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Altra frana sulla strada 487, ancora al Girone dove l’ultima messa in sicurezza è di 5 anni fa

Pacentro (Aq). Il tratto era stato messo in sicurezza 5 anni fa, la Provincia dell’Aquila aveva provveduto ad installare delle reti di protezione sul costone della montagna con un intervento di somma urgenza. Ieri però un’altra frana ha vanificato i lavori di allora. Il cedimento del monte Morrone interessa un tratto di via Dante Alighieri, conosciuto dai residenti come Girone. La via di comunicazione è sempre la stessa, la ex statale, ex regionale, da qualche anno di competenza provinciale, la strada 487

Cedimenti Pacentrana girone Report-age.com 11.3.2017Sul cotto l’acqua bollente per il serpentone d’asfalto che cinge il Morrone, anno dopo anno la ex statale 487 sta perdendo pezzi e scompare, mano a mano, sotto gli occhi di tutti. In particolare tratti di Morronese sono già compromessi da tempo senza che nessuno si risolva ad intervenire davvero per ripristinare la viabilità con una radicale messa in sicurezza della via di comunicazione che dalla valle Peligna consentiva di raggiungere le località in alta quota, nel cuore del Parco nazionale della Maiella. Dicono che i soldi ci sono, sono stati stanziati, ma i cantieri non si aprono e i progetti con i bandi restano imbrigliati dalle uniche reti che funzionano sempre, ancora da queste parti, quelle della burocrazia. Dei tratti di strada in particolar modo sono occupati da terriccio e pietre che potrebbero essere rimossi in mezza giornata con delle ruspe. Il problema è un altro, la messa in sicurezza dell’intero troncone stradale su cui viaggiavano i tanti turisti che raggiungevano il borgo, assicurando sviluppo, economia e prosperità anche a Pacentro. Il primo problema è proprio all’ingresso del paese, interessa la strada che dal bivio per la frazione Marane di Sulmona consentiva di raggiungere questo borgo tra i più belli d’Italia. Un lungo giorno di maltempo e 2 frane, a marzo 2015, portano alla chiusura definitiva del tratto. Massi sulla carreggiata a gennaio 2016, gli agenti della Forestale rimuovono i macigni, ancora visibili sul ciglio della strada, ma il tratto in alta quota resta chiuso. Chiuso al traffico veicolare definitivamente dal 2014 per pericolo frana, individuato a ridosso di un muretto di contenimento su cui peserebbe un macigno in bilico. Tutto questo in attesa che gli amministratori prendano davvero a cuore i problemi di questa località dimenticata e facciano la loro parte, concretamente, non solo per sfilate da campagna elettorale e per rimpinzare di promesse e di annunci la popolazione. Fortunatamente la strada per il Castello Caldora, incluso il Girone, è già chiusa da tempo in attesa dei lavori progettati per i tratti in alta quota. Il problema resta per i residenti, gli abitanti. Ieri pomeriggio la montagna ha ceduto ancora, verso le ore 17 sono caduti a piombo sulla carreggiata massi, terra e un macigno di enorme dimensione compromettendo circa 30 metri di strada e buttando giù un’intera barriera di contenimento in metallo. Il guard rail è finito su un parcheggio sottostante a ridosso di una stradina che conduce all’incantevole Castello della più nobile tra le famiglie di Pacentro. Fortunatamente non passava nessuno a piedi a quell’ora. Oggi la via è stata transennata con delle barriere (newjersey. Isolata, l’area gravemente colpita da frane e chiusure non è solo abitata, ci sono delle attività commerciali in gravissima sofferenza: un ristorante a poche centinaia di metri da quest’ultima frana e lo storico albergo di Passo San Leonardo oramai irraggiungibile e lontano.

L’area è quella monitorata anche dai satelliti del progetto Sentinel perché proprio da Pacentro parte la faglia del Morrone (15 km di profondità), la montagna è attraversata per 23 km da 2 fratture parallele, in alto e sulla base del monte, che raggiungono Popoli (Pe).

mariatrozzi77@gmail.com

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Frana il Morrone e l’economia. Pacentro in ginocchio in attesa che riaprano la strada chiusa da anni. Dossier viabilità

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