la gestione degli psicotici mentre qui a Pescara non hanno nessuno – continua il sindacalista – Abbiamo anche chiesto che venga inviato nuovo personale e, nelle more, che si disponga per l’immediato rientro di quello impegnato in attività extra moenia”  cioè la professione esercitata fuori dalle strutture. I problemi di carenza di organico vanno risolti considerando che molti agenti della Polizia penitenziaria vengono impegnati fuori dal carcere per compiti diversi e ne risentirebbe il carcere di San Donato sguarnito di agenti. Aggiunge Nardella “Gli agenti di Polizia penitenziaria sono impegnati nel servizio di scorta del sottosegretario Federica Chiavaroli o per garantire sicurezza nel tribunale di Pescara, sono utilizzati per compiti non propriamente istituzionali ( art. 2, c. 5 L.395/95), anche per garantire l’ordine pubblico allo stadio, così come ha stabilito il prefetto di Pescara (Francesco Provolo ndb) – conclude il vice segretario regionale Uil Pa Polizia penitenziaria – Nell’incontro di oggi abbiamo proposto soprattutto di recuperare il personale fuori sede mettendolo a disposizione della direzione carceraria pescarese, in riferimento al disciolto provveditorato dell’amministrazione penitenziaria abruzzese accorpato con quello laziale”.

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Comunicato stampa Uil Pap Polizia Penitenziaria 14.3.2017

Aggressioni carcere Pescara: la UIL chiede la chiusura del surrogato Opg

É da poco terminato l’incontro con la Direzione della Casa Circondariale di Pescara. All’ordine del giorno il tema delle aggressioni al personale di polizia penitenziaria  e le misure da intraprendere per prevenirne altre. Ad annunciarlo è Mauro Nardella Vice Segretario Regionale UIL PA Polizia Penitenziaria. Dopo un’ampia discussione la UIL ha detto la sua ratificando a verbale la richiesta  di chiusura immediata della sezione per detenuti psichiatrici e non solo per le aggressioni subite dai baschi blu.Il dubbio che avevamo  sulla parziale risoluzione dei problemi legati alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari– afferma il sindacalista- ci è stato confermato proprio stamattina. Dalla discussione è emerso che le REMS sono state sì create ma per ospitare esclusivamente internati e cioè quei soggetti  sottoposti a misure di sicurezza preventive.  E’ rimasta immutata invece la regola che vede gli imputati e i condannati, ai quali nel corso della misura detentiva sopravviene una infermità psichica che non comporti, rispettivamente, l’applicazione provvisoria della misura di sicurezza o l’ordine di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o in casa di cura e custodia. Essi restano assegnati a un istituto o sezione speciale per infermi e minorati psichici. Stessa sorte è toccata ai soggetti condannati a pena diminuita per vizio parziale di mente per l’esecuzione della pena i quali possono essere assegnati agli istituti o sezioni per soggetti affetti da infermità o minorazioni psichiche quando le loro condizioni siano incompatibili con la permanenza negli istituti ordinari. Gli stessi, quando le situazioni patologiche risultino superate o migliorate in modo significativo, sono nuovamente assegnati agli istituti ordinari, previo eventuale periodo di prova nei medesimi. Non essendoci più gli OO.PP.GG. la gestione di questi ultimi viene demandata, così come accade per il carcere pescarese, ad un istituto di pena  che, contrariamente agli ospedali di cui sopra, non è dotato di mezzi e personale adeguatamente formato per la gestione dei soggetti psicotici con il rischio, così come è accaduto negli ultimi giorni, che le aggressioni diventino sempre più frequenti. Il carcere di Pescara quindi – continua Nardella- è divenuto suo malgrado un surrogato di ospedale psichiatrico giudiziario con la differenza paradossale, tuttavia,  che proprio perché rispetto agli OO.PP.GG.non ha personale idoneo ( infermieri, Operatori Socio Assistenziali e terapisti della riabilitazione ) la sezione del penitenziario Dannunziano sta risultando essere un rimedio peggiore del male. Se queste sono le intenzioni della politica sulla gestione dei soggetti psicotici– prosegue il dirigente UIL- possiamo tranquillamente affermare che l’operazione fatta sulla chiusura degli OO.PP.GG. è soltanto un’operazione di facciata. Ad aggravare la situazione– rilancia Nardella- vi è l’inversione di tendenza del numero di detenuti presenti in struttra e che ad un’iniziale diminuzione relegata a 2 anni fa sta vedendo un pericoloso incremento. Si è infatti passati dai 260 di qualche mese fa ai 306 attuali riportando alla ribalta la drammatica situazione del sovraffollamento carcerario. A ciò fa da contraltare la lenta ma continua deflazione di personale di polizia penitenziaria e l’attivazione di nuovi servizi operativi(sentinella) che non fanno altro aggravare il già pesante carico di lavoro di poliziotti sempre più vecchi e stanchi. Per tali questioni la UIL-chiosa Nardella- ha chiesto l’immediata chiusura della sezione psichiatrici, l’invio di un congruo numero di agenti e/o il rientro in sede di tutti i poliziotti penitenziari impegnati in sedi extra moenia tra i quali quelli impegnati presso il tribunale di sorveglianza, quelli non più impiegati nel disciolto provveditorato e, soprattutto, coloro i quali sono attualmente impegnati nel servizio di scorta del sottosegretario alla giustizia.

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