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In movimento l’intero sistema di faglie e nessun passo indietro per centrale e metanodotto Snam

+Paganica (Aq). Si rinnova il forte del No al metanodotto e alla centrale Snam con l’assemblea di Paganica e la partecipazione all’incontro di associazioni ambientaliste, comitati cittadini, alcuni amministratori e futuri candidati alle elezioni amministrative nei comuni dell’aquilano. Gli usi civici potrebbero contenere, ma non fermare le mire espansionistiche della società che punta a divenire hub del trasporto di gas naturale. Non un passo indietro sull’opera nonostante sia stato chiarito che dal 24 agosto l’intero sistema di faglie dell’Appennino Centrale che si è messo in movimento. Un metanodotto e una centrale di spinta di certo inquietano, non poco.

paganica-incontro-snam-19-2-2017I lavori sono stati aperti da Fernando Galletti, presidente dell’amministrazione separata degli Usi civici di Paganica e San Gregorio, promotrice dell’incontro pubblico. Preoccupa la sismicità del territorio aquilano e le immagini della rottura dell’acquedotto e del metanodotto di Paganica, in seguito al sisma del 6 aprile 2009, non lasciano margine di dubbio. Unanimi nel ribadire la necessità di rilanciare la mobilitazione contro metanodotto e centrale di compressione: è da irresponsabili insistere con il tracciato scelto. “La dorsale appenninica, lungo la quale dovrebbe essere collocata l’infrastruttura della Snam, è stata squarciata ripetutamente dalla forza distruttrice della natura che ha prodotto una deformazione di un’area di oltre 1100 Kmq” sottolineano tecnici e geologi intervenuti all’incontro e la situazione è del tutto inedita per gli stessi sismologi che continuano a ripetere che è l’intero sistema di faglie dell’Appennino Centrale che si è messo in movimento, generando una condizione di rischi, la cui gravità ed estensione nessuno è in grado di prevedere per il prossimo futuro.

Metanodotto di Paganica (Aq) dopo il terremoto

Metanodotto di Paganica (Aq) dopo il 6 aprile 2009

“La Regione Abruzzo incalzi il governo affinché il progetto lungo la dorsale appenninica venga definitivamente messo da parte e si studi un tracciato alternativo, dando così attuazione a quanto deciso dalla Commissione ambiente della camera dei deputati – intervengono i comitati cittadini di Sulmona e l’associazione AltreMenti valle Peligna che evidenziano la mancanza, soprattutto da parte della Regione, di una azione politica incisiva nei confronti del governo che potrebbe autorizzare l’opera in ogni momento. “Tutto tace a Sulmona e nella valle Peligna” sottolineano dal comitato ambientalista, mentre nell’aquilano, grazie all’impegno delle delegazioni degli Usi civici, la questione Snam torna alla ribalta, coinvolgendo la politica e le istituzioni. Dopo le delibere adottate lo scorso anno dalla Provincia dell’Aquila e dalla nuova amministrazione comunale di Sulmona, nessuna iniziativa concreta è stata posta in essere da Antonio De Crescentiis, presidente della provincia e sindaco di Pratola Peligna e Annamaria Casini, prima cittadina di Sulmo. “Torniamo a chiedere, ancora una volta, che il  sindaco di Sulmona promuova un’assemblea pubblica con i sindaci e le realtà sociali ed economiche del comprensorio, al fine di rilanciare la lotta contro un progetto disastroso che rappresenterebbe un colpo mortale per il nostro territorio” concludono gli ambientalisti.

mariatrozzi77@gmail.com

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