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Messa in sicurezza Autostrada dei Parchi. Crosio a Delrio ‘Lavori urgenti, perché il Governo non è intervenuto’

Roma. Ancora nulla per l’adeguamento sismico dei viadotti e le gallerie dell’autostrada in special modo per quelli della val Pescara, della valle Peligna e della Marsica. Quanto tempo ancora prima di avviare gli “improcrastinabili lavori per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dell’autostrada dei Parchi’ e soprattutto perché il Governo non è intervenuto sino ad oggi. Lo chiede con una interpellanza il senatore svizzero Jonny Crosio e seppure al ministero delle infrastrutture sono d’accordo su tutto, annunciando di più del necessario, nessuna risposta si concretizza per le autostrade abruzzesi per giunta strategiche perché si passa da lì per prestare soccorso e garantire aiuti in caso di emergenza.

Riflessione opportuna se, parole sante, non si fa altro però che aprir bocca da 7 anni, cioè dalle scosse che misero sottosopra l’Abruzzo e la provincia aquilana, nel 2009. 5 anni sono trascorsi dalla legge 228/2012 che dispose per l’adeguamento sismico delle autostrade, dando persino la possibilità di rinegoziare la concessione  per chi gestisce l’infrastruttura pubblica. Tutto per mettere in sicurezza viadotti e gallerie autostradali, ma ne è passata di acqua sotto i ponti e ancora si attende l’intervento di adeguamento sismico. Ogni tanto spunta qualche novità e si prova a rassicurare la popolazione con annunci che puntualmente cadono nel vuoto. Tirate le somme, mica può bastare una preghiera per viaggiare sicuri. E contenere le polemiche, per ogni sensibile aumento del pedaggio, non convince ad aprire i cantieri.

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Jonny Crosio

Un’interpellanza del 15 febbraio del senatore Jonny Crosio (Lega) ricorda l’urgenza dell’intervento al ministro delle infrastrutture, Graziano Del Rio, e l’architetto svizzero sollecita la manutenzione straordinaria dell’autostrada dei parchi. Il parlamentare domanda quali interventi urgenti il Governo intenda adottare per avviare al più presto gli improcrastinabili lavori per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dell’autostrada dei Parchi A24 e A25 (in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2012, n. 228), al fine di salvaguardare il tratto autostradale, sia per eventuali emergenze e soprattutto perché l’autostrada insiste in una zona ad alto rischio sismico. Così per assicurare, ai territori già martoriati da eventi calamitosi, un collegamento fondamentale per l’economia del territorio. 

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Pratola, località Rio, viadotto A25 (Foto 2)

L’imprenditore Carlo Toto concessionario dell’infrastruttura con la società Strada dei parchi, dopo la bocciatura del progetto varianti, le cosiddette bretelle scorciatoia, ha presentato al ministero un nuovo e interessante progetto per l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza del tratto gestito, senza togliere e aggiungere nulla all’infrastruttura. Il progetto era in corso d’istruttoria a settembre 2016, ma non si è saputo più nulla dell’iniziativa. “Siamo d’accordo sulla messa in sicurezza sismica di tutta l’autostrada – così il ministro Delrio dichiarava a Sulmona venerdì 11 novembre 2016 concludendo che – ci sarà un investimento molto importante che viene validato adesso dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici” più di 3 mesi fa. In valle Peligna con un esposto alla procura, gli avvocati Giancarlo Santilli e Aldo Di Bacco, del foro di Sulmona, il 27 luglio 2016 chiedevano l’adeguamento e la manutenzione dei viadotti di Pratola Peligna (Aq), piuttosto malconci (Foto 2 luglio 2016), in un’area a massimo rischio sismico. I legali annunciavano il deposito dell’esposto anche alla procura Antimafia dell’Aquila. Sono da manutenere anche i viadotti allo svincolo Bussi (Val Pescara), a Popoli (Pe), allo svincolo Tornimparte, viadotto Sant’Onofrio, quelli Peligni e Marsicani e tutti i ponti e le gallerie dell’intero troncone stradale (A24 e A25), gestito da Società Strada dei Parchi, opera strategica per finalità di Protezione civile, decretano al vertice. L’interpellanza del senatore basterà a smuovere le acque?

Le autostrade A24 e A25. Si parte dalla Tangenziale Est di Roma, stazione Tiburtina, a Nord Est della capitale fino all’intersezione con il Grande raccordo anulare, per 281,5 km verso Teramo e Pescara. In corrispondenza dello svincolo direzionale di Torano (la progressiva Km 71 400) la rete si biforca in due rami: uno prosegue verso L’Aquila-Teramo (A24) e l’altro verso Chieti-Pescara (A25). Un percorso che comprende 153 ponti e viadotti, per uno sviluppo complessivo di circa 118,8 km, alcuni viadotti superano i 100 metri di altezza dal piano di campagna. Sono  54 le gallerie del tracciato con uno sviluppo complessivo di circa 70,8 km rappresentano il 12,6% del percorso autostradal, di queste gallerie hanno lunghezze variabili fra 2 mila e 10 mila metri.

