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Svolta sul Piano Lupo: verso l’approvazione, ma senza abbattimenti

Roma. Più di un milione di italiani ha risposto all’appello del WWF #SOSLUPO, l’associazione ambientalista esprime il suo apprezzamento e sostiene la maggioranza delle Regioni che sembrano orientate, con convinzione, verso una rapida approvazione del Piano lupo con lo stralcio del paragrafo relativo agli abbattimenti legali, così come proposto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. 

“Confidiamo nel raggiungimento dell’intesa con il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, per arrivare rapidamente all’approvazione del piano già nella prossima riunione della conferenza Stato-Regioni –  scrive in una nota l’associazione del Panda – Il nostro auspicio è che il Piano venga approvato rafforzando tutte le azioni che possono garantire la convivenza del lupo con le attività zootecniche, cogliendo tutte le opportunità di finanziamento offerte anche dai Programmi di sviluppo rurale delle Regioni. Il WWF rinnova la sua piena disponibilità ad affiancare Regioni, Ministero, Associazioni agricole e allevatori per individuare e mettere in atto i metodi di prevenzione ottimali per ridurre i danni al bestiame, attenuare i conflitti e contrastare efficacemente il bracconaggio”.


Il Lupo è salvo, non sarà abbattuto. Piano di gestione rinviato, si torni al confronto tecnico

Roma 2.2.2017 “Adesso lavoriamo tutti per la conservazione del lupo in Italia  archiviando  l’opzione degli abbattimenti legali” è il commento a freddo di Donatella Bianchi, presidente del WWF Italiaalla decisione della Conferenza Stato Regioni di rinviare l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo, come richiesto da migliaia di associazioni e cittadini mobilitati sui social media nelle azioni promosse dall’associazione del Panda.

Aggiornamento (Lupo fucilato 9.2.2017)

Un rinvio che rappresenta un’autentica polizza assicurativa sulla vita del Lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il Piano di gestione del Lupo ritorna adesso in discussione in sede tecnica, ma il confronto dovrà partire da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche. “Il WWF da oltre 2 anni ha evidenziato al ministero, anche con Osservazioni tecniche, i nodi che oggi sono venuti al pettine, un particolare abbiamo sempre sostenuto che le misure di prevenzione del Piano erano correttamente individuate, ma che in assenza di finanziamenti specificatamente previsti queste sarebbero rimaste solo virtuali ha continuato BianchiDal piano andavano stralciati gli abbattimenti e andavano previsti  tempi e risorse congrue. Molte delle nostre richieste, rimaste inascoltate, rispecchiano proprio alcune delle problematiche che le Regioni stesse stanno sollevando.  L’auspicio, ora, è che si torni ad un confronto sereno e costruttivo con tutti i soggetti interessati per arrivare rapidamente all’approvazione di un Piano con azioni concrete ed efficaci che escluda gli abbattimenti legali, disciplinando l’applicazione della possibile deroga prevista dalla direttiva Habitat, solo in casi eccezionali ed ultima opzione attuabile solo dopo l’attuazione del Piano e verifica dei risultati raggiunti”. Il Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione e un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, al contrasto del randagismo canino, dell’ibridazione cane–lupo e alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia. Ministero dell’ambiente e Regioni dovranno indicare le risorse necessarie per l’attuazione delle azioni previste con una ripartizione degli oneri nei rispettivi bilanci, senza ulteriori costi per i bilanci pubblici, ma con la definizione di opportune priorità di spesa. Il WWF non comprende perché il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, abbia voluto a tutti i costi difendere la possibilità degli abbattimenti, enfatizzando i 70 studiosi che lo avrebbero suggerito. Nel Piano stesso, quando si indicano i nomi degli esperti che hanno fornito contributi utili alla stesura del Piano è chiaramente esplicitato che l’inclusione in questo elenco non implica la condivisione del Piano. Inoltre come tutte le  questioni che hanno a che vedere con le modalità di gestione della complessa relazione uomo-natura è bene che esse abbiano sempre, come base, la migliore conoscenza scientifica disponibile. La scelta di una soluzione non è squisitamente tecnica, ma è fondamentalmente politica – conclude il presidente WWF Italia – Tra le osservazioni poste al ministero dell’ambiente da 2 anni, il WWF ha posto il tema dei tempi congrui per l’applicazione delle misure di prevenzione, (24-36 mesi) , risorse specifiche, per queste messe a disposizione sia dallo Stato che dalle Regioni e preventivamente concordate. Ancora, procedure più snelle per l’indennizzo di agricoltori e allevatori. Infine, l’apertura di un apposito tavolo tecnico per il monitoraggio e valutazione delle azioni poste in essere dalle Regioni e stralcio degli abbattimenti selettivi sul lupo”.

mariatrozzi77@gmail.com

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