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Crolla cavalcavia sulla A14: 2 morti. Urgente la messa in sicurezza dei viadotti autostradali

Due morti, una coppia di 60enni di Ascoli Piceno residente nel teramano, e 3 feriti per il crollo di un cavalcavia, avvenuto alle ore 13 sull’autostrada A14 all’altezza di Camerano (Ancona), direzione Nord tra Loreto e Ancona. Al chilometro 235+800 il tratto di autostrada è stato chiuso al traffico in entrambe le direzioni, per l’intera giornata

Sono morti i coniugi Emidio Diomede e la moglie Antonella a causa del cedimento di una struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia 167 chiuso al traffico veicolare per i lavori in corso, aperto invece il tratto di autostrada sottostante, il principio di precauzione non sembra valere in autostrada per questi interventi. I lavori interessano l’ampliamento a 3 corsie dell’A14 tra Ancora Sud e Loreto.

Video appena dopo il crollo

Aggiornamento 10.3.2017. L’autostrada è stata riaperta in entrambe le carreggiate, durante la notte è stato rimosso il troncone di ponte piombato a terra, finito sulla parte anteriore dell’auto dei coniugi sessantenni.

Alle ore 17.20 del 28 ottobre 2016 ad Annone Brianza (sulla Super Milano Lecco) cede un cavalcavia sotto il peso di un tir, trasporto eccezionale di oltre 100 tonnellate, che non sarebbe dovuto passare sul ponte perché il Codice della strada stabilisce in 40 tonnellate il limite massimo di carico dei camion che possono transitare sui cavalcavia. Quel venerdì di ottobre, a perdere la vita, dentro una Audi bianca proveniente da Milano e diretta a Civate, è Claudio Bertini. Oggi il bilancio di un altro cedimento è di 2 morti, marito e moglie, e 3 operai feriti che non sono in gravi condizioni. Hanno fatto un volo di 7 metri i 3 dipendenti della ditta che aveva portato a termine, in tarda mattinata, le operazioni di sollevamento del cavalcavia, gli operai erano rimasti per dei lavori accessori sul ponte.

Messa in Sicurezza di Viadotti e ponti

Il gravissimo incidente rende ancora più urgente affrontare la questione sulla messa in sicurezza dei viadotti di strade e autostrade, della loro manutenzione e dell’adeguamento sismico anche e soprattutto dei viadotti peligni, costruiti negli anni Sessanta in un’area a massimo rischio sismico. Per gli interventi obbligati dalla legge 228/2012 ancora nulla e non si conoscono le ragioni dell’immobilismo, l’esecutivo nazionale non è intervenuto sino ad oggi per chiedere ai gestori delle autostrade di eseguire l’adeguamento, si parla di progetti e se ne propongono di nuovi, ma non è lecito sapere quando apriranno i cantieri e quando ancora occorrerà aspettare per garantire sicurezza. Si sta rinviando sino all’inverosimile e il governo non fa una piega. Non è bastato smuovere le acque con l’interpellanza del 15 febbraio del senatore Jonny Crosio (Lega) che ha ricordato l’urgenza dell’intervento al ministro delle infrastrutture, Graziano Del Rio, e il parlamentare, architetto svizzero, sollecita la manutenzione straordinaria dell’autostrada dei parchi, dei viadotti della val Pescara, della valle Peligna e della Marisca. Il silenzio delle istituzioni fa rabbrividire, non si può aspettare ancora, non si può temporeggiare sulla pelle della gente.

Non è bastato nemmeno l’esposto al tribunale di Sulmona. Due avvocati, Giancarlo Santilli e Aldo Di Bacco, originari di Pratola Peligna (Aq), località dell’aquilano attraversata dai vertiginosi viadotti dell’ A25, gestita da Strada dei parchi e l’imprenditore Carlo Toto, hanno presentato il 27 luglio scorso un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona (Aq) per l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dei viadotti dell’autostrada, in virtù di quanto disposto 5 anni fa dalla legge 228/2012 e, in particolar modo, per il tratto della valle Peligna. Per i trampoli da manutenere, gli avvocati hanno inviato l’esposto, per conoscenza, anche alla procura Antimafia dell’Aquila. A corredo dell’esposto, le eloquenti immagini dei trampoli malconci (nel video Viadotti Peligni) che attraversano il comune di Pratola, Campo Di Fano, Anversa degli Abruzzi. Del resto tutto il comprensorio é area a massimo rischio sismico tra le più pericolose d’Italia anche perché prossima alla faglia del Morrone, quella montagna ad Est che ha 2 fratture parallele che si ricongiungono a circa 15 km di profonditá e che per i geologi, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), potrebbe attivarsi in qualsiasi momento poiché carica da tempo. L’autostrada dei parchi è una via di fuga indispensabile, opera strategica di protezione civile, decretano i vertici istituzionali, ma “A tutt’oggi non ci sono interventi in corso per i viadotti sull’A25 – interviene l’avvocato Aldo Di Bacco – purtroppo il gravissimo incidente del crollo del cavalcavia ad Ancona, in cui hanno perso la vita 2 persone, prova che la mancata messa in sicurezza dei tratti da mantenere si paga con la vita della gente. Chiediamo alla società Strada dei Parchi di procedere subito con l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dei viadotti sull’autostrada che gestisce”. Situazione che ha dell’incredibile, che tutti conoscono e che in pochi vogliono affrontare e risolvere davvero, gli interessi in gioco valgono più della vita.

mariatrozzi77@gmail.com

Video Viadotti Peligni

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Demolire viadotti Peligni: Toto, autostrada e Variante del Silenzio

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