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Decreto terremoto per D’Alfonso è ok. Pelino chiede invece sostegni per imprese fuori dal cratere

Roma. Gli interventi per fronteggiare l’emergenza post terremoto agosto 2016 gennaio 2017) vanno affiancati rapidamente con misure di sostegno e rilancio economico dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dai drammatici eventi. Il decreto terremoto non può bastare, per questo la risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione industria del senato che Paola Pelino, vice presidente del gruppo di Forza Italia, ha proposto insieme alla senatrice, Camilla Fabbri (Pd).

senato-della-repubblica-report-age-com-2017Di tutt’altra opinione il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso che durante le audizioni di Regioni e Comuni sul decreto terremoto: “Ha dichiarato che le risorse stanziate nel decreto sono sufficienti e per l’estensione del cratere anche ai comuni non ricompresi, il governatore più o meno testualmente ha risposto che Non bisogna neanche arrivare a Zagabria – affermano i deputati Vacca e Colletti, intervenuti in sede di audizioni. “Abbiamo inoltre chiesto se non ritenga opportuno inserire in questo decreto una norma che intervenga anche sulle scuole non direttamente colpite dalle ultime scosse sismiche, ma che non sono adeguate alla normativa antisismica e presentano un indice di vulnerabilità basso, prevedendo il trasferimento degli alunni anche di questi istituti in altri locali adeguati o in moduli provvisori. A questa domanda, nessuna risposta del pPresidente D’Alfonso! – aggiungono i deputati pentastellati. Un decreto insufficiente 

Paola Pelino

Paola Pelino

La Risoluzione della senatrice abruzzese invita il governo a predisporre una serie di misure per il ristoro anche dei danni indiretti subiti dalle imprese, compreso quelli fuori dal cratere sismico. Si procede a garantire sostegno economico “Si chiedono misure di defiscalizzazione, l’estensione degli ammortizzatori sociali in deroga e l’istituzione di zone franche non solo nel cratere, questo per consentire al sistema delle imprese una possibilità di ripresa attraverso nuovi investimenti – conclude il senatore di Forza Italia – É necessario poi un intervento in sede di istituzioni europee per una deroga sull’intensità massima di aiuti applicabili agli investimenti delle imprese. Auspico che il governo accolga queste indicazioni, considerato che nel testo del decreto terremoto, varato a febbraio e ora al vaglio del Parlamento, mancano i provvedimenti per il rilancio del tessuto economico delle aree colpite dal sisma”. 

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