mariatrozzi77@gmail.com

Tutto sui viadotti A24 e A25


Testo integrale dell’interpellanza Crosio del 15.2.2017 Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00447 Pubblicato il 15 febbraio 2017, nella seduta n. 762 Crosio – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Premesso che:

da quanto annunciato dal Ministro in indirizzo l’11 novembre 2016, a margine di un evento a Sulmona (L’Aquila), sembrava che il Governo intendesse procedere alla messa in sicurezza dei viadotti dell’autostrada “dei Parchi” A24 e A25; infatti i giornali (ad esempio “AbruzzoWeb”) riportavano le seguenti parole del Ministro: “Siamo d’accordo sulla messa in sicurezza sismica di tutta l’autostrada. Quindi ci sarà un investimento molto importante che viene validato adesso dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici”;

l’articolo 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013), che recita “in considerazione della classificazione delle autostrade A24 e A25 quali opere strategiche per le finalità di protezione civile”, già aveva autorizzato lavori di manutenzione straordinaria con la messa in sicurezza dei viadotti e delle gallerie autostradali, e la “realizzazione di tutte le opere necessarie in conseguenza del sisma del 2009“, anche prevedendo la rinegoziazione delle condizioni della concessione con la società concessionaria, ai fini dell’equilibrio del piano economico-finanziario, evitando un incremento delle tariffe non sostenibile per l’utenza;

in seguito al ripetersi delle scosse sismiche nel Centro Italia e sotto la paura di un’ulteriore scossa di magnitudo superiore a quella del reatino, come prevista da alcuni esperti, sembrava intenzione del Governo accelerare i tempi per una soluzione che consentisse la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25;

tuttavia, né il Governo, né i responsabili dell’infrastruttura hanno adottato le misure necessarie per l’applicazione della normativa, nonostante l’emergenza sismica prosegua incessantemente nel Centro Italia, lasciando al caso e quindi ad un’eventuale nuova scossa di terremoto la possibilità o meno che i viadotti danneggiati crollino;

Giunti saltati autostrada A24 Popoli, altezza Guizza Report-age.com 2016

(24.8.2016) uno dei 3 giunti saltati sull’ A25 altezza della Guizza Popoli (Pe)

le situazioni più a rischio riguardano il viadotto svincolo Bussi, lo svincolo Tornimparte, il viadotto S. Onofrio, e quello di Popoli, ma, in generale, tutti i viadotti sono interessati dal pericolo di scalinamento degli impalcati lungo tutta l’asta dell’infrastruttura autostradale;

si apprende dai media che la società concessionaria avrebbe proposto un intervento di messa in sicurezza dell’asse autostradale, che prevede un accorciamento di 30 chilometri dell’attuale rete, con una variante che propone nuove gallerie a doppia canna, da finanziare interamente dal privato previo allungamento di 15 o 20 anni della durata della concessione, e che la proposta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intenderebbe trovare una mediazione su un progetto di messa in sicurezza più contenuto;

i giornali riferiscono anche la proposta della concessionaria Autostrada dei Parchi di utilizzare le rate del corrispettivo di concessione, per il complessivo importo di 223,4 milioni di euro, per la messa in sicurezza della strada, con impegno di restituire la somma entro la fine della concessione del 2030;

sono trascorsi anni di dibattito, ma ancora non risultano accordi concreti tra il Ministero delle infrastrutture e la società concessionaria;

soprattutto non risultano adottate misure concrete per l’adeguamento dell’attuale tracciato, con particolare riferimento ai viadotti, continuamente sotto controllo e verifiche, che spesso implicano la chiusura temporanea delle tratte, ad ogni scossa più o meno forte;

l’autostrada dei Parchi A24 e A25 è l’unico collegamento baricentrico che collega l’Est e l’Ovest d’Italia e incide in modo fondamentale sulla viabilità abruzzese, sull’economia del territorio e sulla possibilità di intervento celere della protezione civile in caso di calamità;

la preoccupazione cresce, in quanto i viadotti autostradali erano già danneggiati in conseguenza al terremoto del 2009 e oggi, con le nuove scosse, risultano ulteriormente deteriorati, mettendo in pericolo la sicurezza della strada e l’incolumità degli utenti,

si chiede di sapere quali siano i motivi per i quali il Governo non sia intervenuto fino ad oggi e quali gli interventi urgenti che il Governo intenda adottare per avviare al più presto gli improcrastinabili lavori per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dell’autostrada dei Parchi A24 e A25, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di salvaguardare il tratto autostradale, sia per eventuali emergenze, in quanto l’autostrada insiste in una zona ad alto rischio sismico, sia per assicurare a questi territori, già martoriati da eventi calamitosi, un collegamento fondamentale per l’economia del territorio.


Archivio

Bretelle Toto. Esposto per la messa in sicurezza dei viadotti Peligni. Video shock esclusiva Report-age

Viadotti a Popoli, col terremoto saltano i giunti. Il tratto resta aperto e anche la statale sottostante

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