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Niente Piano cave e i cavatori avanzano. Moratoria per fermare il saccheggio del territorio abruzzese

Conosciuta come la gran cava d’Italia, la regione Abruzzo subisce da anni un vero e proprio assalto. La conseguenza ineluttabile della mancanza di un Piano cave, venuto alla luce solo negli annunci a corredo della propaganda Regionale, è un pesantissimo impatto ambientale e paesaggistico. Il tentativo di bloccare le concessioni, in passato, non ha fermato l’avanzata dei cavatori contro cui oggi si vuole riproporre una moratoria sull’attività estrattiva.

mappa acquiferi cava Popoli Report-age.com 27.2.2017mappa acquiferi cava Popoli Report-age.com 27.2.2017L’ultima trovata, in ordine di tempo, è una cava su monte Castiglione a Popoli (Pe). Sabato è scaduto il termine per il deposito delle Osservazioni sulla verifica di assoggettabilità alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto che la Umt service srl chiede alla Regione di autorizzare. Si tratta dell’attivazione di una cava da 400 mila m³ nella val Pescara, esattamente nel cuore di uno degli acquiferi più importanti del Centro Italia. Così indica la mappa idrogeologica della RegioneNonostante manchi un Piano Cave si continua a bucare l’Abruzzo, ma le concessioni non dovrebbero essere rilasciate. Questo perché larticolo 29 della Finanziaria regionale 2012 proprio sulle Concessioni in materia di attività estrattiva e di escavazione stabilisce che (a 29 anni dall’approvazione della legge regionale 54/1983 sulle attività estrattive) non saranno rilasciate concessioni per l’apertura di cave di ghiaia, per l’esercizio di nuove attività estrattive e di escavazione, per la coltivazione di cave e torbiere fino all’approvazione del Piano regionale per l’esercizio delle attività estrattive e di escavazione. Il Piano cave andava approvato dal consiglio regionale, su proposta della giunta regionale, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della Finanziaria regionale 2012. L’amministrazione regionale aveva 18 mesi per mettersi in regola, ma sono trascorsi 5 anni e del Piano cave nemmeno l’ombra. 

Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

“Ricordo che l’Abruzzo è una delle pochissime regioni italiane prive di un piano per le attività estrattive e che abbiamo un numero di cave attive e dismesse pari o superiore a regioni come la Lombardia e Veneto che hanno un numero di abitanti e un territorio assai più grandi – interviene Maurizio Acerbo, ex-consigliere regionale del partito della Rifondazione comunista Abruzzo – Non è un caso che nel libro-inchiesta Le conseguenze del cemento, del giornalista (Luca Martinelli ndb) della rivista L’AltraEconomia, l’Abruzzo sia stato definito la gran cava d’Italia. Ero riuscito a far approvare nella finanziaria 2012 una moratoria con lo Stop a nuove autorizzazioniPurtroppo fu proprio il Pd che sponsorizzava una mega-cava proposta dal costruttore Carlo Toto a Bussi (Pe) a condurre una campagna contro la moratoria e alla fine anche il centrodestra fece marcia indietro preoccupato di perdere sostegno della lobby dei cavatori – conclude Acerbo – Torno a richiedere l’immediata approvazione di una moratoria da parte del consiglio regionale: è ora di dire stop al saccheggio del territorio”.

mariatrozzi77@gmail.com

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