Enorme Bozzolo di Catrame spiaggiato a Punta Aderci. Interviene il WWF Zona Frentana Costa Teatina onlus

Vasto (Ch). Un grande ammasso di catrame sulla spiaggia di Punta Penna, area protetta, è stato scoperto durante le operazioni di routine dal personale della cooperativa Cogecstre che gestisce la Riserva regionale di Punta Aderci.

Catrame in spiaggia Foto WWF Zona Frentana e Costa Teatina Report-age.com 6.3.2017
Catrame in spiaggia nella Riserva regionale di Punta Aderci Foto WWF Zona Frentana e Costa Teatina

Il diametro del bozzolo misura circa 60 cm e potrebbe essere stato trascinato, con ogni probabilità, dalle ultime mareggiate. “Non vorremmo sembrare i soliti allarmisti, ma il primo pensiero va alla piattaforma Rospo mare della Edison – interviene Fabrizia Arduini, presidente del WWF zona Frentana e costa Teatina onlus – Un’altra possibile causa potrebbe essere la pulizia dei serbatoi delle navi cisterna in mare, attività severamente vietata dalla Convenzione di base Marpol (Marine pollution) del 1978, ma in Italia e specie in mezzo al mare, è anche possibile che si possa agire illegalmente per ragioni di convenienza- continua la coordinatrice dell’associazione ambientalista – Risulta, infatti, estremamente più conveniente lavare le stive a mare, anziché aspettare nei porti il proprio turno e pagare per eseguire l’operazione in sicurezza. Ce lo dicono i numeri allarmanti, 200 mila tonnellate annue di petrolio scaricate nel mar Mediterraneo dovuti sia a operazioni di ripulitura, sia per il carico e scarico delle petroliere che per le  attività di ricerca e coltivazione d’idrocarburi. L’Italia è il Paese in cui le voci che subiscono i maggiori tagli sono quelle che riguardano i controlli ambientali”. L’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, ha comunicato l’accaduto alla Guardia Costiera, al sindaco Francesco Menna e all’assessore all’ambiente Paola Cianci, per intervenire e fare chiarezza sulla provenienza del rifiuto e sempre nella speranza che il fenomeno sia circoscritto. Catrame in acqua? “Non è di certo un buon segnale per il nostro mare che subisce uno stillicidio metodico da decenni, sia da terra, con fiumi che riversano liquami sempre più insani, che dal mare, con lo sfruttamento eccessivo delle risorse e depauperamento attraverso le attività legate agli idrocarburi: ricerca, coltivazione, trasporto – aggiunge Arduini – Per non parlare delle enormi quantità di plastica e polistirolo, sino agli affondamenti dolosi di navi contenenti rifiuti tossici. Come si possa trasformare un elemento così straordinario, in una vera e propria pattumiera, per egoismo, avidità, disprezzo dei diritti delle generazioni future, per il WWF ma non solo, sarà sempre fonte di grande inquietudine, ma anche di indignazione. Una indignazione che ci porta ad agire con ogni mezzo a nostra disposizione, per la sua salvaguardia – conclude il presidente Arduini – Il mare è vita, il mare è di tutti”.

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