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Progetto Snam. Risoluzione e lettere a Gentiloni e Mattarella: intervenga il governo prevalga il buon senso

L’Aquila. Una risoluzione da depositare in Commissione ambiente in consiglio regionale, che chiede l’impegno del presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso,  e una lettera al presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Metanodotto nel cratere aquilano dopo il terremoto del 2009

Metanodotto cratere aquilano terremoto 2009

Sono le iniziative che Pierpaolo Paolucci, consigliere regionale e presidente della commissione regionale  ambiente e territorio, mette in campo contro la centrale di compressione di Sulmona e il metanodotto Snam. “Non sono i primi, appena insediato in consiglio regionale mi feci promotore di un’analoga risoluzione, poi di una legge che inasprisce le condizioni di installazione delle centrali a compressione. Nel novembre scorso ho scritto al presidente del Consiglio – interviene in una nota Pietrucci – Più passano le settimane più la natura sembra raccontare e sottolineare l’insensatezza della ostinazione della Snam nel perseguimento dei progetti della centrale e del metanodotto. Non è bastato il sisma del 2009 che ha coinvolto un’area attraversata dall’infrastruttura, nemmeno i terremoti di agosto, dell’ottobre e del gennaio scorsi. Complessivamente sono ben 19 i Comuni su cui insiste il tracciato e fanno parte dei crateri sismici costituitisi dal 2009 a oggi “. Sulmona è stata esclusa dal cratere del 2009, ma proprio sulla terrazza peligna scorre una pericolosa frattura parallela: la Faglia del Mortone. “Quello che chiedono la popolazioni, le istituzioni locali e che torno a chiedere è semplicemente buon senso – conclude Paolucci che prosegue il lavoro di un decennio delle associazioni ambientaliste Peligne – Intervenga il governo presso la Snam, faccia seguito all’imprescindibile necessità di spostare il tracciato in mare. Alla terre che soffrono per il terremoto, che lottano per la sopravvivenza e contro lo spopolamento, non si può imporre anche la spada di Damocle di una infrastruttura che, viste la natura del prodotto trasportato e la vulnerabilità sismica dei territori coinvolti, rischia di rivelarsi una vera e propria bomba a orologeria”.

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