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Ripartiamo dalla civiltà se davvero l’intenzione è di rilanciare il Mercato di piazza Garibaldi

Sulmona (Aq). Finito il mercato del sabato, ma anche del mercoledì, molti ambulanti abbandonano piazza Garibaldi, dopo mezza giornata di lavoro, lasciandosi alle spalle montagne di rifiuti e immondizie, scatole e rifiuti di ogni genere delle merci che trattano, uno spettacolo indecoroso. Eppure il regolamento stabilisce che il posto assegnato va lasciato pulito dall’ambulante. Alla discarica a cielo aperto cerca di porre rimedio una squadra di operatori ecologici, ma smaltire tutti questi rifiuti costa e, in breve, il servizio di pulizia pesa sui cittadini.

Post mercato del sabato piazza Garibaldi Sulmona Report-age.com 25.2.2017Alle ore 14.30 di ogni giorno di mercato lo spettacolo è sempre questo, è sotto gli occhi di tutti, è devastante. Questa volta a chiedersi “se questo è un modo civile di lasciare una Piazza dopo aver fatto mercato” è l’avvocato Serafino Speranza che dalla sua pagina Facebook annuncia che chiederà al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, di prendere provvedimenti sanzionatori nei confronti degli Incivili.

Il senso civico, il rispetto dell’ambiente sono presupposti obbligati, necessari, imprescindibili per chi poi pretende dall’amministrazione comunale un cambio di rotta sul commercio, sostegni, riduzione delle tasse e contributi. Un aiuto o anche il riconoscimento di mercato storico per piazza Maggiore richiedono l’impegno di ciascuno di noi. I cambiamenti per rilanciare il commercio cittadino partono prima di tutto dal singolo e non solo dalla comunità. Per far tornare Sulmona agli antichi splendori è indispensabile risvegliare il senso civico in una città in coma che si morde la coda e si piange addosso di continuo e poi si limita a dire e poi dice, dice, solo questo, tra polemiche e chiacchiere al veleno, negandosi ai piccoli e utili gesti quotidiani che potrebbero cancellare il degrado in cui versa.

Se davvero bisogna rilanciare l’economia partendo dal commercio, se la crisi è così devastante che urge intervenire con soluzioni concrete e regolamentando meglio i mercati settimanali allora non si può chiedere solo agli altri di fare sacrifici. Occorre pretendere, partendo anzitutto da noi stessi, i miglioramenti che si domandano al resto della città. Lasciare che cada in malora tutto ciò che ci circonda, perché magari non ci si sente considerati e apprezzati, è un errore che tiene in catene questa comunità. Da decenni la città è ostaggio di egoisti e disfattisti che riflettono il loro malessere e i loro difetti sugli altri cittadini.  L’intenzione è di  correggere molti aspetti organizzativi e gestionali del mercato, allora cominciamo a smussare i nostri difetti. Va bene regolamentare al rispetto, ridurre la tassazione, disciplinare l’assegnazione dei posteggi, contrastare l’abusivismo, garantire l’allaccio alla rete elettrica e la realizzazione della rete Wireless mercatale, avere certezza sulla provenienza dei prodotti, ottenere lo status di mercato storico. Tutto questo però non solo si deve dire, ma si deve fare partendo dal singolo, dalla propria esperienza personale. Prima di ripartire dal Mercato di piazza Garibaldi occorre ripartire da ogni individuo di questa comunità che quel Mercato ce l’ha scolpito nel Dna.

mariatrozzi77@gmail.com

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Ripartire dal Mercato di piazza Garibaldi, chiesto incontro con l’Amministrazione

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